Cefpas, Gallo si avvale di una memoria per difendersi davanti al gip. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Si è concluso con la scelta di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari l’interrogatorio preventivo del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo, coinvolto nell’inchiesta sul presunto sistema corruttivo che avrebbe operato all’interno del Cefpas.
Davanti al gip Santi Bologna, il parlamentare ha esercitato la facoltà di non rispondere, consegnando però una dettagliata memoria difensiva e rendendo alcune dichiarazioni spontanee per respingere le accuse mosse dalla Procura di Caltanissetta.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Lillo Fiorello, che assiste Gallo insieme al collega Luigi Troja, il documento depositato ricostruisce e contesta i principali elementi contenuti nella richiesta avanzata dai pubblici ministeri. Il deputato avrebbe inoltre ribadito la propria estraneità ai fatti, negando l’esistenza di qualsiasi accordo corruttivo.
La Procura contesta a Gallo il reato di corruzione e lo considera una figura centrale di un presunto meccanismo basato su scambi di favori, incarichi professionali, assunzioni e gestione di appalti. Per il parlamentare gli inquirenti hanno chiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.
Nella stessa giornata sono proseguiti gli interrogatori degli altri indagati coinvolti nell’operazione denominata “Corte dei miracoli”. Davanti al gip sono comparsi anche Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, Pietro Tirone di Aragona, titolare della società Sice, il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e il funzionario del centro di formazione Gioacchino Pontillo. Le accuse formulate dalla Procura riguardano, a vario titolo, i reati di corruzione e falso ideologico.
L’interrogatorio di Gallo era stato rinviato rispetto alla data inizialmente fissata dell’11 giugno. Il giudice aveva accolto la richiesta della difesa, che aveva evidenziato la necessità di disporre di più tempo per esaminare la documentazione investigativa, notificata soltanto pochi giorni prima.
Secondo l’impianto accusatorio, Gallo avrebbe utilizzato la propria influenza politica per favorire la riconferma di Roberto Sanfilippo alla guida del Cefpas. In cambio, sempre secondo la Procura, la moglie del deputato avrebbe ottenuto consulenze professionali e un contratto di lavoro con prospettive di stabilizzazione.
Tra gli episodi contestati figura anche un accordo tra Cefpas e Asp di Agrigento che avrebbe consentito alla donna di svolgere la propria attività nel territorio agrigentino. Nell’inchiesta compare anche l’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, che nei giorni scorsi ha respinto ogni addebito sostenendo di non avere commesso alcun illecito.
In attesa della decisione del gip sulle richieste cautelari avanzate dalla Procura, la difesa di Gallo continua a sostenere l’assenza di elementi che possano dimostrare l’esistenza di un patto corruttivo o giustificare l’adozione di misure restrittive.
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Fonte: Sicilia24h
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