Agrigento – L’arte del “cujuniu” e l’ambiguità senza fine: Favara merita chiarezza politica. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Favara merita chiarezza politica
Favara continua a rimanere impantanata in una palude di tatticismi, geometrie variabili e accordi trasversali che poco o nulla hanno a che fare con la visione politica di una comunità. Da tempo assestata sul teatro del “si dice, non si dice”, la politica locale sembra aver elevato a metodo governativo un’antica pratica: l’arte del “cujuniu”. Una narrazione di facciata che nasconde maldestramente il pragmatismo del potere a scapito della trasparenza nei confronti dei cittadini.
Al centro di questo corto circuito vi sono due nodi fondamentali che richiedono risposte non più rinviabili: l’incertezza strategica del Partito Democratico e le clamorose incoerenze in casa della Democrazia Cristiana.
Il rebus del Partito Democratico: trasformismo o vera alternativa?
Il Partito Democratico si trova oggi di fronte a un bivio identitario e politico da cui non può più sfuggire. È giunto il momento di fare una scelta di campo netta: si intende continuare a sostenere un sindaco – Antonio Palumbo – che per anni ha governato a braccetto con la Democrazia Cristiana, oppure si ha il coraggio di staccare la spina e decidere di lottare per ripristinare e ricostruire un’area autenticamente progressista e alternativa?
Restare a metà strada, galleggiando nelle contraddizioni della consuetudine amministrativa, consuma ogni residua credibilità. Se il PD intende rappresentare una proposta politica distinta e coerente, deve chiarire subito se la sua sia una condivisione strategica dell’esperienza Palumbo o una complice procrastinazione per evitare di prendere decisioni scomode.
La parabola della DC: tra giunta, ombre e il mancato chiarimento
Ancora più singolare e ricca di ombre è la posizione della Democrazia Cristiana. In questi anni, l’amministrazione Palumbo ha visto la presenza in giunta di figure chiave la cui appartenenza o collocazione politica fa sorgere interrogativi inevitabili. Da un lato vi è l’assessore Amato, dirigente scolastico in servizio al Nord, indicata “ammucciunu” dal gruppo consiliare della DC; dall’altro l’assessore Attardo, inizialmente indicato dall’ex deputato del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro e da tempo approdato, a quanto risulta alle cronache e ai rumor di corridoio, nelle grazie e nell’orbita dell’onorevole Carmelo Pace.
Nessuna smentita ufficiale è mai arrivata, né si è giunti a quel tanto sbandierato chiarimento interno che avrebbe dovuto svolgersi in una riunione con i vertici provinciali e locali del partito. E così si continua ad andare avanti nel limbo.
La cortina di fumo si squarcia: l’asse Attardo-Pace palesato nei fatti
Tuttavia, se finora si è cercato di far passare la presenza della Democrazia Cristiana nell’esecutivo come un insieme di scelte individuali o “tecniche”, o per il famigerato bene comune, gli ultimi fatti smontano del tutto questa tesi di comodo. L’ambiguità viene smentita dagli stessi comunicati ufficiali della DC.
Proprio di recente, in occasione dell’ottenimento di un finanziamento regionale di 130mila euro destinato al Belvedere San Francesco e alla Chiesa della Beata Maria Vergine di tutte le Grazie, la dirigenza cittadina e provinciale della DC ha rivendicato con orgoglio il risultato, celebrando apertamente l’asse politico-istituzionale. Nella nota diffusa alla stampa, il partito esprime un ringraziamento esplicito ed equamente distribuito sia all’assessore Lillo Attardo sia al capogruppo DC all’ARS, l’onorevole Carmelo Pace, definiti punti di riferimento decisivi per l’impegno profuso a sostegno del territorio.
Questo passaggio palesa ciò che era evidente a molti: l‘assessorato di Attardo non è un’iniziativa isolata, ma il braccio operativo con cui la DC incide direttamente sull’attività amministrativa della giunta Palumbo. Il legame con l’onorevole Pace è ufficiale e rivendicato, rendendo inverosimile la narrazione di una presenza in giunta avvenuta a titolo puramente personale o estranea alle dinamiche di partito.
Pace non permetterà mai un’alleanza elettorale con Palumbo
Sarebbe quindi giusto ed eticamente doveroso apprendere direttamente dall’onorevole Carmelo Pace se sia vero che i suoi amici e riferimenti politici sostengono attivamente la giunta Palumbo o se si tratti di una scelta personale. Conosciamo ed è ben nota la correttezza politica e sopratutto la lealtà al centro destra dell’On. Carmelo Pace e siamo sicuri che non permetterà mai un’alleanza elettorale con Palumbo.
Però, ormai è del tutto incoerente che una parte della DC partecipi ai tavoli delle coalizioni di centrodestra e un’altra parte rimanga saldamente al governo a sostenere il sindaco Palumbo. Non si può tenere il piede in due scarpe.
Il tempo della trasparenza
Intanto, pare che proprio per oggi sia prevista una riunione del centrodestra locale: un appuntamento in cui la coalizione dovrà finalmente guardarsi allo specchio e chiarire, senza più ambiguità, se vuole davvero e realmente organizzarsi per vincere o se invece s’affrunta e preferisce rimanere imbrigliata in paure, tatticismi e timidezze.
Di fronte a un simile quadro di perenne incertezza, è del tutto normale che poi professionisti, imprenditori e semplici cittadini autorevoli non credano più alla politica e, dinanzi agli inviti a candidarsi o a spendersi in prima persona, preferiscano declinare e tirarsi indietro. E, a essere sinceri, non possiamo mica dargli torto.
Perché, come diceva il grande Totò, «Cca nisciuno è fesso!».
Favara affronta sfide complesse che richiedono linearità. I cittadini hanno il diritto di conoscere l’esatta collocazione di chi governa e di chi fa politica. Il tempo della politica del “cujuniu”, dei rinvii e dei giochi di prestigio è scaduto. Il PD e la DC facciano un atto di responsabilità: sciolgano le riserve, escano dal cono d’ombra dei tatticismi di bottega e dicano una volta per tutte da che parte intendono stare.
Noi ci limitiamo a raccontare i fatti per rispetto dei lettori e della verità della cronaca. Come sempre, nel pieno rispetto del pluralismo e del dovere di informazione, diamo ampio spazio sulle pagine del nostro giornale a tutti i protagonisti chiamati in causa per eventuali repliche, precisazioni o chiarimenti.
*Foto a corredo dell’articolo elaborata dall’IA
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Fonte: Sicilia On Press
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