Donne unite ai piedi della Croce del Calvario: «Memoria e Giustizia». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Ai piedi del Calvario l’omelia di don Davide Burgio ed il grido delle donne: «Memoria e Giustizia, non una di meno»
L’omelia di Don Davide Burgio alla Via Matris cittadina trasforma il Calvario nel luogo in cui il dolore della Vergine incontra il dramma del femminicidio e della violenza di genere.
Nella serata di lunedì 30 marzo, sotto un cielo che già profuma di Passione, la comunità di Favara si è ritrovata ai piedi del Calvario per la conclusione della Via Matris.

Un cammino in cui i sette dolori di Maria non sono stati solo memoria liturgica, ma carne viva e cronaca dolente.
Il tema scelto, “I sette dolori di Maria: memoria e giustizia, non una di meno”, ha trasformato la processione in un atto di denuncia e di profonda umanità.
A guidare la riflessione è stato Don Davide Burgio, parroco della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che pur vivendo la sua prima Settimana Santa con la comunità, ha saputo toccare le corde più profonde del sentire cittadino.

L’omelia è iniziata con un accostamento potente tra il corpo martoriato del Cristo e quello delle tante donne vittime di violenza. Se la parola biblica Ecce Homo, ci ricorda la violenza inaudita subita da Gesù, Don Davide ha sottolineato come oggi la storia ci imponga un nuovo termine: femminicidio.
«Oggi abbiamo imparato un altro termine: Femminicidio, e ci ricorda la violenza che subiscono tante donne. Abbiamo accompagnato la Donna per eccellenza lungo un calvario scandendo i nomi di troppe donne che al loro “sì d’amore” hanno ricevuto come risposta un “no alla libertà”.»
Il peso del silenzio e la responsabilità della comunità
Citando il Vangelo di Giovanni, il parroco ha analizzato lo “stare” di Maria sotto la croce: non una costrizione, ma una scelta d’amore e vocazione. Tuttavia, la domanda posta alla piazza è stata diretta: chi sono i figli e le figlie di oggi? Don Davide ha tracciato una mappa della società attuale, divisa tra le vittime: donne perse nell’oblio di un’indifferenza collettiva; i cercatori di speranza: come Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, identificati oggi in chi opera nei centri antiviolenza e nelle reti di aiuto ed i carnefici: figli che, pur avendo colpe atroci, non hanno imparato a coniugare l’amore con la libertà.
Un cambio di passo culturale
Don Davide ha lanciato un appello alla conversione culturale richiamando le parole di Gesualdo Bufalino sulla mafia ed applicandole alla cultura patriarcale: se la mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari, anche il maschilismo deve essere sradicato partendo dalle scuole, educando i bambini alla sacralità della vita.
«È necessario partire dalla scuola elementare raccontando queste storie di dolore, educando ragazzi e bambini al fatto che amare non vuol dire possedere.»
L’assenza di Giovanni e il nostro impegno
Un particolare simbolico ha chiuso la riflessione: l’assenza della statua di San Giovanni accanto all’Addolorata nel simulacro cittadino. Un vuoto che Don Davide ha interpretato come una chiamata all’azione per ogni fedele:
«Magari la nostra Madre Celeste ci chiede di colmare quel vuoto presso le madri addolorate del nostro tempo. Prendiamo l’impegno di accogliere queste madri tra le nostre cose più care.»
L’invito finale è stato un monito contro il peccato più subdolo: l’indifferenza. Le piaghe di Cristo, che guariranno il mondo, devono prima guarire le coscienze di chi, pur non sporcandosi le mani di sangue, le sporca quotidianamente con il silenzio.
Lorena, Giulia, Federica, Sara, Antonella: nomi che stasera non sono stati solo ricordi, ma schegge di una croce moderna che la comunità di Favara ha scelto, insieme a Maria, di non voler più ignorare.
Galleria fotografica:
L’articolo Ai piedi della Croce del Calvario il grido delle donne: «Memoria e Giustizia, non una di meno» proviene da Sicilia ON Press.
Leggi anche: Altre notizie su Cronaca
Fonte: Sicilia On Press
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.









