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Controcorrente “alla riberese”: sfide e realtà oltre le apparenze

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“Il Movimento Popolare Controcorrente é una supercazzola?” Se lo chiede su Facebook Alessandro Di Gangi da Ribera, con una articolata nota che sa di manifesto politico. “Analizzando questo nuovo movimento e le sue ultime evoluzioni, visto che si professa popolare quindi, in teoria, non dovrebbe simpatizzare né per la destra né per la sinistra una riflessione é abbastanza spontanea: Quello che loro dicono a parole nasce come l’unione di talenti e brava gente. Loro sono la legalità, quindi, politicamente dovrebbe essere un movimento di centro, moderato, una specie di Democrazia Cristiana nuova versione, composta da talentuose Verginelle e Paladini della Giustizia. Ed invece a me sembra che stanno dimostrando il contrario con i fatti.

Il movimento è alleato con questa pseudo sinistra, quindi, non é indipendente da ideologie o moderato. Per esempio si potrebbe fare una domanda secca sull’immigrazione clandestina per capire la loro vera natura, per capire se loro sono per accogliere o respingere. Prima i Siciliani e poi gli altri é uno slogan che Controcorrente sposa? Se un potenziale talento ha idee di destra, anche moderate, oggi non può partecipare a questo movimento, non ci prova proprio. Eppure dicono contraddicendosi che, per esempio un Comune si deve gestire come fanno i manager, come in una azienda privata. Esistono talenti con pensieri di destra, quindi, il loro gruppo é rappresentato no dai migliori talenti siciliani, ma dai migliori talenti di sinistra siciliani.

Io quando ho lavorato al nord come ingegnere nel privato, al colloquio di lavoro non mi hanno chiesto di che partito ero. La Vardera prima di allearsi con la sinistra siciliana, una sommatoria storica di fallimenti sia nel proporsi che, nelle rare volte che ha governato, nell’amministrare, ha per esempio parlato prima: con il generale Roberto Vannacci vera Destra o similmente con Marco Rizzo vera Sinistra?

Non credo proprio anche perché la presenza dei 5 Stelle, oggi anche del PD nella supercazzola del Campo largo, sicuramente, crea incompatibilità. Perché escludere qualcuno o farsi escludere se si professa popolare? Capisco che per lui la destra siciliana al momento al governo é un insieme di delinquenti, indagati e pregiudicati, ma a questo punto scatta la domanda provocatoria: Per controcorrente il Generale Vannaci o Marco Rizzo sono potenziali delinquenti, corrotti, vogliono applicare il clientelismo come propulsore politico?

Se guardiamo per esempio il partito di FDI Riberese, rappresentato da Mariano Ragusa, notiamo la presenza di parenti delle forze dell’ordine, figli e mogli di Carabinieri e Guardia di Finanza in particolare, ma anche avvocati e architetti. Addirittura la Presidente del consiglio comunale é sia figlia che moglie di Carabinieri. Per lui l’appartenenza a FDI attiva automaticamente un sillogismo che li definisce delinquenti, corrotti o cosa? Allora a questo punto, quantomeno cambiare il nome é un atto di trasparenza, si dovrebbe chiamare per esempio: La Nuova Sinistra Siciliana per il cambiamento.

Ieri un ulteriore conferma ha avvalorato questo ragionamento, l’alleanza con il Partito Democratico che é storicamente un partito classico della seconda Repubblica, a me, tutto sembra tranne che andare controcorrente, anzi mi pare un windsurf, dove si cavalca l’onda e il vento e ci si fa trasportare appunto dalla Corrente. Gentilmente avendo la certezza che sia Eunice Palminteri sindaca che il suo movimento mi seguono: possono commentare questo post? Per chiarire determinati aspetti in nome di quella trasparenza tanto osannata dai protagonisti. Sarebbe quantomeno onesto nei confronti dei potenziali elettori. Credo che vista la situazione della Regione la trasparenza nel presentarsi sia una forma di rispetto nei confronti dell’elettorato. Anche per escludere il sospetto che La Vardera sia: un altro Rosario Crocetta, uno show man o similari. Per me questo é confronto senza tifo”. Un contributo assai interessante anche su scala non solo riberese. 

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Fonte: Report Sicilia

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