Crisi idrica.Il sindaco di Favara indica al sindaco di Agrigento una strada da seguire:la ricerca dei pozzi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Favara investe sui pozzi per ridurre la dipendenza dagli acquedotti esterni. Ad Agrigento le ricerche erano iniziate nel 2024: l’amministrazione Sodano dovrebbe riprendere subito il progetto.
Favara punta sulle risorse idriche locali
Il sindaco di Favara offre uno spunto concreto anche per Agrigento. Favara non si limita ad attendere l’acqua proveniente dagli acquedotti sovracomunali: sta cercando di costruire una maggiore autonomia attraverso il recupero dei pozzi esistenti e la realizzazione di nuove captazioni. Il percorso era già stato avviato durante l’emergenza del 2024 con la riattivazione del pozzo comunale di Piana Traversa, capace di fornire circa 10 litri al secondo. Nel 2025 la Protezione civile regionale ha inoltre finanziato con 212.528 euro la trivellazione del nuovo pozzo “Traversa 2”; nell’agosto 2026 AICA ha avviato la relativa procedura di affidamento.
La strategia è evidente: diversificare le fonti significa ridurre la dipendenza da condotte esterne vulnerabili a guasti, interruzioni e riduzioni delle portate.
Ad Agrigento le ricerche erano state avviate nel 2024
Sarebbe però inesatto sostenere che il Comune di Agrigento non abbia mai affrontato il problema dei pozzi. Nell’agosto 2024 l’amministrazione guidata da Francesco Miccichè annunciò una campagna di ricerche idriche, sondaggi esplorativi e analisi dei costi, dichiarando di avere individuato “numerosi pozzi” potenzialmente utilizzabili. Il 3 settembre 2024 un incontro tra Miccichè e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina fu espressamente dedicato alla ricerca dei pozzi esistenti e abbandonati e alla predisposizione di un piano per aumentare la dotazione idrica cittadina.
Il problema è ciò che avvenne dopo. Nel piano regionale finanziato nel maggio 2025 compaiono interventi su pozzi di Favara, Ravanusa, Canicattì e altri Comuni, mentre per Agrigento figura soltanto il rifacimento di un tratto della rete di Fontanelle.
L’amministrazione Sodano deve riprendere quel dossier
Michele Sodano è sindaco dall’11 giugno 2026. Nei primi mesi l’amministrazione è intervenuta sulla crisi attraverso pressioni istituzionali su AICA e Siciliacque, diffide, autobotti e gestione delle emergenze, compresa Maddalusa. Tuttavia non emerge un nuovo programma dell’amministrazione Sodano specificamente rivolto alla ricerca, verifica e riattivazione di pozzi nel territorio comunale. È una constatazione documentaria, non la prova che nessuna attività tecnica interna sia in corso.
Agrigento dovrebbe quindi riprendere immediatamente il lavoro iniziato nel 2024: censire i pozzi individuati, verificarne portata e qualità, valutare nuove perforazioni e presentare progetti finanziabili alla Regione e al Commissario per l’emergenza idrica. Favara dimostra che anche pochi litri al secondo possono diventare strategici quando una condotta esterna si rompe. Aspettare la prossima estate sarebbe amministrativamente miope.
Fonti essenziali e quadro tecnico
Agrigento dipende in larga misura da sistemi esterni quali Favara di Burgio, Fanaco-Madonie Ovest, Voltano e altri schemi sovracomunali. La Regione, durante l’emergenza, ha esplicitamente indicato il recupero e l’individuazione di nuove fonti, inclusi i pozzi, come componente della strategia di diversificazione dell’approvvigionamento.
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Fonte: Report Sicilia
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