Servizi turistici a carico del parco: il Comune tace sui fondi della tassa di soggiorno. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il Parco della Valle dei Templi finanzia info point e servizi turistici al posto del Comune. Ma le entrate della tassa di soggiorno che fine fanno?
Parco paga, Comune guarda: il caso dell’info point scuote Agrigento
Ad Agrigento accade qualcosa che merita una riflessione profonda, non solo politica ma soprattutto amministrativa: è il Parco Archeologico della Valle dei Templi a farsi carico di servizi fondamentali per l’accoglienza turistica, mentre il Comune resta sullo sfondo.
A certificarlo non sono opinioni, ma atti ufficiali.
Con la determinazione n. 220 del 26 marzo 2026 Determina+Dirigenziale+2026-220, il Parco ha disposto l’affidamento del servizio di gestione dell’info point turistico “Welcome to Agrigento” per un importo complessivo di 45.000 euro annui, nell’ambito di una convenzione sottoscritta con il Comune
Ma non è tutto.
Non solo info point: il Parco sostituisce il Comune
Dalla stessa determina emerge un quadro ben più ampio. Il Parco, infatti, si fa carico anche di:
- gestione del verde pubblico
- servizi igienici in aree strategiche
- percorsi pedonali turistici
- attività di accoglienza
Si tratta, senza alcun dubbio, di servizi che rientrano pienamente nelle competenze di un’amministrazione comunale, soprattutto in una città che vive – o dovrebbe vivere – di turismo.
Il nodo: il Comune incassa, ma chi spende?
A questo punto la domanda diventa inevitabile.
Se il Parco paga e gestisce i servizi turistici, che fine fanno le risorse del Comune destinate al turismo?
In particolare:
👉 dove vengono utilizzati i proventi della tassa di soggiorno?
Una tassa che, per sua natura, dovrebbe finanziare proprio:
- accoglienza turistica
- servizi informativi
- decoro urbano
- infrastrutture per i visitatori
E invece, oggi, scopriamo che questi servizi vengono garantiti da un altro ente.
Un cortocircuito amministrativo
Quello che emerge è un vero e proprio cortocircuito:
- il Comune incassa
- il Parco spende
- i servizi vengono garantiti non da chi dovrebbe farlo per legge
Una situazione che solleva interrogativi pesanti sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’effettiva programmazione turistica della città, soprattutto alla vigilia di appuntamenti fondamentali legati al ruolo di Agrigento come polo culturale e turistico.
La questione politica: incapacità o scelta?
Di fronte a questo scenario, le ipotesi sono due:
- incapacità amministrativa, con il Comune che non riesce a programmare e gestire i servizi essenziali
- scelta politica discutibile, con fondi destinati al turismo utilizzati per altre finalità
In entrambi i casi, il risultato non cambia:
👉 Agrigento viene sostenuta da altri enti per servizi che dovrebbe garantire autonomamente.
La domanda che resta
Il dato più grave non è nemmeno l’intervento del Parco – che anzi garantisce servizi fondamentali – ma il vuoto lasciato dal Comune.
E allora la domanda finale è semplice, ma pesantissima:
perché il Parco paga ciò che dovrebbe pagare il Comune, mentre il Comune continua a incassare la tassa di soggiorno?
Una risposta, questa volta, non più rinviabile.
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Fonte: Report Sicilia
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