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Ballottaggio ad Agrigento: affluenza ai minimi storici, solo il 9,66% vota

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Ballottaggio ad Agrigento: affluenza ai minimi storici, solo il 9,66% vota. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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AGRIGENTO – Le urne sono aperte, ma gli agrigentini sembrano aver scelto altro. Mare, famiglia, una domenica di relax o forse semplicemente disillusione verso una politica che negli ultimi anni non è riuscita a riconquistare la fiducia dei cittadini.

Il dato delle ore 12 al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Agrigento è impietoso: hanno votato appena 4.952 elettori su 51.266 aventi diritto, pari al 9,66%.

Un dato che fotografa una città sempre più distante dalla politica e che, se confermato nelle prossime rilevazioni, rischia di consegnare Palazzo dei Giganti ad un sindaco scelto da una minoranza assoluta degli agrigentini.

Il confronto con il primo turno è eloquente. Lo scorso 24 maggio, sempre alle ore 12, avevano già votato 7.098 cittadini, pari al 13,85%. Oggi si registra quindi un calo di oltre quattro punti percentuali.

Ma il confronto più impressionante è quello con il ballottaggio del 2020. Sei anni fa, alla stessa ora, si erano recati alle urne ben 22.124 elettori, pari al 42,62% degli aventi diritto.

Numeri che raccontano una città profondamente cambiata.

Se il trend dovesse mantenersi fino alla chiusura dei seggi, l’affluenza finale potrebbe attestarsi attorno al 35-40%.

A quel punto i numeri diventano ancora più significativi.

Con un’affluenza del 35% e una vittoria al 55%, il nuovo sindaco sarebbe stato scelto dal 19,25% degli aventi diritto.

Con un’affluenza del 40%, il consenso reale salirebbe appena al 22%.

Tradotto in termini politici significa che il futuro sindaco potrebbe amministrare Agrigento con il sostegno effettivo di meno di un cittadino su cinque.

Naturalmente la sua elezione sarebbe pienamente legittima sotto il profilo normativo. Ma il dato politico sarebbe difficilmente ignorabile.

L’astensionismo continua infatti a crescere e diventa il vero protagonista di questa tornata elettorale.

Non è più soltanto una questione di scegliere tra due candidati. È il segnale di una crisi di fiducia che attraversa la città e che dovrebbe fare riflettere tutta la classe dirigente agrigentina.

Qualunque sia il vincitore tra Dino Alonge e Michele Sodano, da domani dovrà confrontarsi con una realtà evidente: la vera emergenza non sarà soltanto amministrare Agrigento, ma riconquistare la fiducia di migliaia di cittadini che oggi hanno scelto di restare lontani dalle urne.

Perché il dato delle ore 12 racconta una verità difficile da ignorare: ad Agrigento, prima ancora della sfida tra i candidati, sta vincendo l’astensione.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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