Agrigento – Inseguimento, 9.600 euro lanciati dall’auto e 25 bossoli: scarcerati i due arrestati. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Il gip ha convalidato l’arresto di Giovanni Di Maria e Faisal Haouari, disponendo però l’obbligo di dimora. Durante la fuga i due avrebbero speronato un’auto della polizia e gettato dal finestrino tre mazzette di contanti. Sequestrati anche 25 bossoli calibro 45.
Arresto convalidato, ma niente carcere. Il gip del Tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, ha disposto la scarcerazione di Giovanni Di Maria, 25 anni, e Faisal Haouari, 34 anni, fermati venerdì 16 ottobre dalla Squadra Mobile al termine di un inseguimento conclusosi nel quartiere di Fontanelle. Per entrambi è stato stabilito l’obbligo di dimora.
I due, difesi dagli avvocati Salvatore Pennica e Annalisa Russello, sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, guida pericolosa e detenzione di stupefacenti.
La vicenda è cominciata quando gli agenti, impegnati in un’attività investigativa, hanno intimato l’alt all’auto sulla quale viaggiavano i due uomini. Invece di fermarsi, il conducente avrebbe accelerato, dando inizio a una fuga durante la quale la vettura avrebbe speronato e danneggiato un’auto civetta della polizia.
Nel corso dell’inseguimento, dall’abitacolo sarebbero state lanciate tre mazzette contenenti complessivamente 9.600 euro in contanti, poi recuperate dagli investigatori.
Ma gli accertamenti hanno portato anche a un altro ritrovamento: 25 bossoli calibro 45, marca Colt. Tre erano custoditi all’interno di un calzino, mentre gli altri sono stati rinvenuti sotto un’auto parcheggiata nelle vicinanze.
I bossoli sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad analisi per chiarirne la provenienza e l’eventuale collegamento con altri episodi. Per questo specifico ritrovamento, al momento, si procede contro ignoti.
La decisione del giudice ha dunque confermato la legittimità dell’arresto, disponendo tuttavia una misura cautelare meno afflittiva del carcere. Restano da chiarire, attraverso gli ulteriori accertamenti investigativi, la provenienza del denaro e la vicenda legata alle munizioni sequestrate.
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Fonte: Sicilia24h
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