Candidato sindaco Di Rosa in visita al Parco Letterario Pirandello trascurato. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Da mesi senza energia elettrica, nessuno che pensi alla manutenzione delle aree adiacenti al Caffè letterario, non ci sono prospettive di rilancio. Al centro di questa storia è il Parco Letterario Pirandello, gestito da oltre 20 anni dall’associazione Il Cerchio, guidata da Dino Barone. Un pò come una Ferrari che però è da troppo tempo senza benzina, a causa dei mancati aiuti previsti per legge da parte delle istituzioni del territorio, dalla Regione a, soprattutto i Comuni. Sono le amministrazioni comunali di Porto Empedocle e soprattutto Agrigento a dovere provvedere al sostentamento di questa associazione, con un contributo annuo variabile a seconda della popolazione. Porto Empedocle dovrebbe stanziare circa 60 mila euro, Agrigento 160 mila euro. Questa mattina il presidente del Cerchio e del Parco Letterario Pirandello, con accanto i suoi stretti collaboratori Silvio Torregrossa, Ettore Castorina ed Enzo Abate hanno organizzato un incontro con il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa, la sua squadra di assessori e il proprio entourage, proprio nella suggestiva veranda del caffè letterario, chiuso da mesi perchè il Comune di Agrigento non ha pagato la bolletta dell’energia elettrica.
Il punto della situazione …


Barone, dopo avere snocciolato la storia dell’associazione e i successi ottenuti, ha evidenziato le difficoltà economiche generate soprattutto dall’assenza nel bilancio del Comune di Agrigento della voce relativa al finanziamento del parco letterario Pirandello. Un Comune che a causa di disattenzione politica ha anche fatto perdere altre interessanti fonti di sostentamento. Prima di Barone ha preso la parola Torregrossa, il quale ha posto alcune domande al candidato sindaco Di Rosa, mentre dopo Barone è intervenuto Castorina. Quest’ultimo ha invitato Di Rosa a realizzare un tavolo tecnico nel quale si discuta della “cultura con la C” maiuscola, puntando sulla ulteriore valorizzazione in particolare dell’università ad Agrigento. Dopo avere ascoltato tutti, a prendere la parola è stato Giuseppe Di Rosa, il quale ha rassicurato Barone – se venisse eletto sindaco – sulla creazione nel primo Bilancio di competenza della voce relativa al parco letterario, non prima però di avere ottenuto da parte dello stesso Barone chiarimenti sul possesso della certificazione Runs, indispensabile per questo tipo di attività imprenditoriali. Di Rosa ha anche chiesto a Barone se abbia mai messo in mora i Comuni che non hanno pagato. Barone ha detto di averlo fatto, ma senza mai avere risposta. Di Rosa ha assicurato la propria attenzione alla rinascita del parco letterario, anche se non dovesse essere eletto sindaco.
Un’area da rivitalizzare, secondo regole precise
Si è trattato dunque di una occasione molto utile e importante per puntare al rilancio di questa area prestigiosa della città, meta di migliaia di persone ogni anno che meritano di potere fruire di un servizio aggiuntivo a quello offerto dalla Casa natale di Pirandello. Un’area dalla quale tenere lontano la mafia, come certificato dal ministero dell’Interno avendola inserita in una lista delle zone più a rischio sul territorio nazionale e dove l’incendio divampato anni addietro per cause – pare – naturali, non ha portato ad alcun ristoro per chi gestisce il Caffè letterario. Un caffè che oggi è amarissimo, ma che l’associazione che cura il parco letterario da 26 anni circa vuole tornare ad addolcire, offrendolo ai turisti di tutto il mondo.
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Fonte: Report Sicilia
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