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Agrigento – Piano paesaggistico della provincia di Palermo, l’Ordine degli Architetti promuove un confronto tra istituzioni ed esperti

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Agrigento – Piano paesaggistico della provincia di Palermo, l’Ordine degli Architetti promuove un confronto tra istituzioni ed esperti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Ripartire dal confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti per definire un percorso chiaro verso l’approvazione del Piano paesaggistico della provincia di Palermo.
È il tema del convegno dal titolo “Piano paesaggistico della provincia di Palermo: punto e a capo. Criticità normative, tecniche e deontologiche dopo il ritiro del Piano”, promosso dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Palermo.
L’appuntamento è in programma lunedì 12 ottobre, dalle 17:30 alle 20: 30, nella sede dell’Ordine a Palazzo Florio Wirz, in piazza Principe di Camporeale 6.

Il ritiro del Piano riporta al centro il tema della tutela del paesaggio e della sua integrazione con la pianificazione urbanistica.
Si tratta di uno strumento essenziale per governare le trasformazioni del territorio, proteggere il patrimonio naturale e culturale e offrire a Comuni, professionisti e cittadini un quadro di riferimento certo.
La sua definizione incide sulla qualità delle scelte urbanistiche, sulla gestione dei beni paesaggistici e sulla possibilità di programmare interventi compatibili con le caratteristiche dei luoghi.
Per tale ragione, secondo l’Ordine, è necessario riaprire il confronto e individuare soluzioni che consentano di superare le criticità emerse, evitando il protrarsi delle incertezze normative e procedurali.
L’incontro sarà introdotto e moderato dall’architetto Giuseppina Leone, presidente dell’Ordine e della Consulta regionale degli architetti di Sicilia, con la partecipazione dell’architetto Mauro Pantina, vicepresidente dell’Ordine.

La prima sessione, dedicata alle criticità deontologiche e normative, affronterà il rapporto tra codice deontologico e pianificazione territoriale, con l’intervento di Mauro Pantina; il vuoto normativo siciliano e le conseguenze dell’abrogazione del Regio decreto del 1940, con l’avvocato Antonio Cannizzo, fondatore del blog “Urbanistica in Sicilia; i principi della nuova legge regionale sul procedimento, con l’avvocato Vittorio Fiasconaro, esperto di diritto del paesaggio e docente di diritto amministrativo e processuale amministrativo.
La seconda sessione sarà dedicata agli aspetti tecnici.

L’architetto Salvino Lo Cascio, consigliere dell’Ordine, approfondirà il rapporto tra pianificazione paesaggistica e pianificazione comunale.
Il pianificatore junior Tommaso Aiello, anch’egli consigliere dell’Ordine, analizzerà invece il rapporto tra beni paesaggistici e transizione energetica, con particolare attenzione alle esigenze di tutela e alle trasformazioni nelle zone agricole.
Dopo la sintesi dei lavori affidata a Giuseppina Leone, la tavola rotonda riunirà relatori e avvocati dello Stato Lidia Maria La Rocca e Giulio Sorrentino, entrambi esperti in materia paesaggistica.
Un question time conclusivo consentirà di approfondire i temi emersi nel corso del confronto.
L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato dal Consiglio dell’Ordine, che nel mese di luglio ha elaborato, approvato e trasmesso alla Soprintendenza e al Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana un documento di osservazioni al Piano.
Il contributo, frutto di un lavoro di analisi tecnica, punta a migliorare lo strumento di pianificazione e a rafforzare il ruolo dei professionisti nella tutela del territorio e nella valutazione delle trasformazioni ammissibili.
Dopo il ritiro del Piano, l’Ordine propone l’istituzione di un tavolo tecnico permanente all’assessorato competente della Regione Siciliana, con il coinvolgimento del Dipartimento, della Soprintendenza, della Città Metropolitana, dei Comuni, degli Ordini professionali e degli Enti Parco.
La struttura dovrebbe accompagnare l’esame delle osservazioni e il successivo adeguamento degli strumenti urbanistici, favorendo il coordinamento tra i diversi livelli di pianificazione.
Tra le richieste figura anche l’introduzione di una norma transitoria che stabilisca un termine massimo e perentorio per l’esame delle osservazioni e l’approvazione definitiva del Piano, così da evitare che le misure di salvaguardia si protraggano senza una scadenza definita.
L’Ordine sollecita, inoltre, una legge regionale organica, in attuazione dell’articolo 144 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che disciplini tempi, partecipazione digitale, controdeduzioni e procedure per l’adeguamento dei piani urbanistici comunali, secondo quanto previsto dall’articolo 145.

Un ulteriore punto riguarda la possibilità di delegare le funzioni autorizzatorie paesaggistiche agli enti locali o a forme associative di area vasta, come previsto dall’articolo 146, comma 6, del Codice, a condizione che siano garantite strutture tecniche autonome, competenze multidisciplinari e una netta separazione tra funzioni urbanistiche e paesaggistiche.
L’obiettivo è arrivare a un sistema di tutela più efficace e trasparente, nel quale la partecipazione non si esaurisca nella presentazione delle osservazioni, ma si traduca in valutazioni motivate e decisioni verificabili.
Un percorso che, nelle intenzioni dell’Ordine, consenta di coniugare la conservazione del patrimonio paesaggistico con una pianificazione consapevole, assicurando alle comunità locali regole chiare per progettare il futuro del proprio territorio.

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Fonte: Report Sicilia

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