Di Rosa critica: “La Vardera chiarisca la legalità delle sue liste. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – «Ad Agrigento assistiamo all’ennesimo spettacolo della politica a due velocità: da una parte proclami, denunce e slogan sulla legalità; dall’altra silenzi e omissioni quando si tratta di applicare gli stessi principi alla propria squadra».
È la posizione netta del candidato sindaco Giuseppe Di Rosa, che interviene sulle recenti dichiarazioni di Ismaele La Vardera, rilanciando il tema della coerenza.
Legalità sì, ma per tutti
«Accendere i riflettori su massoneria, trasparenza e legalità è giusto – afferma Di Rosa – ma deve essere fatto fino in fondo e senza doppi standard. Non si può chiedere chiarezza agli altri e poi evitare accuratamente di guardare dentro le proprie liste».
Il riferimento è anche alla questione dei test antidroga.
«Ho chiesto pubblicamente che tutti i candidati a sindaco e al consiglio comunale si sottopongano a test tossicologici – sottolinea – perché chi amministra deve essere esempio. Fa ancora più rumore il silenzio su questo tema da parte di chi, come La Vardera, all’Assemblea Regionale Siciliana aveva chiesto ai propri colleghi di sottoporsi agli stessi controlli. Evidentemente ciò che valeva allora per gli altri, oggi non vale più quando si tratta della propria coalizione».
Il nodo delle liste e dei contesti familiari
Ma è sulla composizione delle liste che Di Rosa affonda il colpo.
«La trasparenza non può essere selettiva. Se si vogliono aprire dossier su appartenenze e contesti, lo si faccia a 360 gradi. Chi oggi si erge a paladino del cambiamento deve chiarire fino in fondo chi sono i propri candidati e quali contesti rappresentano, anche sotto il profilo familiare».
Nel mirino, in particolare, la presenza – secondo quanto evidenziato nel dibattito politico – di figure riconducibili a storici ambienti imprenditoriali finiti negli anni al centro di indagini su appalti pubblici e rapporti con la criminalità organizzata.
Un tema che, pur non riguardando responsabilità personali dirette, riporta al centro una questione politica: l’opportunità e la credibilità delle scelte.
L’accusa: “Il ritorno delle dinastie”
E arriva la dichiarazione più dura del candidato civico:
«Nelle liste di chi dice di essere il cambiamento e il nuovo, si sono infiltrate gran parte delle famiglie radical chic agrigentine che hanno costruito i loro imperi grazie agli appalti pubblici e alle collusioni con certa politica. Oggi vogliono solo ritornare in auge, rispettando le loro dinastie, o logiche di potere che siano».
“Basta propaganda”
Di Rosa respinge quella che definisce una strategia comunicativa basata su slogan e operazioni d’immagine:
«Non si può utilizzare la legalità come strumento di propaganda. Se davvero si vuole cambiare questa città, bisogna avere il coraggio di essere trasparenti prima di tutto con se stessi».
La richiesta finale
E conclude con un appello chiaro:
«Regole uguali per tutti: test antidroga per tutti i candidati, trasparenza totale su liste e assessori e nessuna zona d’ombra. Solo così si può parlare davvero di cambiamento. Il resto è solo marketing elettorale».
Una presa di posizione che accende ulteriormente il confronto politico e porta la campagna elettorale su un terreno sempre più delicato: quello della credibilità e della coerenza.
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Fonte: Report Sicilia
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