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Silenzi e omertà nell’ex stabilimento Italcementi, emergono dubbi ambientali

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Silenzi e omertà nell’ex stabilimento Italcementi, emergono dubbi ambientali. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Giuseppe Grassonelli, Sebastian Castelli, Concetta Sacco, Antonio Traina e Michelangelo Bruno Gallo il loro lavoro lo hanno fatto. Sono i consiglieri comunali empedoclini componenti la commissione consiliare d’inchiesta sul “caso” dell’Italcementi, il colosso industriale che una decina d’anni fa ormai ha abbandonato l’area occupata per decenni con il suo ben noto stabilimento di Vincenzella. Chiusa “bottega” è rimasto il sito, con i suoi enormi fabbricati e tutto quanto ruotava intorno a esso. I consiglieri comunali in questione si sono impegnati in questi anni per fare luce sull’eredità soprattutto ambientale lasciata da questo enorme stabilimento industriale dismesso. Ed ecco cosa è emerso, in base a quanto raccontato nei giorni scorsi nell’aula consiliare, durante la relazione finale della commissione. “L’Azienda RICAV è quella che ha rilevato le cave dell’Italcementi in zona Vincenzella – ha detto in aula Castelli – ma il sito produttivo, dopo varie ricerche di studio, risulta ancora di proprietà dell’Italcementi. Dopo un sopralluogo effettuato dal Consigliere Grassonelli, le cave risultavano senza nessuna recinzione e senza sorveglianza. Riguardo in protocollo d’intesa fatto dal Comune, dalla Prefettura e dalle sigle sindacali e da Confindustria, era quello che la RICAV si impegnava ad assorbire ex dipendenti dell’Italcementi per un numero di sette unità, ma ad oggi non risulta nessuna attività presso queste cave. Da un altro sopralluogo effettuato, hanno riscontrato delle vasche di decantazione delle acque ponendosi il problema di che tipo fossero. Riguardo la produttività del sito Italcementi ad oggi dopo aver interrogato gli ex dipendenti, risultava fino al 2025 un piccolo deposito che serviva solo ad immagazzinare materiale per conto dell’Italcementi che oggi non funziona più”. Sempre il consigliere Castelli ha evidenziato come “durante le ricerche di studio, si è appreso che si è venduta un’area della foresteria all’Italcementi che riguarda le palazzine in zona Vincenzella, ad una società del nord. Diverse PEC e telefonate sono state fatte al Direttore dell’Italcementi senza ricevere nessuna risposta e tramite il Sindaco Martello, è stato rintracciato chiedendo un incontro. Italcementi con la Commissione di studio non è stata per niente collaborativa. Negli uffici del Comune si hanno pochi documenti, tutto è stato portato al parcheggio multipiano e l’archivio storico non è più consultabile, l’unica notizia che hanno avuto dall’ufficio tecnico è stata data dal Geom. Della Croce di accatastamenti e piccole sanatorie che riguardano ammodernamenti dello stabilimento fatte durante gli ultimi 30 anni”. Castelli ha concluso “dicendo che Italcementi negli gennaio 2012 chiude con un utile di 95 milioni di euro e nello stesso giorno vengono chiusi anche gli stabilimenti , oltre Porto Empedocle, di Pavia e Castrovillari”.

Qualcuno ha paura di raccontare …

Il Consigliere Grassonelli, facendo parte della Commissione di Studio riferisce di avere “riscontrato una totale chiusura, per avere notizie sull’Italcementi, da parte della gente che è stata intervistata e le uniche persone che hanno accettato a dare qualche informazione, lo hanno fatto in forma anonima. Tutto quello che è stato scritto nella relazione viene fuori da interviste anonime, non soltanto da operai ma anche da sindacalisti, ritenendo che la questione Italcementi è un fatto molto delicato. Chiedo al Sindaco, dopo questa relazione di studio, se intende portare avanti un’azione per sollecitare l’Italcementi. Facendo una passeggiata tra le campagne aperte, mi sono ritrovato dentro la zona RICAV, dove non c’era neanche una telecamera, facendo delle foto. Riguardo le acque che vanno a defluire nel torrente, non dovrebbero arrecare problemi ambientali in quanto non esiste più il sito dell’Italcementi, di conseguenza non ci sono più materiali inquinanti che si possono trovare nelle acque. Quello che preoccupa invece è lo stato pietoso delle ciminiere, un degrado e un potenziale inquinamento. Essendo un esperto in quanto lavoro dentro lo stabilimento della Centrale Enel, conosco benissimo cos’è la raccolta delle acque, sia piovana che industriale, ma all’interno dell’Italcementi, non essendoci la possibilità di entrare, non si può riuscire a capire che tipo di acqua va a defluire al torrente. Chiedo al Sindaco, essendo il responsabile della nostra comunità da un punto di vista igienico sanitario, di attivarsi affichè si possa entrare all’interno dell’Italcementi tramite l’ARPA e capire cosa sta accadendo”. Da tutto questo emerge uno scenario decisamente inquietante, tra l’omertà di chi lavorava nell’impianto, il silenzio di chi è andato via e la scarsa collaborazione di chi gestisce oggi alcune aree. Intanto i manufatti degradano e sull’impatto ambientale sarebbe il caso che chi di dovere alzi il sedere dalla sedia e dica chiaramente cosa c’è da fare a tutela della salute pubblica.

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Fonte: Report Sicilia

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