Agrigento – Caso Chiaramonti, Report Sicilia aveva denunciato tutto già nel settembre 2025. Lezza mi attaccava: Forse aveva capito che con me sindaco non ci sarebbero stati sconti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il 28 febbraio 2025 veniva segnalato il cedimento del manto stradale in Viale Emporium 19. Nel settembre dello stesso anno avevamo già pubblicato i dettagli e ricostruito le comunicazioni agli uffici comunali. Quindici giorni fa avevamo nuovamente chiamato in causa Lezza e il sindaco Sodano. Adesso la richiesta di processo per due funzionari comunali rende ancora più urgenti le risposte.
Noi lo avevamo scritto. Non ieri, non oggi, ma già nel settembre del 2025.
Avevamo pubblicato i dettagli della segnalazione del cedimento del manto stradale in Viale Emporium, indicando la data, il luogo, i funzionari contattati e la catena delle comunicazioni attivata all’interno della macchina comunale.
Avevamo documentato che il Comune di Agrigento era stato informato di una situazione di potenziale pericolo.
Avevamo chiesto spiegazioni.
E non ci eravamo fermati.
Oggi, alla luce della richiesta di rinvio a giudizio per due funzionari comunali nell’ambito del procedimento relativo alla morte di Marco Chiaramonti, quelle pubblicazioni assumono un significato ancora più importante.
Perché Report Sicilia non aveva bisogno di aspettare il procedimento giudiziario per accendere i riflettori sulle condizioni delle strade e sulle responsabilità degli uffici.
Lo avevamo già fatto.
E oggi mi torna alla mente anche la contrapposizione che l’architetto Angelo Lezza aveva assunto nei miei confronti, prima e durante la campagna elettorale, proseguita anche attraverso i social.
Perché tanto accanimento?
Non posso conoscere le sue motivazioni personali, ma una convinzione l’ho maturata: forse Lezza, come altri, aveva compreso che, se fossi diventato sindaco, avrei preteso di verificare fino in fondo il funzionamento degli uffici comunali.
Con me non ci sarebbero stati sconti per nessuno.
Non per vendetta personale, ma per rispetto dei cittadini e delle istituzioni.
28 febbraio 2025: la segnalazione che il Comune aveva ricevuto
Torniamo ai fatti.
Il 28 febbraio 2025 viene registrata una segnalazione proveniente da una collega della Polizia Municipale di Trapani.
L’annotazione è precisa:
«Segnala avvallamento Viale Emporium 19 – cedimento manto stradale».
Non si tratta di una generica lamentela sulle condizioni delle strade.
Viene indicato un luogo preciso, il civico 19 di Viale Emporium, e viene descritta una situazione specifica: un avvallamento accompagnato dal cedimento del manto stradale.
Da quella segnalazione si attiva una serie di comunicazioni.
Viene contattato l’architetto Angelo Lezza, responsabile dell’Ufficio Strade del Comune di Agrigento.
Lezza, essendo ormai le 14 e non trovandosi più in ufficio, indica la necessità di contattare il personale reperibile e l’ingegnere Alberto Avenia.
Vengono quindi effettuate le comunicazioni all’ingegnere Avenia e al reperibile AICA.
La segnalazione esiste. È registrata. È documentata. E il Comune dispone degli elementi per ricostruire ciò che accadde.
Il documento è anche nella disponibilità di Report Sicilia.
Naturalmente, spetterà agli organi competenti verificare la corrispondenza tra il cedimento segnalato e quello oggetto del procedimento giudiziario, nonché accertare quali interventi siano stati effettuati e quali eventuali responsabilità possano derivarne.
Ma la comunicazione del 28 febbraio 2025 non è una supposizione.
È un fatto documentato.
Settembre 2025: Report Sicilia aveva già pubblicato nomi, date e circostanze
Ed eccoci al punto che oggi voglio sottolineare con forza.
Il 24 settembre 2025, Report Sicilia aveva già pubblicato un articolo nel quale ricostruivamo la segnalazione del 28 febbraio e le comunicazioni che avevano coinvolto Lezza, Avenia e AICA.
Avevamo indicato il civico 19 di Viale Emporium.
Avevamo ricostruito la sequenza delle comunicazioni.
Avevamo posto domande sulle responsabilità degli uffici comunali.
Il 25 settembre avevamo dato spazio anche alle precisazioni di AICA, che dichiarava di non avere ricevuto una nota ufficiale dal Comune relativa a quel punto della strada.
Una circostanza che rendeva ancora più necessario chiarire la differenza tra le comunicazioni telefoniche, le annotazioni nel registro e gli eventuali atti formali trasmessi tra gli uffici.
Insomma, già nel settembre 2025 avevamo acceso i riflettori su una vicenda che oggi torna al centro dell’attenzione giudiziaria.
Non stavamo inventando nulla.
Stavamo facendo giornalismo, cercando documenti e chiedendo spiegazioni.
E quelle domande erano rivolte anche a chi aveva responsabilità nella gestione delle strade comunali.
Ecco perché oggi mi interrogo sugli attacchi di Lezza nei miei confronti
L’architetto Lezza mi contrastava già prima della campagna elettorale.
Durante la campagna quella contrapposizione è proseguita e ho ricevuto attacchi anche attraverso i social.
Non era il solo ad assumere atteggiamenti ostili nei miei confronti.
Oggi mi domando se dietro quella contrapposizione vi fosse anche la preoccupazione per il metodo amministrativo che avevo annunciato.
Perché avevo detto chiaramente che, se fossi diventato sindaco, avrei controllato gli atti, verificato il lavoro degli uffici e chiesto conto delle eventuali inefficienze.
Non avrei accettato che le segnalazioni dei cittadini rimanessero senza riscontro.
Non avrei tollerato che le responsabilità venissero continuamente scaricate da un ufficio all’altro.
Non avrei consentito che la politica diventasse uno scudo per sottrarre l’operato amministrativo alle verifiche.
Con me, chi avesse lavorato correttamente avrebbe trovato pieno sostegno.
Chi invece non fosse stato in grado di documentare il proprio operato avrebbe dovuto risponderne nelle sedi competenti.
Forse era proprio questo che alcuni temevano: non Giuseppe Di Rosa come persona, ma un sindaco che avrebbe preteso risposte e risultati.
È una mia interpretazione politica, non una motivazione che posso attribuire come fatto accertato a Lezza o ad altri.
Ma una cosa posso dirla con certezza: gli attacchi personali non mi hanno fermato allora e non mi fermeranno oggi.
Quindici giorni fa avevamo avvertito Sodano: i responsabili delle strade sono sempre gli stessi
C’è un altro elemento che non può essere dimenticato.
Quindici giorni fa avevamo pubblicamente richiamato l’attenzione del sindaco Michele Sodano su una questione precisa.
Ad Agrigento cambiano i sindaci, cambiano gli assessori, cambiano le maggioranze politiche, ma i responsabili degli uffici rimangono sostanzialmente gli stessi.
Avevamo chiamato direttamente in causa l’architetto Lezza.
Avevamo chiesto spiegazioni sulle condizioni della viabilità, sui dissesti, sugli interventi e sulle segnalazioni.
Avevamo ricordato al sindaco che non basta attribuire tutte le responsabilità alle amministrazioni precedenti.
Perché la macchina comunale continua a funzionare attraverso gli stessi uffici e, in molti casi, attraverso gli stessi responsabili.
E allora la domanda è inevitabile.
Sindaco Sodano, cosa ha fatto la sua amministrazione per verificare l’efficienza dell’Ufficio Strade?
Quali controlli sono stati disposti?
Quali relazioni sono state richieste?
Quali verifiche sono state effettuate sulle segnalazioni rimaste eventualmente senza riscontro?
Quali interventi sono stati programmati per eliminare le situazioni di pericolo?
Non attribuisco a Sodano responsabilità per fatti precedenti al suo insediamento.
Ma gli chiedo di assumersi quelle politiche e amministrative che competono a chi oggi governa la città.
Il passato non può diventare un alibi permanente per evitare di rispondere del presente.
I 440 mila euro delle contravvenzioni: anche sui soldi avevamo denunciato tutto nel settembre 2025
C’è poi una questione che considero altrettanto importante.
Il 21 settembre 2025, Report Sicilia aveva pubblicato un esposto-denuncia sulla gestione delle risorse destinate alla sicurezza stradale.
Avevamo denunciato che il Comune disponeva, secondo gli atti esaminati, di circa 1,7 milioni di euro riferiti a diversi interventi, tra viabilità e rete idrica.
Tra queste somme figuravano 440 mila euro provenienti dalle contravvenzioni stradali, soggetti ai vincoli di destinazione previsti dall’articolo 208 del Codice della Strada.
Avevamo chiesto perché quelle risorse non fossero state utilizzate per affrontare le condizioni delle strade cittadine.
E avevamo evidenziato un’altra circostanza.
Con nota protocollo 15120 del 27 febbraio 2025, il dirigente del Settore VII aveva richiesto l’impegno di 92.754,22 euro, così ripartiti:
- 35.674,70 euro per segnaletica e transenne;
- 57.079,52 euro per autovetture destinate al servizio viabilità.
Il giorno successivo, 28 febbraio 2025, veniva registrata la segnalazione del cedimento del manto stradale in Viale Emporium.
La vicinanza temporale dei due fatti non dimostra una relazione causale, ma pone una questione sulle priorità e sull’effettivo utilizzo delle risorse.
L’articolo 208 consente anche spese per mezzi e attrezzature destinati ai servizi di controllo, ma prevede vincoli precisi per la sicurezza stradale.
E allora la domanda rimane: quanto dei 440 mila euro è stato effettivamente impegnato e speso per interventi di manutenzione e messa in sicurezza?
Voglio conoscere le determine, i mandati di pagamento, i lavori eseguiti e le strade interessate.
Perché i soldi stanziati sulla carta non riparano le buche.
E i cittadini hanno diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse pubbliche.
Sodano dovrebbe fare il mea culpa, non continuare a scaricare le responsabilità sul passato
Michele Sodano non era sindaco quando venne registrata la segnalazione del 28 febbraio 2025.
Non era sindaco neppure quando Report Sicilia pubblicò le proprie denunce nel settembre dello stesso anno.
Ma oggi governa Agrigento.
E oggi deve rispondere di come la sua amministrazione stia affrontando i problemi della sicurezza stradale.
Il sindaco non può continuare a utilizzare le responsabilità delle amministrazioni precedenti come risposta a ogni critica.
Se ritiene che gli uffici non abbiano funzionato correttamente, deve disporre le verifiche necessarie.
Se ritiene che le risorse non siano state utilizzate adeguatamente, deve spiegare quali iniziative abbia assunto.
Se ritiene che l’organizzazione amministrativa debba cambiare, deve indicare quali provvedimenti intenda adottare.
E se gli uffici hanno operato correttamente, deve mettere a disposizione della città gli elementi che lo dimostrano.
Questo significa amministrare.
Non basta fare dirette Facebook.
Non basta accusare chi c’era prima.
Non basta rispondere alle critiche con altre critiche.
Servono atti, provvedimenti, controlli e risultati.
La richiesta di processo e il rispetto dovuto alla famiglia Chiaramonti
La morte di Marco Chiaramonti è una tragedia che merita rispetto, verità e giustizia.
La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due funzionari comunali rappresenta un passaggio processuale importante, ma non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.
Saranno i giudici a stabilire se sussistano responsabilità penali.
Noi continueremo a fare il nostro lavoro di giornalisti, documentando ciò che emerge e chiedendo risposte sulle questioni di interesse pubblico.
Non intendo trasformare il dolore di una famiglia in uno strumento di scontro personale.
Ma non intendo neppure rinunciare a ricordare che Report Sicilia aveva già sollevato quelle domande nel settembre 2025, quando la documentazione sulle segnalazioni era stata portata all’attenzione pubblica.
La differenza tra chi denuncia e chi governa
Oggi voglio concludere tornando alla domanda dalla quale sono partito.
Perché Lezza mi attaccava?
Perché quella contrapposizione già prima e durante la campagna elettorale?
Non posso sapere cosa pensasse o quali fossero le sue reali motivazioni.
Posso però ricordare ciò che avevo promesso agli agrigentini.
Se fossi diventato sindaco, avrei verificato il funzionamento degli uffici comunali, chiesto conto delle segnalazioni rimaste senza risposta e preteso che ciascun responsabile dimostrasse il lavoro svolto.
Non avrei cercato colpevoli da esibire sui social.
Avrei cercato documenti, responsabilità amministrative e soluzioni.
Ed è esattamente ciò che continuo a fare oggi attraverso Report Sicilia.
A Michele Sodano chiedo di spiegare quali controlli abbia disposto.
All’architetto Lezza chiedo di chiarire quale seguito sia stato dato alla segnalazione del 28 febbraio 2025.
Agli uffici comunali chiedo di rendere disponibili gli atti relativi agli interventi e all’utilizzo delle risorse per la sicurezza stradale.
Noi avevamo denunciato. Noi avevamo pubblicato i documenti. Noi avevamo chiesto risposte. Già nel settembre 2025.
E continueremo a farlo.
Perché il compito di un giornale non è compiacere chi amministra, ma controllare il potere e informare i cittadini.
E il compito di chi governa Agrigento non è combattere chi fa domande. È dare risposte.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

