Agrigento – Al nord i criminali, devastano, in Sicilia si protesta civilmente, per gli stessi motivi; questi delinquenti dovrebbero prendere esempio dai nostri camionisti. E i “sinistri” che ci invitano a capire quei delinquenti…. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Il motivo della protesta è lo stesso, da Nord a Sud: il caro vita, il costo del carburante e le difficoltà economiche che colpiscono lavoratori e famiglie. Eppure, mentre in Sicilia i camionisti scendono in strada per far sentire la propria voce, al Nord alcune manifestazioni degenerano in devastazioni, saccheggi e scontri.
A Milano, Torino, Bologna gruppi di violenti spaccano vetrine, assaltano negozi, devastano e aggrediscono le forze dell’ordine. Agenti feriti, alcuni costretti a finire in ospedale, pagano un prezzo pesantissimo per colpe che non sono loro. Uomini e donne in divisa che meritano rispetto, non aggressioni da parte di chi pretende di imporre le proprie ragioni con la violenza.
La domanda è semplice: se il problema è lo stesso, perché non protestare come fanno i nostri camionisti siciliani? Anche loro affrontano difficoltà enormi, ma dimostrano che si può lottare per i propri diritti senza devastare le città, saccheggiare negozi e ferire le persone.
E qui arriva un altro aspetto sconcertante: quei partiti della sinistra che, davanti a simili episodi, invitano a comprendere e ad ascoltare i protagonisti delle proteste violente. Comprendere il disagio sociale è doveroso; giustificare o minimizzare i comportamenti criminali è un’altra cosa. Si possono ascoltare le ragioni di una protesta senza assolvere chi devasta, ruba e aggredisce.
A chi usa la comprensione come scudo per non condannare con chiarezza la violenza bisogna chiedere una risposta netta: da che parte state quando un commerciante si ritrova il negozio distrutto e un agente finisce in ospedale? La politica ha il dovere di distinguere tra chi manifesta pacificamente e chi commette reati. Se non lo fa, perde credibilità e tradisce anche quei cittadini che soffrono davvero per il caro vita. E quei “sinistri” che invitano a “capire” i criminali incalliti, sono peggiori dei criminali stessi che protestano.
Ancora più preoccupante è il coinvolgimento di giovanissimi e minorenni (delinquenti nati). Se pensano che rompere, rubare e aggredire sia un modo per cambiare il mondo, allora abbiamo un problema educativo e sociale enorme. Che questi criminali prendessero esempio dai camionisti siciliani: la protesta può essere dura, determinata e persino creare disagi, senza trasformarsi in delinquenza. Senza rubare, saccheggiare, ferire, distruggere.
E quei partiti che sembrano più preoccupati di giustificare i violenti che di difendere le vittime dovrebbero essere giudicati dai cittadini per le loro parole e per le loro posizioni. Non vanno messi a tacere né cancellati dalla vita pubblica: vanno contestati politicamente, con fermezza e senza sconti.
Perché il principio non può cambiare secondo la geografia o il colore politico: protestare è un diritto, devastare è un reato. E nessuna ideologia può trasformare i delinquenti in eroi.
Che schifo…
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Fonte: Sicilia24h
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