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Regionali 2027, Agrigento prepara la partita: partiti in movimento e nuovi equilibri

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Regionali 2027, Agrigento prepara la partita: partiti in movimento e nuovi equilibri

Dalle tensioni nel centrodestra al sostegno di Italia Viva a Pietro Bartolo, passando per l’adesione di Salvatore Fanara a Sud Chiama Nord: anche nell’Agrigentino si delineano le prime mosse in vista delle regionali.

Le elezioni regionali del 2027 sono ancora lontane, ma in Sicilia il confronto politico è già entrato nel vivo. Le tensioni nel centrodestra, il dibattito sulla ricandidatura di Renato Schifani e i nuovi movimenti tra partiti e formazioni politiche potrebbero ridisegnare gli equilibri anche in provincia di Agrigento. La partita si giocherà su due fronti: le alleanze regionali e il radicamento nei comuni, dove amministratori e candidati possono incidere sulla raccolta delle preferenze. Le tensioni interne a Forza Italia hanno riacceso il confronto sulla possibile ricandidatura di Renato Schifani. Fratelli d’Italia punta a rafforzare il proprio peso nella coalizione, mentre la scelta del candidato alla presidenza della Regione resta legata alle trattative tra i partiti.

Nell’Agrigentino, una novità significativa riguarda Sud Chiama Nord. Il 29 settembre, Cateno De Luca ha annunciato l’adesione di Salvatore Fanara, consigliere comunale di Favara ed ex candidato della Democrazia Cristiana alle regionali del 2022, insieme ai consiglieri Gaspare Castronovo e Marianna Zambito. Nella stessa occasione è stata annunciata la candidatura di Fanara alle regionali del 2027 nel collegio di Agrigento.

Il passaggio potrebbe incidere sugli equilibri locali. Resta da capire se il consenso personale di Fanara riuscirà a tradursi in un risultato significativo anche con la nuova collocazione politica. Democrazia Cristiana, Fratelli d’Italia e Movimento per l’Autonomia saranno chiamati a consolidare le rispettive reti territoriali. Per gli autonomisti, storicamente legati nell’Agrigentino alla figura di Roberto Di Mauro, la sfida sarà mantenere il consenso e valorizzare nuove presenze politiche.

Anche nel campo progressista il percorso verso il 2027 è ancora da definire. La scelta del candidato alla presidenza della Regione e la costruzione di un’intesa programmatica saranno decisive per il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e le altre forze che potrebbero convergere in un’alleanza comune. In provincia, il PD può contare sul deputato regionale Michele Catanzaro, capogruppo del partito all’ARS. Il Movimento 5 Stelle ha invece un riferimento in Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata e deputato regionale.

La sfida sarà trovare un’intesa capace di valorizzare i rispettivi consensi, evitando divisioni e candidature concorrenti. Molto dipenderà dai rapporti di forza e dalle decisioni che matureranno nei prossimi mesi. Un elemento di novità è rappresentato da Pietro Bartolo. Il 4 ottobre, durante la Leopolda di Italia Viva a Firenze, Matteo Renzi ha annunciato il sostegno del partito alla candidatura dell’ex medico di Lampedusa alla presidenza della Regione Siciliana. Bartolo potrebbe intercettare una parte del voto d’opinione, ma il peso della candidatura nell’Agrigentino e la possibilità di costruire alleanze più ampie restano da verificare. Il sostegno di Italia Viva, infatti, non equivale ancora a un’investitura condivisa dall’intero centrosinistra.

Agrigento, la sfida si giocherà nei comuni

Alle regionali del 2022, al collegio di Agrigento erano stati attribuiti sei seggi all’Assemblea regionale siciliana. La ripartizione applicabile al voto del 2027 dovrà essere verificata sulla base delle disposizioni ufficiali. Per conquistare un posto all’ARS non basteranno gli accordi definiti a Palermo: conteranno la competitività delle candidature, la presenza delle liste e la capacità di mobilitare gli elettori. Favara, Agrigento, Sciacca, Licata e gli altri comuni della provincia presentano equilibri politici differenti. Le reti amministrative e il radicamento dei singoli candidati potranno incidere sulla competizione, anche se è ancora presto per formulare previsioni attendibili.

Tra i temi centrali del confronto ci saranno la crisi idrica, la sanità, le infrastrutture e i servizi pubblici. La capacità di proporre soluzioni concrete alle criticità del territorio potrebbe diventare un elemento determinante nella campagna elettorale.

Regionali 2027, uno scenario ancora aperto

Al momento, nessuno schieramento può considerarsi favorito in modo definitivo. La partita per i seggi dell’Agrigentino dipenderà dagli sviluppi regionali, dalla composizione delle coalizioni e dalla capacità dei partiti di trasformare il consenso locale in voti.

Le nuove adesioni, le candidature annunciate e le tensioni interne alle coalizioni sono i primi segnali di una competizione destinata a entrare progressivamente nel vivo.

La politica è in continua evoluzione e cambiamento: gli equilibri di oggi non sono necessariamente quelli di domani. Alleanze, candidature e strategie possono modificarsi anche in tempi brevi. Per capire se prevarranno gli assetti consolidati o se emergeranno nuovi protagonisti nell’Agrigentino, bisognerà attendere le prossime mosse dei partiti e dei loro rappresentanti. Saranno le decisioni dei prossimi mesi a chiarire la direzione della partita per le regionali del 2027.

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Fonte: AgrigentoOggi

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