Agrigento – Truffa da 29.500 euro ad un anziano agrigentino: si finge ispettore di polizia, arrestato 24enne. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Una truffa studiata nei minimi dettagli, resa ancora più credibile da un particolare inquietante: il malvivente ha contattato la vittima utilizzando un numero telefonico effettivamente intestato alla Polizia di Stato. Un espediente che ha permesso a un giovane di conquistare la fiducia di un anziano e sottrargli quasi 30 mila euro.
Vittima del raggiro un uomo di 76 anni di Agrigento, contattato da un individuo che si è presentato come un ispettore di polizia. Il falso investigatore gli avrebbe raccontato di essere impegnato in accertamenti su una presunta truffa commessa proprio ai suoi danni, convincendolo che, per consentire agli investigatori di individuare i responsabili, fosse necessario effettuare un bonifico di 29.500 euro.
L’anziano, caduto nella trappola, ha eseguito il trasferimento di denaro, finendo per consegnare la consistente somma nelle mani del truffatore.
A chiudere il cerchio sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Agrigento, che al termine di un’attività investigativa sono riusciti a identificare e rintracciare il presunto responsabile. Si tratta di Carlofilippo Cafarella, 24 anni, originario di Benevento, finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Determinanti si sono rivelati gli accertamenti bancari e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Gli investigatori hanno ricostruito il percorso del denaro, accertando che i 29.500 euro erano confluiti su una carta di pagamento intestata all’indagato. Successivamente, il giovane avrebbe effettuato numerosi prelievi presso sei diversi uffici postali del territorio napoletano.
Gli elementi raccolti hanno delineato un grave quadro indiziario, portando il Gip del Tribunale di Agrigento a disporre nei confronti del 24enne la misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo elettronico.
Una vicenda che riaccende i riflettori sulle truffe ai danni degli anziani e su tecniche criminali sempre più sofisticate. Il particolare più allarmante resta l’utilizzo di un’utenza telefonica realmente riconducibile alla Polizia: un dettaglio capace di rendere credibile anche la menzogna più assurda e di trasformare la fiducia nelle istituzioni in uno strumento per derubare chi è più vulnerabile.
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Fonte: Sicilia24h
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