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L’Alzheimer tra scienza e cuore: ad Agrigento due giorni per riprogettare la cura e l’ascolto

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L’Alzheimer tra scienza e cuore: all’hotel Valle della Valle di Agrigento il convegno “Focus invecchiamento. Malattie neurodegenerative e salute mentale” per riprogettare la cura e l’ascolto

AGRIGENTO- Non solo medicina di precisione, diagnosi precoci e protocolli farmacologici, ma anche arte, musica e ascolto profondo delle famiglie. Si è concluso all’Hotel della Valle di Agrigento il convegno “Focus invecchiamento. Malattie neurodegenerative e salute mentale”, due giornate formative (ECM) che hanno trasformato la città dei Templi in un punto di riferimento per il confronto multidisciplinare sull’invecchiamento e sulle patologie neurodegenerative.

L’evento, organizzato con il supporto di Omnia Congress e la direzione scientifica dei dottori Leonardo Giordano -direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Agrigento – e Liana Gucciardino – direttrice dell’U.O.C. Malattie degenerative e involutive – CDCD, ha chiamato a raccolta un ampio comitato scientifico e decine di specialisti tra medici, nutrizionisti e terapisti della riabilitazione.

La sfida clinica: oltre la diagnosi

Durante i lavori, il confronto scientifico ha spaziato dalle forme più diffuse di demenza, come l’Alzheimer e il Parkinson, all’epilessia e alla depressione nell’anziano. Ampio spazio è stato dato alle nuove frontiere terapeutiche, con un focus sull’impiego degli anticorpi monoclonali nel trattamento dell’Alzheimer, ma anche alla prevenzione primaria.

Stili di vita corretti, alimentazione bilanciata e riabilitazione tempestiva sono stati indicati come pilastri fondamentali di un approccio integrato. Durante ildibattito è emersa con forza la necessità  di rafforzare la rete dei Centri diurni e il sostegno ai caregiver, anello di congiunzione insostituibile tra le strutture sanitarie e la vita quotidiana dei pazienti.

L’emozione in scena: la testimonianza di Daniela Poggi

A dare un volto umano e toccante alla rigidità dei dati clinici è stata la presenza dell’attrice e scrittrice Daniela Poggi. Con grande sensibilità, affiancata dal maestro Salvatore Galante al pianoforte, la Poggi ha proposto un estratto dal monologo  “Io, madre di mia madre”, condividendo la propria personale esperienza accanto alla madre affetta da Alzheimer.

Nel corso dell’incontro condotto da Giuseppe Moscato, l’attrice ha presentato anche il suo libro Ricordami, Edito da La vita felice) – un accorato appello a «non dimenticare chi dimentica» – ed è stata eseguito il brano “Sulle ali di un angelo”, firmato insieme a Mario Lavezzi e Lorenzo Vizzini con gli arrangiamenti di Adriano Pennino.

La musica che cura: la body percussion dei pazienti

Il convegno ha lasciato spazio anche a momenti di grande impatto emotivo legati al valore terapeutico dell’arte.

Oltre all’esibizione della giovane violinista Giorgia Lo Monaco – studente del Liceo musicale Empedocle-, il pubblico ha potuto assistere alla performance del Gruppo Coral-mente, formato dagli frequentatori del Centro diurno Alzheimer.

Guidati da Paolo Padalino, i pazienti si sono esibiti in un esercizio di body percussion (percussione corporea), dimostrando come la musica, il ritmo e il movimento del corpo possano superare le barriere del linguaggio verbale e restituire momenti di condivisione, dignità  e gioia.

Un nuovo modello di alleanza terapeutica

Le riflessioni finali affidate alle dottoresse Simona Carisi e Paola La Sala Savona hanno rimarcato il messaggio chiave del convegno: la gestione dell’invecchiamento e delle demenze non può fermarsi all’atto medico, ma richiede un’alleanza empatica tra medici, famiglie e territorio.

Agrigento chiude così due giorni di studio lanciando un segnale chiaro: la cura parte dalla scienza, ma vive di umanità .

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Fonte: Sicilia On Press

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