Dimissioni a Canicattì: i cinque consiglieri presentano un dossier scottante. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Sono passati dalle parole ai fatti i 5 consiglieri comunali che nei giorni scorsi avevano annunciato le loro dimissioni.
Angelo Cuva, Giangaspare Di Fazio, Calogero Muratore, Fabio Falcone e Gianluca Cilia hanno rassegnato contestualmente le proprie dimissioni con effetto immediato, denunciando pubblicamente “l’impossibilità di esercitare il mandato elettivo conferito democraticamente”.
Unico il documento inviato al presidente del Consiglio comunale, Domenico Licata, al sindaco Vincenzo Corbo, alla giunta, alla Prefettura di Agrigento e ad altri enti istituzionali.
Nella nota descrivono una città “addormentata” davanti a numerose criticità: dalla gestione dei rifiuti alla crisi idrica, passando per sicurezza, viabilità, opere pubbliche e welfare.
I firmatari motivano le dimissioni con una serie di presunti ostacoli all’attività ispettiva e politica del Consiglio comunale. Tra i punti contestati figurano: la “permanente assenza” del sindaco e degli assessori durante le sedute consiliari; i ritardi e gli ostruzionismi nelle richieste di accesso agli atti; le mancate risposte a interrogazioni consiliari, con un arretrato di 21 interrogazioni; le mozioni approvate in aula ma mai attuate dalla giunta.
Nel dossier allegato alle dimissioni vengono riportati diversi esempi di richieste di accesso agli atti rimaste senza risposta per mesi, soprattutto riguardo alla gestione del servizio rifiuti dell’ARO Canicattì-Camastra.
Su tutti emerge il caso delle trattenute da oltre 223 mila euro. Uno dei nodi principali riguarda la Determina Dirigenziale n. 1855 del 3 dicembre 2025 relativa al servizio di raccolta rifiuti affidato al raggruppamento. Nel documento si legge che nel 2021 erano state trattenute somme complessive pari a oltre 223 mila euro “nelle more della definizione di eventuali penali”. Successivamente, però, il Comune avrebbe disposto la liquidazione integrale delle somme alle società, rilevando che “non è stato definito alcun procedimento con applicazione di penali”. I consiglieri sostengono di aver richiesto senza successo tutta la documentazione relativa alle eventuali contestazioni, ai procedimenti sanzionatori e alla tracciabilità dei flussi finanziari.
Tra gli allegati compare anche una mozione sul Centro Comunale di Raccolta (CCR). Secondo quanto riportato nei documenti, dal 2020 sarebbero state accantonate somme mensili per la realizzazione del CCR di Canicattì e dell’isola ecologica di Camastra. Nel 2023, una determina ha autorizzato la liquidazione di oltre 45 mila euro inizialmente accantonati per il CCR, motivando il pagamento come necessario “alle spettanze dovute ai lavoratori del cantiere di Canicattì”. I cinque dimissionari evidenziano però che “ad oggi non risulta essere stato realizzato nessun CCR sul territorio comunale”.
Nel fascicolo allegato alle dimissioni è presente anche un esposto inviato, tra gli altri, alla Procura di Agrigento, alla Corte dei Conti, all’ANAC Sicilia e al Ministero dell’Interno. Nel testo si ipotizzano possibili violazioni degli obblighi di trasparenza amministrativa, responsabilità dirigenziali e potenziali profili di danno erariale, chiedendo verifiche urgenti agli organi competenti.
Infine Angelo Cuva, Giangaspare Di Fazio, Calogero Muratore, Fabio Falcone e Gianluca Cilia definiscono le loro dimissioni come “una profonda ferita per la democrazia”, accusando il sindaco di una gestione “in totale disarmonia rispetto alla buona prassi istituzionale”.
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Fonte: feeds2.feedburner.com
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