Ballottaggio ad Agrigento: Alonge chiede un confronto su idee e programmi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – A pochi giorni dal ballottaggio, il candidato sindaco del Centrodestra Dino Alonge rompe gli indugi e scuote il clima politico cittadino con una conferenza stampa dai toni duri ma allo stesso tempo improntata alla richiesta di “pacificazione” per una città che, secondo lui, avrebbe meritato ben altro livello di confronto elettorale.
“Avrei voluto una campagna diversa – ha dichiarato Alonge –. Fin dall’inizio avevo proposto il fair play come segnale di discontinuità. Invece abbiamo assistito a un mese e mezzo di attacchi continui, polemiche personali e campagne social aggressive che hanno finito per oscurare il vero dibattito sulla città”.
Parole che arrivano nel pieno della sfida finale contro il candidato del cosiddetto “Campo largo”, Michele Sodano, e che segnano un evidente irrigidimento del confronto politico dopo settimane di tensioni, accuse reciproche e scontri soprattutto sul terreno mediatico e social.
“Agrigento meritava contenuti, non guerre personali”
Nel corso dell’incontro con la stampa, Alonge ha cercato di riportare al centro i temi amministrativi che, a suo dire, sarebbero stati completamente soffocati dal clima avvelenato della campagna elettorale.
Il candidato del Centrodestra ha ricordato alcuni dei punti strategici del proprio programma: il nuovo Piano regolatore generale, il rilancio della fascia costiera di San Leone, il progetto del porticciolo turistico, il recupero del centro storico, il piano delle “case a un euro”, il rafforzamento del polo universitario, le politiche per i giovani e gli interventi sul fronte sociale e della sicurezza urbana.
“Avrei voluto parlare di come riportare Agrigento nel posto che merita – ha spiegato – e di come costruire una nuova visione della città”.
Un passaggio che punta chiaramente a intercettare quella parte di elettorato stanca delle polemiche e preoccupata soprattutto per il futuro amministrativo di una città che continua a vivere problemi cronici: spopolamento del centro storico, crisi economica, carenza di servizi e perdita di opportunità per i giovani.
L’attacco a Sodano sulla cannabis
Ma il momento più duro della conferenza stampa è arrivato quando Alonge ha chiamato direttamente in causa Michele Sodano, rilanciando la polemica emersa nelle ultime ore attorno alla vicenda della proposta di legge sulla cannabis presentata durante l’esperienza parlamentare dell’ex deputato nazionale.
Alonge ha fatto riferimento al fatto che Sodano sarebbe stato coinvolto nell’acquisto di quote societarie in un’attività operante nel settore della cannabis, collegando successivamente tale circostanza alla presentazione di una proposta legislativa sulla liberalizzazione della sostanza.
“Chi riceve un mandato dai cittadini – ha affermato Alonge – deve agire esclusivamente nell’interesse collettivo e non personale”.
Un attacco politico diretto che punta sul terreno dell’opportunità politica e della trasparenza, in una fase finale di campagna elettorale che appare sempre più polarizzata.
Il riferimento è alla proposta di legge presentata nella XVIII legislatura alla Camera dei Deputati sulla liberalizzazione della cannabis, tema che continua ancora oggi a dividere profondamente l’opinione pubblica e che ad Agrigento è diventato argomento centrale dello scontro politico tra i due candidati rimasti in corsa.
“Non ho dimenticato i problemi della città”
Alla domanda sul rischio che la campagna elettorale si sia ormai allontanata dai problemi reali di Agrigento, Alonge ha risposto cercando di riportare il confronto sul territorio e sulla quotidianità dei cittadini.
“I problemi della città non li ho dimenticati – ha detto –. Li vivo ogni giorno ascoltando le persone nei quartieri e raccogliendo esigenze che spero di trasformare in risposte concrete”.
Infine, il candidato del Centrodestra ha ricordato il famoso incontro di inizio campagna elettorale a San Leone, quando vi fu una stretta di mano pubblica e una promessa reciproca di correttezza tra i candidati.
“Io continuo a pensare che Agrigento abbia bisogno di pacificazione e non di guerra politica – ha concluso –. Ma dopo quell’occasione ho amaramente constatato che qualcuno ha fatto mercimonio di valori inviolabili come la gentilezza e il rispetto”.
Parole che certificano come il clima politico agrigentino, a pochi giorni dal voto decisivo, resti tesissimo, con il rischio concreto che lo scontro personale finisca definitivamente per oscurare il confronto sui problemi reali di una città che attende risposte ormai da troppo tempo.
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Fonte: Report Sicilia
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