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Agrigento – Teatro Pirandello, nuovo contratto per Roberta Torre, i conti fragili e gli incarichi sovrapposti: cosa emerge dalle carte

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Agrigento – Teatro Pirandello, nuovo contratto per Roberta Torre, i conti fragili e gli incarichi sovrapposti: cosa emerge dalle carte. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

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Roberta Torre e il sindaco di Agrigento Michele Sodano foto da facebook

La Fondazione Teatro Pirandello potrebbe trovarsi a retribuire per circa sei settimane due direttori artistici, mentre fonti ben informate parlano di conti in difficoltà di cassa. Un  nuovo  contratto quadrimestrale di collaborazione firmato da Roberta Torre il 15 luglio 2026 le riconosce 8.666,67 euro, più cassa e IVA, fino al 30 novembre. Leandro Picarella, presentato il 15 ottobre, avrebbe invece un incarico fino al 31 dicembre per circa 1.750 euro al mese:   la cifra va comunque ancora verificata sul documento ufficiale.  

È un accordo di collaborazione autonoma, firmato ad Agrigento il 15 luglio 2026 dalla direttrice generale Alessandra Fiaccabrino e da Torre. Dura dal 1° agosto al 30 novembre, «senza possibilità di rinnovo tacito». Il compenso complessivo è diviso in quattro rate mensili: tre da 2.166,67 euro e l’ultima da 2.166,66, per un totale che torna. Include vitto, alloggio e trasporto; i rimborsi straordinari richiedono autorizzazione preventiva. Colpisce un’assenza: i sette articoli non prevedono recesso né risoluzione anticipata. Va poi corretto un presupposto: l’impegno non nasce dal nuovo consiglio, insediatosi a fine agosto, ma dalla vecchia governance.

 Il testo del nuovo contratto non richiama alcun accordo precedente: è un contratto nuovo, di quattro mesi. AgrigentoOggi lo definisce l’ultimo accordo quadrimestrale della regista, arrivata nell’agosto 2025 dopo le dimissioni di Francesco Bellomo.  

Quando è finito il rapporto

Le date sono tre. Il 30 novembre, scadenza contrattuale mai raggiunta. Tra il 21 agosto e l’11 settembre, le dimissioni in blocco del vecchio consiglio e l’elezione di Osvaldo Lo Iacono alla presidenza del nuovo. Qui entra lo Statuto, nella lettura di AgrigentoOggi: il direttore generale cessa con il consiglio che lo ha nominato, il direttore artistico con il direttore generale, ma può essere riconfermato. Il terzo passaggio è di fine settembre: il nuovo consiglio proroga Fiaccabrino fino al 31 dicembre e non riconferma Torre, che saluta pubblicamente intorno al 25 settembre. Il 15 ottobre Lo Iacono ha motivato la scelta con la cessazione degli incarichi per cambio di governance e con la volontà di valorizzare le risorse del territorio, confermando però la stagione 2026/27 costruita da Torre, che è stata sempre pubblicamente molto apprezzata per il suo lavoro ad Agrigento.

Dunque nulla è «scaduto» il 30 novembre: l’incarico è cessato per effetto statutario e non è stato riconfermato, mentre il contratto, sulla carta, correrebbe ancora. Resta aperto se un accordo firmato da una direttrice generale poi decaduta vincoli ancora la Fondazione. Il «mancato rinnovo» riguarda la carica, non il contratto.

I conti

Secondo Report Sicilia (cifre da verificare sul documento originale), il bilancio 2025, approvato il 27 giugno 2026, chiude con una perdita di 74.955 euro, debiti per 720.612 euro (541.900 verso fornitori), patrimonio netto sceso a 57.939 euro e ricavi da vendite in calo del 44 per cento. La liquidità, però, a fine anno era salita da 27.775 a 168.879 euro. Il 18 agosto 2026 la relazione sul preventivo rivisto ha segnalato costi omessi in esercizi precedenti. Il quadro: fragilità patrimoniale documentata, tensione di cassa nel 2026 non documentata.  Al momento non possiamo dire se la Fondazione sia in rosso senza dati aggiornati.

Che cosa resta da accertare

Le cifre sono contenute: le rate di ottobre e novembre valgono 4.333,33 euro più oneri. Il punto non è l’importo, ma la coerenza delle scelte e la trasparenza degli atti. Nessuna fonte pubblica dice se quelle rate saranno pagate, ridotte, transatte o annullate d’intesa. L’articolo 3 lega il compenso all’«attività prestata», con fatturazione a fine mese; ma sul recesso il contratto tace, e la questione è giuridica prima che giornalistica.

 

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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