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La gestione dei consulenti del sindaco Francesco Miccichè sotto accusa

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La gestione dei consulenti del sindaco Francesco Miccichè sotto accusa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il sindaco Francesco Miccichè tra due mesi circa finirà il proprio mandato di sindaco di Agrigento. Alcuni tra coloro i quali hanno avuto l’onore e l’onere di essere nominati suoi consulenti, diciamo che non sono stati particolarmente “fortunati” nella loro esperienza. Tra chi è stato arrestato e chi indagato, non mancano gli esempi. L’ultimo in ordine di tempo è Fabrizio La Gaipa, presidente del distretto turistico Valle dei Templi, indagato insieme al deputato nazionale Lillo Pisano, al direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello Salvo Prestia e altre tre persone per le ipotesi di reato di truffa e peculato, nell’ambito di una indagine della Procura di Agrigento su presunte spese gonfiate per spettacoli di vario genere. Il sindaco Franco Micciché nell’ottobre scorso aveva deciso che Fabrizio La Gaipa fosse “suo” esperto di fiducia “per finalità di supporto nelle relazioni e negli scambi internazionali di promozione turistica e culturale del territorio”. Incarico che l’amministratore del Distretto turistico Valle dei Templi ha svolto fino a oggi a titolo gratuito. Scriveva il sindaco: “Fabrizio La Gaipa, alla luce delle numerose e significative attività svolte nel campo della promozione culturale, turistica e delle relazioni internazionali può essere individuato quale esperto, a titolo gratuito”. Ad oggi La Gaipa è indagato, per nulla condannato, trattandosi di una indagine in corso che nulla ha provato sulla propria colpevolezza. E’ una persona libera e innocente, fino a terzo grado di eventuale giudizio. Resta però in carica, sia da presidente del Distretto che da consulente del sindaco. Salvo Prestia si è dimesso ieri stesso, senza esitazioni.

Prima di La Gaipa …

Ma La Gaipa è in “buona compagnia” di altri consulenti “sfortunati”. Lo scorso anno finirono nei guai giudiziari gli ingegneri Paolo Di Loreto e Maurizio Erbicella, consulenti per il Piano regolatore: il primo è stato arrestato durante l’operazione Pandora del 19 aprile 2024, con l’accusa di associazione a delinquere; per il secondo nessuna misura cautelare, ma un’accusa per turbata libertà degli incanti. Il 7 ottobre 2024, Di Loreto ha chiesto di patteggiare una pena a tre anni e sei mesi di reclusione. Tutto nacque dallo scioglimento del Comune di Tremestieri Etneo per infiltrazioni mafiose, a seguito della nota inchiesta Pandora, che aveva già portato alla condanna a 8 anni dell’ex sindaco Santi Rando per scambio elettorale politico-mafioso. Una decisione che ebbe forti ripercussioni anche ad Agrigento.

Inchiesta Pandora: coinvolti consulenti del Comune di Agrigento

Tra gli arrestati nell’operazione Pandora emerse infatti il nome dell’ingegnere Giuseppe Di Loreto, tecnico nominato personalmente dal sindaco Miccichè come consulente per la gestione del Piano Regolatore Generale (PRG) della città dei Templi. Un collegamento che gettava ulteriori ombre sulla gestione politica e amministrativa del Comune di Agrigento. Di Loreto, già noto professionista del settore urbanistico, fu ritenuto dagli inquirenti figura centrale in un presunto sistema corruttivo legato ad appalti pubblici e permessi edilizi. La sua nomina, voluta personalmente dal sindaco Miccichè con un atto di consulenza diretta, sollevò dubbi e domande sulla trasparenza e la correttezza dell’operato dell’amministrazione agrigentina.

E poi Di Giovanni …

E poi, come dimenticare Gaetano Di Giovanni, condannato lo scorso anno a quattro anni e 8 mesi di pena, ⁠interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità a contrarre in perpetuo con la P.A, ⁠risoluzione del rapporto di lavoro, ⁠confisca definitiva del profitto, 5000 euro di risarcimento totale del danno in via equitativa in favore del Comune di Santa Elisabetta, 2160 di spese legali oltre accessori come per legge. Sentenza emessa dal Tribunale di Palermo nel processo con il rito abbreviato. Per l’ex comandante dei vigili urbani di Agrigento, super consulente e capo di gabinetto del sindaco Francesco Micciché l’accusa era  di corruzione. Il Comune di Agrigento ritirò la propria costituzione di parte civile, dopo avere incassato 7500 euro come risarcimento da parte dello stesso Di Giovanni. Di Giovanni, 59 anni, all’epoca dirigente del distretto socio-sanitario di Agrigento, era accusato di aver favorito l’affidamento di servizi socio-assistenziali a due cooperative: Medea (per 204.051 euro) e Nido d’Argento (per 89.355 euro), non ad Agrigento. In cambio – secondo gli inquirenti – avrebbe ricevuto una tangente complessiva di 7.500 euro, suddivisa in almeno tre tranches. 

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Fonte: Report Sicilia

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