Tari: interrogativi sulla nuova modalità di calcolo delle spese. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Francesco, meglio, Ciccio Piscopo è stato in gioventù un vero comunista ed è rimasto attore, critico e spettatore della politica, quella vera.
Uomo libero, senza peli sulla lingua, pungente ed ironico ha inviato al giornale la sua lettera, da leggere fino in fondo, che pubblichiamo integralmente.
Ecco la lettera:
“Senza voler fare il leguleio di circostanza (anche se l’uso del termine “riconvenzionale” a questo mi espone…), ritorno sul tema Tari per formulare una domanda o, se meglio preferisce, una proposta…La “Riconvenzionale” , in diritto ed in procedura civile, è un istituto giuridico che consente all’intimato di porre all’intimante una domanda in contrapposizione .
In questo caso, l’intimante è il Signor Sindaco, gli intimati tutti coloro che non hanno pagato la Tari…Il sindaco ha scritto che “il non ritiro delle raccomandate di intimazione di pagamento Tar, notificate tramite giacenza postale, non produce alcun effetto sospensivo e che perciò si procederà alla riscossione coattiva.
Più “volgarmente” leggasi pignoramenti dello stipendio, della pensione, dei conti correnti, dell’auto, dei mobili per arrivare, a seconda degli importi, anche ai pignoramenti immobiliari.
Ora, senza voler essere volgare o sconcio, da buon vecchio favarese nato e cresciuto in un antico quartiere di Favara che porta tuttora ‘a ‘nciuria dei miei antenati, dove l’unico valore di discrimine era la dignità dell’uomo, l’empatia e la solidarietà, non posso non ricordare al signor Sindaco quel che molti anni fa il sagace ‘Ntoniu Piru (all’anagrafe Antonio Tuzzolino) dei Piri di Favara il più ironico e mordace, mio caro amico ed ancor di più della buon’anima di mio fratello Salvatore, ai carabinieri che gli dicevano che se non pagava le contravvenzioni elevate al suo camion senza targa, senza assicurazione e senza etc etc, , gli avrebbero tolto la proprietà.. La buon’anima di ‘Ntoniu Piru, toccandosi con tutte e due le mani la patta dei pantaloni unti di nafta ed olio motore, rispose : che mi togliete?
Intendendo con ciò dire che l’unica proprietà che gli restava era propria quella, tra tutte le proprietà, come diceva il Buon De Andrè, la più impudica…la più indecente.
Ora, fuor di metafora: i favaresi. la gran parte, sono con una mano davanti e una d’arre’.
In tempi quanto mai duri e tempestosi “notificare” loro senza “giacenza postale” la ventilata prospettiva che li attende, non mi sembra un atto di saggezza, di buon senso, di economia e guadagno per la stessa Pubblica Amministrazione..che lungi dal dall’essere tutelata così facendo, verrà invece esposta, assieme alla cittadinanza, ad enormi costi economici, politici, sociali.
Pagheranno solo quelli che potranno, i più non possono e non potranno.
Perciò la mia domanda “riconvenzionale”: Quanti soldi servono all’Amministrazione Comunale per far fronte immediata alle scadenze dei pagamenti degli oneri generali derivanti dalla Tari?
Quantificate questa cifra…. Distribuitela su tutti quelli che ad oggi non hanno pagato a stralcio delle rispettive posizioni che verranno successivamente riesaminate alla luce di un nuovo regolamento tari.
I favaresi hanno costruito, come diceva Empedocle, come se fossero immortali.
Hanno costruito in regime di assoluto abusivismo, di necessità, ma anche di stupidaggine e scempio…sono stati “sanati” ed ancor più lo sono e lo saranno.
Su questi scempi che non producono redditi, sono costretti a pagare tasse e tributi spaventosi.
I più sono sono emigrati, quelli che restano sono abbandonati a loro stessi ..specie i vecchi e i giovani..qualcuno si suicida, molti vanno in escandescenze…implodono o esplodono.
Vogliamo mettere tra le gambe una granata e farli saltare in aria?
Leggo che l’Amministrazione Comunale ha rinominato piazza “Casteddu” a Marrone, il Perlasca italiano nativo di Favara.
Fosse per me ne intitolerei una ad un Sindaco favarese che nel dopoguerra, alle prese con mille tribolazioni si trovò davanti, tra gli altri, al fenomeno dei latitanti, singoli o in bande, tutti ricercati per reati gravissimi che, per la loro condizione di banditi e fuorilegge, per indole o necessità, continuavano a delinquere ed affliggere la collettività favarese ed agrigentina.. vi furono numerosi e cruenti conflitti a fuoco tra queste bande di latitanti e le forze dell’ordine.. vi furono morti, lutti… la miseria, le grassazioni, i sequestri di persone ed i animali continuavano..I favaresi incensurati avevano intrapreso la via dell’emigrazione…Ma questi latitanti non potevano.
Qualcuno di questi, con documenti falsi, ci riuscì.
Si capì che l’unico modo per sminare quel terribile fenomeno, cercare una pace sociale ed un riscatto economico era quello appunto di una nuova identità che consentisse loro di emigrare…dal Comune di Favara sparirono centinaia di carte di identità in bianco…timbri a secco e quant’altro occorrente…Quasi tutti i latitanti ed i ricercati emigrarono all’estero, i più in Francia.
Favara potè respirare, ritrovare una sorta di insperata pace sociale..ma anche economica.
Le rimesse di quei latitanti, assieme a quelle degli altri emigrati, consentirono la nascita di nuovi quartieri…Quartiere Cavato, via Agrigento…etc… Quel Sindaco, pace all’anima sua, non denunciò la scomparsa delle tessere, non indagò…
L’articolo Tari… una domanda “riconvenzionale” proviene da Sicilia ON Press.
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Fonte: Sicilia On Press
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