Di Rosa solleva il tema della moralità in vista delle elezioni: “Indagati in lista?”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

“Candidarsi con chi è coinvolto in inchieste così gravi è un problema di opportunità, onestà e coscienza”. Parole e musica del candidato sindaco di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, il quale interviene con una inequivocabile nota stampa appena diramata, nel dibattito politico cittadino, ponendo una questione che – a suo avviso – nessuno ha ancora avuto il coraggio di affrontare apertamente. «In queste settimane – dichiara Di Rosa – assistiamo a una campagna elettorale che non può essere considerata normale. Sullo sfondo ci sono inchieste, avvisi di garanzia e vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti politici di primo piano, da Roberto Di Mauro fino al più recente caso che riguarda Lillo Pisano».
«Non spetta a me – prosegue – esprimere giudizi di colpevolezza. Quello è compito della magistratura. Ma la politica ha un altro dovere: quello dell’opportunità, della credibilità e della responsabilità verso i cittadini».
Di Rosa si rivolge direttamente ai candidati al Consiglio comunale che stanno scegliendo di scendere in campo all’interno di liste riconducibili a questi ambienti politici: «La domanda è semplice, ed è rivolta a ciascuno di voi: come potete candidarvi in liste che fanno riferimento a politici coinvolti in indagini così gravi sulla gestione del bene pubblico?» «Qui – sottolinea – non si tratta solo di legalità, ma di tre livelli che ognuno dovrebbe interrogare dentro di sé».
Sono tre i punti nodali della questione: Primo: un problema di opportunità politica. «È opportuno chiedere il voto ai cittadini sotto simboli e riferimenti politici oggi investiti da inchieste così pesanti? È questo il messaggio che vogliamo dare alla città?»
Secondo: un problema di onestà intellettuale. «Non basta dire “io sono diverso”. Se si sceglie di stare dentro certe liste, si accetta inevitabilmente un contesto, una storia e un sistema. E i cittadini hanno il diritto di sapere da che parte state davvero».
Terzo: un problema deontologico e morale. «Candidarsi è una scelta che implica responsabilità. Non è solo una corsa al seggio, ma un impegno verso la comunità. E allora chiedo: quale coscienza può consentire di candidarsi accanto – o sotto l’ombrello politico – di chi è accusato di fatti così gravi contro la gestione della cosa pubblica?»
Di Rosa lancia quindi un appello diretto: «Fermatevi un attimo. Riflettete. Perché questa non è una campagna elettorale come le altre. È un passaggio decisivo per Agrigento. O si continua con il “sistema” che da anni denunciamo, oppure si sceglie davvero di cambiare. Io – conclude – sto da una parte sola: quella della città. E invito tutti, candidati ed elettori, a chiedersi con coraggio da che parte vogliono stare».
Dopo avere lanciato la questione della totale lontananza dei candidati a sindaco e al consiglio comunale all’uso di droghe, proponendo (senza alcun seguito da parte dei competitors) ed effettuando su se stesso il test con esito negativo, adesso Di Rosa pone sul tavolo la questione morale. Spesso sconosciuta dalle parti di palazzo San Domenico.
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Fonte: Report Sicilia
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