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Debiti AICA a quasi 70 milioni: bollette a rischio per i cittadini

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Debiti AICA a quasi 70 milioni: bollette a rischio per i cittadini. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 3 min

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: il debito di AICA è esploso in pochi anni, passando da poco più di 14 milioni nel 2021 a quasi 70 milioni di euro nel 2024.

Un’escalation che fotografa, nero su bianco nei bilanci, una situazione finanziaria sempre più fuori controllo e che oggi rischia di scaricarsi interamente sulle tasche dei cittadini della provincia di Agrigento.


Debiti quadruplicati in quattro anni

Dal passivo dello Stato patrimoniale emerge una crescita impressionante:

  • 2021: € 14.314.475
  • 2022: € 36.843.624
  • 2023: € 64.037.014
  • 2024: € 69.776.359

In appena tre anni, il debito è quasi quintuplicato, con un’accelerazione evidente soprattutto tra il 2022 e il 2023.


Il peso maggiore: fornitori di acqua e servizi

La parte più consistente riguarda i debiti verso fornitori, in particolare per la fornitura idrica all’ingrosso (cioè verso Siciliacque) e servizi collegati:

  • 2022: € 23.117.534
  • 2023: € 46.830.586
  • 2024: € 52.970.197

Una dinamica che conferma come il cuore della crisi sia proprio il rapporto tra AICA e il sovrambito, oggi al centro di continui scontri.


Crescono anche debiti fiscali e previdenziali

A peggiorare il quadro si aggiungono i debiti verso lo Stato:

  • Tributari e previdenziali (2022): € 1.894.605
  • 2023: € 2.666.595
  • 2024: € 3.726.310

Segnale ulteriore di una gestione che fatica a sostenere anche gli obblighi basilari.


Il grande assente: il bilancio 2025

A rendere ancora più preoccupante il quadro è l’assenza di dati aggiornati.

Del bilancio al 31 dicembre 2025 non vi è ancora traccia pubblica, mentre quello del 2024 sarebbe stato depositato con circa 9 mesi di ritardo.

Un elemento che alimenta dubbi sulla trasparenza gestionale e sulla reale dimensione attuale del debito.


Il rischio: pagano i cittadini

Nel frattempo, mentre i conti peggiorano, si prospetta una soluzione già vista: scaricare tutto sulle bollette.

Gli aumenti tariffari, già ipotizzati, rischiano di diventare lo strumento per:

  • coprire i debiti accumulati;
  • rimborsare i prestiti regionali;
  • sostenere una gestione che continua a produrre perdite.

E la domanda diventa inevitabile:
chi pagherà davvero questo disastro?

I cittadini di:

  • Agrigento
  • Licata
  • Favara
  • Canicattì
  • Ravanusa
  • Campobello di Licata
  • Grotte
  • Racalmuto
  • Porto Empedocle

e di tutti gli altri comuni dell’ambito.


Il silenzio delle istituzioni

Di fronte a questi numeri, resta il nodo politico e istituzionale.

Che ruolo stanno svolgendo:

  • la Regione Siciliana
  • l’Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento
  • i sindaci dei Comuni soci

che governano AICA?

E soprattutto: perché non si interviene con decisione su una situazione ormai strutturalmente compromessa?


La richiesta: commissariamento per interesse pubblico

Alla luce di un debito che sfiora i 70 milioni, di una gestione contestata e di una crescente opacità, prende sempre più forza una richiesta:

👉 il commissariamento di AICA, per tutelare:

  • l’interesse pubblico
  • i cittadini
  • la sostenibilità del servizio idrico

Perché, al netto delle dichiarazioni, una cosa appare ormai evidente:
così com’è, il sistema non regge più.

Il dettaglio che fa discutere

E mentre i conti precipitano e i cittadini rischiano di pagare il prezzo più alto, c’è un elemento che non passa inosservato.

La foto che accompagna l’articolo ritrae la presidente Nobile insieme al giornalista Castaldo Lelio.

Una presenza che solleva inevitabilmente una domanda:
sarà lui il prossimo addetto stampa di AICA?

Un interrogativo che, alla luce della situazione finanziaria dell’ente, appare tutt’altro che marginale.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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