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Agrigento – Akragas, La Porta e Rigoli puntano sulla qualità: «Il tempo perso da un bambino non ha prezzo»

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Il settore giovanile biancazzurro investe sulle competenze e sulla formazione. Tecnici qualificati, supporto medico e attenzione alla crescita dei ragazzi al centro del progetto della società.

Nel calcio giovanile il vero investimento non si misura soltanto in denaro, ma soprattutto nella qualità della formazione. Perché una famiglia può recuperare i soldi spesi, ma nessuno potrà mai restituire a un bambino gli anni trascorsi senza aver ricevuto gli insegnamenti adeguati.

È da questa convinzione che prende forma il progetto del settore giovanile dell’Akragas SLP, guidato dal responsabile dell’area tecnica Pino Rigoli e sostenuto dal presidente Salvatore La Porta. Una filosofia che mette al centro la crescita dei ragazzi e, soprattutto, le competenze delle persone chiamate ad accompagnarli.

Non basta indossare una maglia prestigiosa, partecipare ai tornei o allenarsi più volte alla settimana. Per formare un giovane calciatore servono preparazione, metodo, capacità di insegnamento e uno staff in grado di riconoscere e valorizzare le caratteristiche di ciascuno.

È proprio sulla qualità delle figure professionali che l’Akragas sta costruendo il proprio percorso. Accanto ai tecnici, la società ha previsto competenze nell’area mentale e avviato una collaborazione con il professor Arcangelo Russo, docente dell’Università Kore di Enna e direttore di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Umberto I, per rafforzare l’attenzione alla prevenzione e alla salute degli atleti.

Un progetto che nasce dalla consapevolezza che il tempo di un bambino è una risorsa preziosa e irripetibile. Ogni allenamento deve rappresentare un’occasione per imparare, migliorare e acquisire strumenti utili dentro e fuori dal campo. E per raggiungere questi obiettivi non bastano la buona volontà o la passione: occorrono professionalità e competenze elevate.

Un principio condiviso anche dal presidente Salvatore La Porta, che nei giorni scorsi, insieme a Rigoli e al suo staff, ha incontrato i genitori dei giovani calciatori, suddivisi per categorie, per illustrare il progetto e ascoltare le esigenze delle famiglie.

«I figli sono il tesoro più grande per ogni genitore e vi ringrazio per averceli affidati», ha sottolineato La Porta, ribadendo l’impegno della società nel valorizzare le qualità di ogni ragazzo e aiutarlo a diventare un calciatore.

Un messaggio che va oltre il risultato della domenica. Perché non tutti i bambini diventeranno professionisti, ma tutti hanno diritto a ricevere una formazione adeguata, rispettosa dei loro tempi e delle loro potenzialità.

La vera responsabilità di una società sportiva non è soltanto organizzare allenamenti e partite, ma dare valore al tempo che ogni famiglia le affida.

Ed è su questo principio che l’Akragas vuole costruire il futuro del proprio vivaio: investire oggi sulle competenze degli adulti per offrire ai ragazzi le migliori opportunità di crescita.

Perché i soldi possono tornare. Gli anni persi nella formazione di un bambino, invece, non li restituisce nessuno.

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Fonte: Scrivo Libero

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