Il caffè mai bevuto: De Luca e Sodano litigano a colpi di post, mentre Agrigento ha sete. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Due sindaci, un caffè mai bevuto e una gara a chi pubblica meno: lo spettacolo andato in scena tra Agrigento e Taormina sarebbe quasi divertente, se in città non ci fosse un quartiere rimasto a secco da maggio.
I fatti, in ordine. Giovedì 15 ottobre Cateno De Luca, sindaco di Taormina, leader di Sud chiama Nord e candidato alla presidenza della Regione, annuncia sui social che l’indomani passerà da Michele Sodano per un caffè, offrendogli una mano purché non sia fatta di reel e dirette. Venerdì, nella conferenza stampa ad Agrigento, il caffè si trasforma in lezione: i palazzi municipali non si amministrano con i post, lui non è un tiktoker e, sulla crisi di Maddalusa, Sodano dovrebbe imitare il metodo Messina: ordinanze e coraggio di rischiare la poltrona. Maddalusa è il borgo in larga parte abusivo nella zona A della Valle dei Templi.
Sodano, che giura di detestare i video di replica, ne dedica uno al collega, con tanto di ragioneria: dal 17 settembre al 16 ottobre, 33 post contro 239; nell’ultima settimana, 10 contro 75. Chi sia il tiktoker, aggiunge, lo decideranno i cittadini. A Messina, precisa, servirono una legge nazionale, cento milioni e un commissario, non un’ordinanza; e l’ospite, accusa, ha usato la visita per fare campagna elettorale.
Ed eccoci alla contro-replica di De Luca, arrivata oggi: lui guida anche un partito nazionale, dunque ha una platea diversa; conta cosa si comunica, non quanto; le ordinanze del 2018 portarono le baracche all’attenzione del Paese e poi alla legge speciale. Promette una visita istituzionale a Palazzo dei Giganti e chiude con un consiglio non richiesto sul bilancio di previsione 2027-2029, ricordando che quello del 2026 non risulta approvato.
Veniamo alla politica. Chi ci spiega che i social non amministrano, secondo il conteggio del collega, pubblica otto post al giorno. Chi giura di non amare le repliche risponde con una lunga diretta. Chi rivendica una platea nazionale la usa per misurare la poltrona altrui. Una commedia in cui nessuno ride per ultimo.
Sulle baracche hanno ragione entrambi, ma a metà. Le ordinanze accesero i riflettori; a risolvere, o a provarci, furono una legge dello Stato e i finanziamenti. E se sono «fatti, non slogan», fanno parte dei fatti anche i numeri: secondo le cronache messinesi di questi giorni, a cinque anni dalla legge le baracche demolite sono circa 700 su 2.200. Un modello da proporre con più sobrietà.
La stoccata sul bilancio, invece, è il colpo meglio assestato. Sodano ha ereditato un Comune in esercizio provvisorio e lo ricorda spesso, ma a metà ottobre il preventivo 2026 non è ancora arrivato in aula, con l’anno quasi finito. Peccato che a rammentarlo sia un ospite in piena campagna per le Regionali 2027, a caccia di adesioni nell’Agrigentino e in rotta con Ismaele La Vardera, sponsor politico di Sodano. Agrigento come palcoscenico, non come problema.
intanto ci sono residenti sono senz’acqua dal 9 maggio, da quando cessò l’emergenza idrica che garantiva le autobotti. Né un’ordinanza a effetto né un contatore di post faranno uscire una goccia dai rubinetti. E poi ci sono i rifiuti, il personale che manca, i conti da chiudere.
Agrigento non ha bisogno di questi battibecchi. Ha bisogno di acqua, di bilanci approvati, di servizi che funzionino. Ci auguriamo che la vicenda finisca qui. Se il caffè dovrà esserci, lo si beva pure, ma senza telecamere, dirette e contatori. Gli agrigentini guardano i rubinetti, non i like.
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Fonte: Report Sicilia
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