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Agrigento, mensa scolastica ancora ferma. Sodano, ma non eri il sindaco della rivoluzione? E gli sponsor del sindaco dove sono?

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Agrigento, mensa scolastica ancora ferma. Sodano, ma non eri il sindaco della rivoluzione? E gli sponsor del sindaco dove sono?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 6 min

A novembre le famiglie aspettano ancora risposte sulla refezione scolastica. Nel 2024 il Comune aveva aggiudicato un appalto da 378 mila euro. Oggi alcuni genitori devono organizzarsi autonomamente, con una spesa stimata di 5 euro al giorno per bambino. E noi torniamo a denunciare il rischio di una città divisa per condizioni economiche.

AGRIGENTO – Sindaco Giuseppe Sodano, ma non eri il sindaco della rivoluzione? Quello che avrebbe cambiato Agrigento, garantito servizi efficienti e restituito alla città quella normalità tanto promessa in campagna elettorale?

E allora rispondi a una domanda semplice: quando partirà la mensa scolastica?

Siamo al 3 novembre 2026 e le famiglie continuano a chiedere risposte sulla mancata attivazione del servizio di refezione scolastica.

Parliamo di bambini, di scuole dell’obbligo, di genitori che lavorano e di famiglie che ogni giorno devono fare i conti con difficoltà economiche sempre maggiori.

Eppure, per assicurare autonomamente il pranzo ai propri figli, alcune famiglie si trovano davanti alla prospettiva di spendere circa 5 euro al giorno per bambino.

Cinque euro al giorno. Ma il sindaco sa cosa significa non arrivare a fine mese?

Facciamo due conti.

Per un bambino sono 100 euro al mese, considerando venti giorni di scuola.

Per due bambini diventano 200 euro.

Per tre bambini arriviamo a 300 euro.

Sindaco Sodano, si rende conto che ci sono famiglie agrigentine che quei soldi semplicemente non li hanno?

Famiglie che devono scegliere tra pagare una bolletta, acquistare medicinali, fare la spesa o affrontare una nuova uscita economica.

La mensa scolastica comunale, attraverso le tariffe differenziate per fasce ISEE e le agevolazioni previste, dovrebbe servire proprio a garantire un accesso equo al servizio.

E invece, in assenza di una soluzione pubblica, il rischio è che a potersi permettere il pranzo organizzato autonomamente siano soltanto i bambini delle famiglie economicamente più fortunate.

E voi, sponsor e sostenitori del sindaco Sodano, dove siete? Siete tutti ricchi?

Questa domanda voglio rivolgerla anche a coloro che durante la campagna elettorale hanno sostenuto con entusiasmo il progetto politico di Giuseppe Sodano.

Dove siete oggi, sponsor e sostenitori del sindaco? Siete tutti ricchi?

Non avete problemi ad arrivare alla fine del mese?

Non conoscete famiglie che devono fare sacrifici per garantire ai propri figli anche le cose più semplici?

Perché quando si tratta di sostenere politicamente il sindaco, di difenderlo sui social e di esaltare ogni sua iniziativa, le voci non mancano.

Ma quando si tratta di chiedere conto di un servizio che interessa le famiglie, dove sono quelle stesse voci?

Io lo dicevo durante la campagna elettorale e continuo a ripeterlo oggi: il rischio era quello di dividere Agrigento per ceti sociali, tra chi può permettersi tutto e chi deve accontentarsi di aspettare.

E la vicenda della mensa scolastica rende questa preoccupazione ancora più concreta.

Perché una città nella quale il pranzo a scuola rischia di dipendere dalle disponibilità economiche delle famiglie è una città che deve interrogarsi seriamente sulle proprie priorità.

Non sto dicendo che tutti i sostenitori del sindaco siano benestanti. Sto chiedendo a chi ha sostenuto questa amministrazione di dimostrare la stessa attenzione anche verso i cittadini che non hanno risorse sufficienti.

Perché i problemi economici delle famiglie non hanno colore politico.

Nel 2024 un appalto da 378 mila euro. E oggi?

Nel 2024 il Comune di Agrigento aveva aggiudicato, con determinazione dirigenziale n. 1695 del 24 giugno, il servizio di refezione scolastica relativo agli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025.

Il valore complessivo della procedura era di 378.000 euro, IVA esclusa, con un prezzo di aggiudicazione di 4,19 euro per pasto.

Il precedente affidamento è scaduto e per l’anno scolastico 2026/2027 occorre chiarire lo stato della nuova procedura.

Sono state stanziate le somme necessarie?

È stata avviata una gara?

Esiste un contratto valido?

Quali ostacoli impediscono l’attivazione del servizio?

E soprattutto, quando partirà la mensa?

Non possiamo continuare a parlare di programmazione amministrativa quando un servizio legato all’inizio dell’anno scolastico arriva a novembre senza una data certa comunicata alle famiglie.

Sindaco, la rivoluzione non può essere riservata a chi sta bene economicamente

Il sindaco Sodano dovrebbe ricordare che dal giorno del suo insediamento rappresenta tutti gli agrigentini.

Non soltanto i suoi candidati, i suoi sostenitori, i suoi sponsor politici o coloro che lo hanno votato.

Rappresenta anche le famiglie che vivono con un solo stipendio, i genitori disoccupati, i lavoratori precari e chi ogni mese deve fare sacrifici per garantire ai figli una vita dignitosa.

Una città normale non può essere una città nella quale i servizi funzionano soltanto per chi ha la possibilità economica di trovare soluzioni alternative.

La normalità significa assicurare servizi pubblici accessibili, soprattutto a chi ne ha maggiore bisogno.

Ed è proprio su questo terreno che si misura la capacità di un’amministrazione di mantenere gli impegni assunti con i cittadini.

Basta annunci: dite alle famiglie quando partirà la mensa

Sindaco Sodano, la città conosce già le difficoltà economiche del Comune e la carenza di personale negli uffici.

Non servono altre spiegazioni generiche.

Servono atti, decisioni e una data certa.

Se il problema è il bilancio, venga spiegato pubblicamente quali risorse mancano e quali provvedimenti sono necessari.

Se il problema è la gara, venga chiarito a che punto si trova.

Se il servizio non può partire immediatamente, si individuino misure temporanee per sostenere almeno le famiglie economicamente più fragili.

Perché non si possono scaricare sui genitori le conseguenze dei ritardi amministrativi.

E a chi ha sostenuto il sindaco durante la campagna elettorale voglio rivolgere un ultimo invito: difendere un’amministrazione non significa giustificare ogni ritardo. Significa anche pretendere che rispetti gli impegni assunti con la città.

Io continuerò a porre queste domande, come ho fatto per anni, indipendentemente da chi governa.

Perché Agrigento non può essere una città per pochi.

Sindaco Sodano, ma non eri il sindaco della rivoluzione?

Comincia dalla mensa scolastica. Dimostra alle famiglie che il Comune è in grado di garantire un servizio fondamentale senza costringerle a sostenere ulteriori sacrifici.

Perché la rivoluzione può aspettare. La fame dei bambini e le difficoltà delle famiglie no.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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