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Cosa sta succedendo
Ad Agrigento, in vista delle amministrative, più che una campagna elettorale sembra di assistere a una rappresentazione teatrale scritta male e recitata peggio. Una di quelle in cui gli attori entrano in scena senza copione, improvvisano battute, si contraddicono e alla fine pretendono pure l’applauso.
Il problema, però, è che qui non si ride davvero. O meglio: si ride amaramente.
Da settimane va in scena il grande dramma della ricerca del candidato: centrodestra e centrosinistra impegnati in una caccia quasi disperata, come se in una città intera non esistesse una classe dirigente pronta, credibile, radicata. Alla fine, come spesso accade, non emergono figure costruite nel tempo, ma “soluzioni di comodo”, scelte più per necessità che per convinzione. E questo, già da solo, basterebbe a raccontare lo stato della politica locale.
Poi arriva il colpo di scena: il giovane Michele Sodano, candidato di una sinistra che si è ricompattata in fretta e furia, giusto il tempo di presentarsi agli elettori con una parvenza di unità. Una unità che però, a guardarla bene, sembra più una scenografia che una struttura solida.
Sodano, improvvisamente, scopre la “questione agrigentina”. Un’illuminazione tardiva, verrebbe da dire. Perché fino a ieri – stando alle critiche che gli vengono mosse – questa grande attenzione per i problemi della città non era esattamente evidente. Ma si sa: le campagne elettorali fanno miracoli. Trasformano, avvicinano, rendono partecipi. Almeno a parole. Insomma, una sorta di apparizione…Mariana.
E qui la vicenda da politica diventa quasi grottesca.
Perché mentre il giovane candidato prova a costruirsi un profilo da paladino dei problemi locali, entra in scena un altro personaggio: il noto pluripregiudicato Giuseppe Arnone. Uno che, negli ultimi mesi, non ha certo risparmiato critiche a Sodano, arrivando a contestarne la candidatura con argomentazioni che hanno lasciato più di qualcuno perplesso. Ricordate il giovane disoccupato da sempre assente da Agrigento?
Per settimane, attacchi. Per settimane, delegittimazione. Per settimane, il messaggio era chiaro: questo candidato non va bene.
Poi, improvvisamente, il ribaltone.
Oggi lo stesso ex avvocato nonchè ex di tutto Arnone invita tutti a votare proprio Michele Sodano. Senza apparenti imbarazzi, senza bisogno di spiegazioni troppo approfondite. Una giravolta così rapida da far venire le vertigini anche allo spettatore più allenato. Tanto lui c’è fortemente abituato a simili comportamenti.
È qui che Agrigento supera la satira e sfiora l’assurdo.
Perché non siamo più nel campo del confronto politico, ma in quello della contraddizione pura. Una contraddizione che non scandalizza quasi più nessuno, ed è forse questo l’aspetto più preoccupante. Ci si abitua a tutto: alle coalizioni improvvisate, alle candidature last minute, ai cambi di posizione degni dei migliori trasformismi.
E così, mentre i cittadini cercano risposte concrete su problemi reali, si ritrovano davanti a uno spettacolo che oscilla continuamente tra farsa e tragedia.
Una città importante, con una storia culturale enorme, meriterebbe ben altro: meriterebbe chiarezza, coerenza, serietà. Meriterebbe candidati che non scoprono i problemi solo in campagna elettorale e sostenitori che non cambiano idea con la velocità di un titolo di commedia. Invece, ancora una volta, si resta sospesi tra il sorriso e lo sconforto.
E il dubbio, alla fine, è uno solo: stiamo assistendo a una campagna elettorale… o all’ennesima replica di uno spettacolo che, purtroppo, abbiamo già visto troppe volte?
Povera città…
Fonte: Sicilia24h
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

