Vittoria del “no” al referendum costituzionale sulla giustizia, oltre il 53 % si schiera contro la riforma del Governo. La premier Giorgia Meloni: “Occasione persa per modernizzare il Paese”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

“Gli italiani si sono espressi con chiarezza e noi rispettiamo la loro decisione: ciò non cambia, però, il nostro impegno a lavorare per il bene della nazione”.
Così la premier Giorgia Meloni ha commentato la vittoria del “no” al referendum costituzionale sulla giustizia: oltre il 53%, infatti, si è schierato contro la riforma del Governo.
Un margine ampio ma certamente non plebiscitario che, secondo gli analisti politici, consegna l’immagine di un Paese sostanzialmente diviso: secondo i sondaggi, nello specifico, chi ha votato “no” lo ha fatto per contrastare il sorteggio del CSM e la divisione all’interno dello stesso, ma anche per esprimere il proprio dissenso nei riguardi dell’esecutivo in carica.
L’affluenza al voto è stata altissima, sfiorando il 59%: un dato a sorpresa che ha fatto esultare la magistratura.
“Un’occasione persa per modernizzare la giustizia – ha aggiunto il primo ministro, escludendo ipotesi di voto anticipato – ma andiamo avanti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda i vice premier Matteo Salvini, che ha comunque posto l’accento sulla volontà del Governo di non fare passi indietro rispetto alle riforme, e Antonio Tajani, per il quale “la riforma della giustizia rimane comunque sul tavolo”.
IL “CASO” SICILIA
I sostenitori del “no” hanno stravinto in Sicilia, malgrado le aspettative di segno opposto: l’isola è tradizionalmente considerata, infatti, una roccaforte del centro-destra, da otto anni al governo.
Eppure, oltre il 60% dei siciliani ha detto no alla riforma, con punte del 69% a Palermo.
Bassa, invece, l’affluenza alle urne: solo il 46% degli aventi diritto, infatti, si è recato a votare.
Fonte: Report Sicilia
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