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Agrigento – Maddalusa, case abusive: legge vieta allaccio idrico, non servizio autobotti

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Agrigento – Maddalusa, case abusive: legge vieta allaccio idrico, non servizio autobotti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Il consigliere comunale di Agrigento, Fabio Catania, sostiene che la legge vieta l’allaccio idrico agli immobili abusivi, ma non -entro determinati limiti- la fornitura dell’acqua con autobotte. Egli sottolinea quindi che la legge non vieta la vendita e il trasporto mobile con autobotte dell’acqua necessaria alla sopravvivenza umana.

Lo stesso consigliere dice anche: “il Sindaco firmi un’ordinanza ponte di 60 giorni e l’ATI AG9 convochi a 24 ore l’Assemblea per istituire il Registro speciale fuori rete”.

La posizione del consigliere Catania

La posizione del consigliere comunale è rafforzata dal parere fornito dall’avvocato Alessandro Gerardi allo stesso Catania che glielo ha richiesto.

Il consigliere comunale ha depositato presso il Comune di Agrigento il parere dell’avv. Gerardi, chiedendo l’istituzione del “Registro speciale temporaneo per forniture idriche sostitutive ad uso umano essenziale (fuori rete)” all’ATI-Agrigento e quindi all’AICA.

La posizione dell’ATI

L’ATI sostiene invece che l’AICA deve assicurare i 50 litri/giorno a ogni “abitante contrattualizzato“, ma non agli abitanti non contrattualizzati, per i quali varrebbero soltanto eventuali deroghe per emergenze sanitarie o di ordine pubblico che spettano solo alle autorità competenti tramite ordinanze contingibili e urgenti.

Il parere legale dell’avvocato Gerardi

Ma il consigliere Fabio Catania, facendosi forte del parere legale, insiste dicendo che illegittimamente l’ATI di Agrigento ha trasformato il divieto di allaccio fisso dell’edificio abusivo in un divieto di vendita e trasporto mobile di acqua alle persone.

D’altronde, secondo il parere legale in possesso del consigliere, il servizio idrico mediante autobotte rientra fra le “altre attività idriche” estranee al servizio idrico integrato in senso stretto, appartenendo al novero delle “forniture temporanee“, per le quali non è richiesto alcun titolo edilizio né dato catastale. Infatti, secondo l’avvocato Gerardi e il consigliere Catania, il regolamento di utenza ATI AG9 prescrive il titolo edilizio e i dati catastali solo per le “derivazioni” fisse dalla condotta stradale, ma non per le “forniture temporanee“. Per queste ultime, la concessione edilizia è richiesta solo ed esclusivamente in presenza di “forniture per cantiere” e quindi non per le forniture temporanee con autobotte da effettuarsi in zona Maddalusa.

Non solo. Sempre secondo il consigliere Catania e l’avvocato Gerardi, la crisi idrica non va gestita con le sole ordinanze contingibili ed urgenti, ma anche col “piano operativo di emergenza per la crisi idropotabile” (di competenza dell’assemblea dei rappresentanti dlel’ATI)  e sulla base dell’ ”obbligo di garantire il minimo vitale” anche mediante “servizi alternativi“.

Il registro per forniture idriche fuori rete

Tutto ciò premesso e considerato, il consigliere Fabio Catania spiega come dovrebbe funzionare il “registro speciale temporaneo per forniture idriche fuori rete“.

Esso assicura l’esigenza di contrattualizzazione, tracciabilità e rispetto degli standard ARERA e si basa su regole operative semplici e basilari.

Nel registro speciale viene iscritto l’abitante richiedente, per il quale viene redatta scheda contrattuale intestata esclusivamente al codice fiscale del residente (con documento d’identità e autocertificazione del nucleo familiare), senza dati catastali e senza modulo di allaccio. Il prelievo dell’acqua da fornire al soggetto iscritto nel registro avviene nei punti di carico A.I.C.A. tramite autobottisti autorizzati con il sistema del ticket SMS. Per ciascun iscritto nel registro vale il limite di 50 litri/abitante/giorno con vincolo al solo uso umano e igienico-sanitario, con divieto assoluto per cantieri edili, irrigazione o cessione a terzi. I costi del servizio idrico con autobotte sono a carico del residente che paga il trasporto all’autobottista e l’acqua ad AICA (senza costi di fognatura e/o depurazione).

La clausola anti-sanatoria

Il servizio avviene con la clausola anti-sanatoria: su ogni modulo, ticket e fattura viene impressa la dicitura obbligatoria seguente: “la presente fornitura idrica sostitutiva fuori rete a mezzo autobotte è disposta esclusivamente in favore della persona fisica a tutela della salute pubblica per il quantitativo minimo vitale; essa non costituisce allaccio, non attribuisce alcun titolo, effetto sanante o legittimo affidamento rispetto ad immobili e non costituisce fattura attestante che un’opera usufruisce di un pubblico servizio ai sensi e per gli effetti dell’art. 48, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001“.

La clausola antisanatoria completa il quadro entro il quale si muove la proposta del consigliere comunale Fabio Catania per affrontare la problematica di Maddalusa in relazione alla fornitura del minimo vitale di acqua.

 

 

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Fonte: Sicilia On Press

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