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Agrigento – Le maestranze trapanesi protagoniste della mostra “L’arte del corallo in Sicilia”, curata​ da Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre

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Agrigento – Le maestranze trapanesi protagoniste della mostra “L’arte del corallo in Sicilia”, curata​ da Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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Sono passati quarant’anni da quando la mostra “L’arte del corallo in Sicilia”, curata da Corrado Maltese e Maria Concetta Di Natale al Museo regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, diede per la prima volta alle maestranze trapanesi del corallo dell’Età moderna il ruolo di primissimo piano che meritavano in ambito internazionale.

Fu una vera e propria svolta per gli studi sulle arti decorative siciliane, che entravano così a pieno titolo nel dibattito internazionale sulle arti suntuarie e sul collezionismo.
A quattro decenni di distanza, sabato 7 novembre a Palermo, alle 17:30 negli spazi di Villa Zito, verrà inaugurata la mostra “L’arte del corallo in Sicilia”. Quarant’anni di studi, collezionismo e valorizzazione, a cura di Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre, con l’allestimento di Barbara Rappa.
Organizzata dalla Fondazione Sicilia con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni e dell’Identità siciliana, il sostegno di Banca del Fucino e in collaborazione con Sicily Art and Culture, la mostra non sarà soltanto una celebrazione, ma anche un aggiornamento su quanto è stato fatto e studiato nei decenni, attraverso un percorso affascinante di opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane, tra cui figurano la Giordano Art Collection, Altomani & Sons e quella del Banco BPM, e musei come Palazzo Madama di Torino, le Gallerie Estensi di Modena, il Museo “Agostino Pepoli” di Trapani e la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis di Palermo.

Sarà un viaggio a ritroso nel tempo, una ricostruzione storica, artistica e culturale della Sicilia tra XVI e XVIII secolo proprio a partire dal corallo, re incontrastato delle botteghe trapanesi, della sua diffusione nel Mediterraneo e in Europa ma anche del valore simbolico di opere e collezioni che lo vedono protagonista in ogni epoca.
Un’esposizione in cui i manufatti saranno intrinsecamente legati ai contesti sociali e culturali in cui sono stati concepiti, utilizzati, esposti e collezionati.
Le opere in corallo dialogheranno con carte geografiche e volumi, ricreando il contesto visivo e simbolico dell’Europa moderna.
“L’arte del corallo in Sicilia 1986–2026” sarà una riflessione sul valore della ricerca storica e sulla capacità, da parte di un patrimonio artistico locale, di acquisire una dimensione internazionale.

A quarant’anni dalla pionieristica esposizione del 1986, il corallo trapanese torna dunque a essere protagonista, “immerso” nei periodi storici che di volta in volta lo hanno prodotto, rendendolo una delle più straordinarie espressioni delle arti decorative europee dell’Età moderna e uno dei capitoli più originali della storia artistica della Sicilia.


“Tornare a curare una mostra sul corallo a quarant’anni esatti dall’esposizione del 1986 – commenta Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia – è per me un’emozione indescrivibile, che unisce il rigore della ricerca a una profonda traiettoria di vita”.
“Ricordo vividamente – afferma – l’entusiasmo di quell’esperienza a Trapani e l’allora pionieristica scommessa di svelare al mondo l’assoluta genialità delle maestranze trapanesi: rivedere oggi quelle opere straordinarie, accostate a nuovi preziosi ritrovamenti da collezioni pubbliche e private, non significa solo celebrare un traguardo scientifico, ma rivivere quarant’anni di passioni, di incontri e di studi incessanti, vedendo finalmente consacrato a livello internazionale quel rosso meraviglioso che ha segnato la storia artistica della nostra Sicilia”.

“Non si tratta semplicemente  di una mostra celebrativa, – conclude Sergio Intorre, co-curatore della mostra – è il coronamento di quattro decenni di studi scientifici appassionati di dinamico collezionismo e di una costante valorizzazione che ha permesso a un patrimonio artistico locale di consolidare la sua indiscussa dimensione internazionale”.
“L’intento della mostra – conclude – è offrire un profondo aggiornamento critico e, al tempo stesso, svelare al pubblico la complessa rete di significati culturali, economici e simbolici che ruotano attorno a questi capolavori in corallo realizzati tra il XVI e il XVIII secolo: il percorso espositivo innovativo restituisce la vitalità delle storiche botteghe trapanesi, dimostrando come questi straordinari manufatti abbiano saputo affascinare le corti di tutto il mondo e come continuino, ancora oggi, a ridefinire la storia delle arti decorative europee”.

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Fonte: Report Sicilia

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