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Quattro mesi sono pochi o abbastanza? I commenti dividono Agrigento
L’intervista a William Giacalone accende il dibattito sui primi mesi dell’amministrazione Sodano. La maggioranza dei commenti difende il sindaco e richiama le responsabilità del passato, ma c’è anche chi chiede: il cambiamento promesso quando comincia a vedersi?
Quattro mesi sono troppo pochi per giudicare un’amministrazione oppure sono già sufficienti per capire quale direzione abbia imboccato? È questa, più ancora delle parole di William Giacalone, la domanda che emerge dalle decine di commenti pubblicati sotto l’intervista di AgrigentoOggi al consigliere comunale di Forza Italia.
Il titolo, «Quattro mesi di nulla. Il sindaco parla inglese, ma Agrigento aspetta risposte», ha acceso immediatamente il confronto. E la reazione prevalente è stata netta: quattro mesi non possono cancellare decenni di problemi.
Molti lettori contestano soprattutto il pulpito dal quale arriva la critica. Giacalone appartiene a Forza Italia e diversi commentatori gli ricordano le responsabilità delle forze politiche che negli anni hanno amministrato Agrigento. «Prima dov’era?», domanda Calogero Montante. Antonio Carta sviluppa lo stesso ragionamento: chi ha governato senza risolvere determinati problemi non può pretendere che vengano cancellati in centoventi giorni.
Il concetto ritorna decine di volte, con toni diversi e talvolta molto duri: lasciate lavorare il sindaco, quattro mesi sono pochi, i problemi vengono da lontano. C’è chi propone addirittura di aspettare uno o due anni prima di formulare un primo giudizio e chi ricorda le condizioni di strade, litorale, servizi e decoro ereditate dalla nuova amministrazione.
Ma nel lungo fiume di commenti emerge anche una posizione differente. Marco Milano invita a smetterla di guardare continuamente al passato: «Dov’è il cambiamento?», domanda, ricordando che Sodano è stato eletto proprio per produrre fatti nuovi. Sara Aldi sviluppa un ragionamento simile: il sindaco è stato votato per un «cambio radicale» e, sostiene, finora alle parole non sarebbero seguiti risultati sufficientemente visibili.
Daniele Ciaravella si dice invece d’accordo con la disamina di Giacalone e lascia aperta la verifica al futuro: sarà pronto a fare mea culpa se fra qualche anno Agrigento sarà diventata un punto di riferimento per gli altri Comuni.
In mezzo alle due posizioni c’è forse il commento che fotografa meglio il rischio del dibattito: «Quelli che difendono i disservizi di ieri contro quelli che difendono i disservizi di oggi. Una sfida emozionante». Una battuta, quella di Marco Spataro, che porta il confronto fuori dagli schieramenti.
Perché alla fine il punto potrebbe essere proprio questo. Il passato non può essere cancellato e quattro mesi sono certamente un periodo breve per risolvere problemi sedimentati da anni. Ma il passato non può neppure diventare un credito illimitato per chi governa oggi.
Sodano è stato eletto promettendo un cambiamento. Giacalone, da consigliere d’opposizione, ha il diritto e il dovere di controllare e criticare l’amministrazione. I cittadini hanno lo stesso diritto di ricordare a chi oggi critica ciò che è accaduto negli anni precedenti.
Tra qualche mese, però, la domanda inevitabilmente cambierà. Non sarà più soltanto «chi ha lasciato Agrigento in queste condizioni?», ma sempre più spesso: «che cosa è stato fatto per cambiarle?».
Ed è probabilmente su questa domanda, più che sui commenti Facebook, che maggioranza e opposizione dovranno prima o poi misurarsi.
L’intervista a William Giacalone: Giacalone boccia Sodano: «Quattro mesi di nulla. Il sindaco parla inglese, ma Agrigento aspetta risposte»
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Fonte: AgrigentoOggi
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