Agrigento – Salvatore Ferlita riceverà la cittadinanza onoraria del Comune di Racalmuto. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Maurizio Piscopo
Il 16 ottobre alle ore 17:00 nel paese del sale e dello zolfo incontreremo e festeggeremo Salvatore Ferlita uno dei maggiori scrittori e critici letterari del nostro tempo.
La mia testimonianza…
“Ho conosciuto Salvatore Ferlita attraverso un articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica sullo scrittore favarese Antonio Russello, a proposito del suo capolavoro “La luna si mangia i morti”, prima pubblicato dall’editore Santi Quaranta di Treviso ed ora ristampato dai tipi di Medinova di Antonio Liotta.
Da quell’articolo ho compreso che quella maniera di scrivere colta e raffinata era molto più avanti degli altri scrittori che avevo letto e incontrato nella mia vita. Lo cercai nella sede romana del giornale, chiesi del direttore Ezio Mauro, pensavo che Ferlita critico letterario del giornale La Repubblica vivesse nella capitale, per ragioni di lavoro. La segretaria rimase molto colpita dalla mia telefonata. Lo cercò dappertutto. Lo incontrai qualche giorno dopo a Palermo alla libreria Modus Vivendi, alla presenza dello scrittore di Mineo Giuseppe Bonaviri.
Da allora non ci siamo più persi, ci siamo incontrati una volta al mese nel capoluogo per discutere di letteratura, di viaggi, di libri. Devo dire che sono stato fortunato, ad incontrarlo. La sua cultura ha cambiato la mia vita. Salvatore è uno scrittore vero, colto, umile, attento ai dettagli, è una delle poche persone che ha letto più libri del pane che ha mangiato.
E’ uno scrittore raro, pungente, colto, unico, qualcuno ha detto, che come lui ne nasce uno ogni cento anni! E’ il solo che nelle pagine di un giornale si può permettere di rimproverare Verga e Pirandello.
Quando gli poni una domanda ti risponde sempre in un modo spiazzante, pare che sia appena uscito da un’antica biblioteca. E’ un cacciatore di libri! Dopo ogni viaggio, a parte le tante risate nasce sempre un progetto che diventerà un libro. Quella dei libri è una materia che gli appartiene, sin da bambino, la mamma gli leggeva le pagine di Pirandello…Dopo aver pubblicato tanti libri, partecipato a dottissime conferenze, ridato vita a scrittori dimenticati come Fiore, Russello, Petyx, Samonà, Savarese, Domina, Simili, Sàito, Vitarelli (solo per ricordarne alcuni), Ferlita ha firmato articoli per la rivista“Segno” e per le pagine siciliane di “Repubblica”, Salvatore non si è mai montato la testa, ascolta tutti con pacatezza. Certe volte sguaina la spada e colpisce il lettore con il suo pensiero critico: “ Esiste una mafia della letteratura, che si manifesta in termini di arroganza intellettuale da parte di tanti studiosi, di vacua sfrontatezza ermeneutica, che porta a favorire e a dare lustro a una cordata protetta. E poi ci sono le esclusioni scandalose, i ridimensionamenti colpevoli di quegli scrittori che vanno in direzione opposta rispetto a quella su cui si muove l’opinione corrente, che non incrociano le mode, le tendenze. Basta consultare un manuale scolastico per rendersene conto: di solito i libri di testo sono il trionfo dell’omologazione critica, oltretutto negli ultimi anni la luperinizzazione nei licei ha del tutto funestato l’approccio alla letteratura, in un trionfo di specialisti spesso aberranti, di parossismi respingenti, di forzature ideologiche intollerabili”.
Un giorno gli ho posto questa domanda
“Perché lo scrittore Antonio Russello non è arrivato al grande pubblico: prima viene pubblicato con grande enfasi, La luna si mangia i morti promosso nello stesso periodo in cui il Gattopardo veniva bocciato, e poi il libro viene abbandonato. Molti in Italia tuttora non lo conoscono. Cosa è successo realmente, cosa non è stato ancora raccontato dello scrittore favarese?
Ecco la sua riposta illuminante…
Antonio Russello aveva le carte in regola per potersi affermare come scrittore vero, con un mondo da esprimere, un risentimento da far esplodere. Il suo esordio è stato per lui croce e delizia: Vittorini, che probabilmente nell’esergo della scrittura di Russello ha intravisto il suo magistero, l’ha sponsorizzato, sostenuto. Per poi, però, abbandonarlo subito dopo, probabilmente impressionato dal metamorfismo di Russello, che ha pagato lo scotto di voler sempre osare, cancellando le tracce per inventarsi un nuovo cammino. Dai giudizi dei lettori di professione a servizio della Mondadori viene fuori lo sconcerto per l’imprevedibilità di Russello, per la sua sfrontatezza. Insomma, il suo stile mobile l’ha danneggiato. Quando infatti in casa editrice arriva Giangiacomo e Giambattista, il vero capolavoro dello scrittore favarese, la reazione è di sorpresa e anche di fastidio, per il fatto che Russello non solo avesse abbandonato la sua Sicilia quale scenario e vettore tematico, ma che pure si fosse cimentato in un racconto filosofico che lontanamente riecheggiava certe pagine di Calvino (il Calvino del Barone rampante). Ora, Russello con Calvino ha poco o nulla in comune, ma uno come Niccolò Gallo, cioè un lettore geniale, uno scopritore straordinario di talenti, pur lodando i punti di forza del romanzo non gli perdonò il peccato di lesa maestà nei confronti di un guru come Calvino appunto…Per me la scrittura di Salvatore Ferlita racchiude l’armonia del mondo, la considero musica pura come l’acqua che sorge dalla montagna. Nelle sue parole c’è la bellezza il senso della libertà, il rispetto per i bambini, per i vecchi, per le fasce deboli, per le donne. C’è una chiara protesta per il dolore che creano le ingiustizie, nate dall’ignoranza e dall’arroganza di chi ha amministrato questa terra trasformando il paradiso in un inferno. Per Salvatore Ferlita come per Leonardo Sciascia la letteratura è la forma più assoluta che la verità possa assumere. La letteratura intesa come repertorio della memoria universale, deposito del millenario scandaglio condotto dagli scrittori di ogni epoca sulla condizione umana. Nei suoi studi e nelle sue ricerche è racchiuso il presente, il passato e il futuro degli scrittori di tenace concetto.
Il Programma
Dopo i saluti del Sindaco di Racalmuto Calogero Bongiorno seguiranno gli interventi di Alessandro Cutrona, Vincenzo Chiarelli e Alessia Guccione. Interventi musicali di Peppe Calabrese alla chitarra e Maurizio Piscopo alla fisarmonica. Coordinamento dello scrittore Enzo Sardo; presidente MCL Provincia di Agrigento. Concluderà Salvatore Ferlita .
Nota finale
Sento di ringraziare Enzo Sardo nella qualità di Presidente Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori della provincia di Agrigento che ha indirizzato al Sig. Sindaco Calogero Bongiorno e al Presidente del consiglio Carmelo Falco la proposta di conferire la cittadinanza onoraria al Prof. Salvatore Ferlita per aver diffuso il pensiero del maestro Leonardo Sciascia e quindi di Racalmuto.
Sia la Giunta comunale che il Consiglio comunale hanno deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria, la cui targa sarà consegnata giorno 16 ottobre alla fine della manifestazione che lo vede protagonista.
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Fonte: Sicilia On Press
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