Maresciallo Guazzelli ucciso: il delitto che ha segnato il 4 aprile 1992. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
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Fu uno di quei “fatti di sangue” che segnarono quella devastante stagione. Il 4 aprile 1992, ad Agrigento, la mafia assassinò Giuliano Guazzelli, maresciallo dei carabinieri. Fu ucciso in un agguato nella bretella tra il viadotto Morandi e l’innesto della Ss 115, alla vigilia delle elezioni politiche. Un delitto mafioso feroce, effettuato con armi da guerra. Originario di Gallicano, Guazzelli entrò giovanissimo nell’Arma. Nel 1954 si trasferì a Menfi, dove costruì la sua famiglia e iniziò un lungo percorso professionale in prima linea contro la criminalità organizzata. Lavorò al nucleo investigativo di Palermo accanto al colonnello Giuseppe Russo, indagando sui Corleonesi.
Soprannominato “il mastino” per le sue straordinarie capacità investigative, divenne uno dei massimi conoscitori dei rapporti tra mafia, politica e affari nell’agrigentino. Collaborò, tra gli altri, con Rosario Livatino in importanti indagini contro Cosa Nostra, contribuendo al maxi-processo “Santa Barbara”. Indagò anche sulla Stidda e su delicati intrecci tra criminalità e politica, senza mai arretrare, nonostante minacce e intimidazioni. Ai funerali partecipò anche il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che invitò i cittadini a reagire alla violenza mafiosa con la forza della democrazia. Guazzelli aveva già raggiunto l’età della pensione, ma aveva scelto di restare in servizio. Fino all’ultimo. Una stele ne ricorda il sacrificio, ci passiamo ogni giorno accanto, ma tanti nemmeno se ne accorgono.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.
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