Agrigento, dal 1° gennaio chiusi i bagni pubblici: Il Parco li ha costruiti e finanziati, Di Rosa li avrebbe aperti tutti nei primi 100 giorni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La gestione dei bagni di piazzale Rosselli e Villa Bonfiglio è coperta fino al 31 dicembre 2026. Dal giorno successivo resteranno chiusi, salvo nuove decisioni. Nel mio programma avevo previsto di aprire i bagni pubblici nelle aree strategiche della città e a San Leone già nei primi cento giorni.
Ad Agrigento si costruisce un servizio pubblico, lo si apre grazie ai fondi del Parco Archeologico e poi lo si lascia chiudere quando termina la copertura. Dal 1° gennaio 2027 i bagni pubblici di piazzale Rosselli e Villa Bonfiglio saranno chiusi, salvo che l’amministrazione assuma nuove decisioni.
Le fotografie scattate da Report Sicilia documentano il cantiere di piazzale Rosselli. Il cartello dei lavori indica gli interventi per i servizi igienici nel fabbricato demaniale, due pensiline alle fermate degli autobus di Porta V e la manutenzione di Villa Lizzi. L’appalto, finanziato dal Parco Archeologico, aveva un importo netto di 144.877,57 euro. La consegna dei lavori risale al 5 febbraio 2025, con 120 giorni previsti per completarli.
I bagni del terminal tra piazzale Rosselli e via Imera sono stati aperti nell’ottobre 2025, con orario dalle 8 alle 20, grazie alla convenzione tra Comune e Parco. Per il 2025 il programma degli interventi aveva previsto 66 mila euro per la gestione delle strutture di piazzale Rosselli e Villa Bonfiglio.
Anche nel 2026 il Parco ha sostenuto il servizio. Con la determinazione n. 212 del 23 marzo ha impegnato 50 mila euro per la gestione dei due impianti, affidata alla società Europea Servizi Ambientali. L’atto indica la copertura sul bilancio del Parco per l’esercizio finanziario 2026: terminato l’anno, dal 1° gennaio il servizio si fermerà, salvo decisioni future.
Le risorse del Parco e le priorità del sindaco
Le somme che hanno permesso di costruire e gestire questi servizi sono collegate alle risorse del Parco e agli incassi della Valle dei Templi. Sodano, insieme all’onorevole Ismaele La Vardera, ha chiesto di superare il tetto massimo di 600 mila euro sulla quota degli incassi destinata ai Comuni. Il sindaco ha indicato tra gli obiettivi strade, verde, decoro, mobilità e servizi.
Chiedere più risorse per Agrigento è legittimo. Ma bisogna domandare al sindaco perché, mentre si punta a ottenere una quota maggiore degli incassi del Parco per altri interventi, non sia stata garantita la continuità di un servizio essenziale già esistente. I bagni chiuderanno il 31 dicembre: i cittadini devono sapere se l’amministrazione intenda intervenire e perché non lo abbia fatto prima.
Il programma era la differenza
Nel programma amministrativo che ho presentato e depositato al Comune avevo inserito tra le azioni dei primi cento giorni l’apertura dei bagni pubblici nelle aree strategiche della città e nella frazione balneare. Avevo previsto inoltre una gestione regolare del patrimonio comunale e l’istituzione di Patrimonio Agrigento, per organizzare servizi e manutenzioni in modo stabile. I primi cento giorni sarebbero scaduti il 19 settembre: i bagni erano una priorità da affrontare subito, non un servizio da lasciare appeso a finanziamenti con una data di scadenza.
Anche il programma di Sodano prometteva un «miglioramento immediato» dei bagni pubblici nelle zone turistiche. Oggi, però, dal 1° gennaio il servizio si fermerà, a meno che il sindaco non prenda una nuova decisione.
Questa è la differenza che intendo sottolineare: io avevo messo nero su bianco l’apertura dei bagni tra le priorità dei primi cento giorni e previsto un modello di gestione pubblica. Non bastava inaugurare le strutture o affidarne per un anno il funzionamento al Parco: bisognava programmare come mantenerle aperte.
Ci aspettiamo che Sodano, anche questa volta, attribuisca ad altri la responsabilità della chiusura: al Comune che lo ha preceduto, al Parco Archeologico o alle difficoltà finanziarie dell’ente. Ma la scadenza del 31 dicembre era nota e il sindaco è in carica dall’11 giugno. In questi mesi avrebbe potuto confrontarsi con il Parco e cercare una soluzione per mantenere aperti i bagni.
Se la risposta sarà che la colpa è di altri, i cittadini hanno diritto di sapere quali iniziative concrete abbia assunto la sua amministrazione per evitare la chiusura. Dal 1° gennaio le porte resteranno chiuse, salvo nuove decisioni. La responsabilità politica di non aver garantito la continuità del servizio non si cancella indicandola altrove.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.







