La Fondazione Agrigento 2025 resta in vita: ecco cosa accade ora. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La Fondazione Agrigento 2025 non si può considerare sciolta. Il colpo di scena arriva, senza tanto clamore mediatico, quasi in sordina, a seguito dell’intervento in consiglio comunale dello scorso 8 aprile del consigliere Simone Gramaglia di Fratelli d’Italia. All’ordine del giorno dell’aula era in programma proprio la presa d’atto dello scioglimento della Fondazione, ratificato dal Cda della stessa istituzione nelle scorse settimane. Senza però il passaggio politico e conseguentemente finanziario, tale scioglimento non avrebbe lo status di legittimità. Gramaglia nel proprio intervento ha evidenziato come la chiusura della Fondazione dovesse essere giustificato, illustrato, motivato con tanto di presentazione di bilanci, rendiconti, valutazioni da parte dei revisori dei conti, non come se si trattasse della chiusura di un magazzino in via Callicratide.

Prima dell’intervento di Gramaglia, il consigliere Alfano aveva espresso le proprie perplessità sull’operato della Fondazione. Il “casus” è dunque esploso tra le mani del consiglio comunale che stava per approvare un atto senza entrarvi nel merito, accogliendo come se nulla fosse la decisione del Cda della Fondazione. L’intervento di Gramaglia ha spinto i burocrati del Comune a evidenziare in aula come in effetti mancassero i documenti necessari a illustrare lo stato di salute della disciolta Fondazione, con lo stesso consigliere comunale che ha evidenziato come “senza questo intervento avremmo approvato uno scioglimento illegittimo, ritengo sia utile rinviare tutto, per affrontare la questione essendo in possesso di tutti i documenti necessari fornitici dalla Fondazione”.
Sventato l’”agneddru e sucu …”
A intervenire è stato anche il consigliere comunale Marco Vullo, il quale ha concordato con Gramaglia, evidenziando come fosse opportuno rinviare la seduta. Seduta che è stata rinviata da parte del presidente Giovanni Civiltà a seguito di votazione. La Fondazione era stata sciolta nelle scorse settimane dal Cda e venne messo a verbale un disavanzo di quasi 600 mila euro che torneranno (si spera) nella disponibilità del Comune dopo – appunto – l’approvazione della delibera di scioglimento da parte del Consiglio Comunale. Commissario liquidatore della fondazione è stato designato Giuseppe Parello, il direttore uscente. Creata nell’agosto del 2023la Fondazione vide il suo completamento nel febbraio 2024 con la nomina del Consiglio di amministrazione e del presidente. Soci fondatori sono stati il Comune di Agrigento, quello di Lampedusa e Linosa e l’Ecua (Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento) e lo scopo era quello di gestire gli eventi e il progetto culturale vincitore del titolo dal ministero della Cultura.

Primo presidente fu il docente universitario Giacomo Minio, “dimesso” dal presidente della Regione e sostituito da Cucinotta. Un gruppo di lavoro che ha detto di avere portato a termine il programma dell’anno da Capitale della Cultura. Vero, tecnicamente vero, peccato si sia trattato di un fallimento unanimemente riconosciuto dal punto di vista del ritorno positivo verso Agrigento, in termini di ricaduta economica, sociale, infrastrutturale e, paradossalmente, culturale. Non se ne avvertirà la mancanza insomma. Sulla gestione dell’evento è in corso un’attività della Corte dei conti regionale che ha manifestato non poche perplessità, chiedendo resoconti tutt’ora al vaglio dell’autorità contabile. Gli interessati dicono di avere fornito tutti i chiarimenti richiesti. Adesso però, c’è la grana finale, quella del passaggio da un Consiglio Comunale senza gli strumenti utili a esprimersi. E non è cosa da poco, dato che si tratta di un ente pubblico, sottoposto a determinati parametri da rispettare.
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Fonte: Report Sicilia
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