Agrigento – Dove morì Marco Chiaramonti la buca (recintata e non segnalata di notte) è ancora lì. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Ad Agrigento il concetto di vergogna è ai più ignoto. Soprattutto a coloro i quali amministrano il territorio, ognuno per le proprie competenze. Non si vergogna chi ruba soldi pubblici, non si vergogna chi non sa dare acqua ai cittadini, non si vergogna chi è incapace di amministrare politicamente la città, da sempre. Ma in questo caso il concetto di vergogna viene totalmente falciato, azzerato da quanto accade lungo viale Emporium, all’ingresso di San Leone. Un passo indietro, a circa un anno fa. Era la sera del 21 settembre quando Marco Chiaramonti, cinquantenne maestro di tennis, amatissimo da tutti e indimenticata figura iconica di questa disgraziata città, perse la vita dopo avere perso il controllo della propria moto, andandosi a schiantare successivamente contro la base di tronco di un albero, tagliati anni fa. Dalle prime indagini, tra le cause dell’incidente che avrebbero innescato la tragedia, ci sarebbe stata una buca stradale non segnalata adeguatamente, da chi di competenza.

Un macabro film già visto quando in una piovosa sera di qualche anno prima a perdere la vita fu la giovane Chiara La Mendola. La Procura ha avviato una indagine che, pare, sia ancora in corso, con un paio di indagati per omicidio colposo. La buca che venne sospettata di essere causa dell’incidente venne recintata, con la consueta plastica arancione e qualche bastone di metallo. I giorni, le settimane, i mesi sono passati, ma quell’indegno quadrato arancione, con un paio di segnali stradali a corredo è ancora lì. Nessuno che si sia premurato di andare a ripristinare il manto stradale, nessuno che abbia pensato (!) di posizionare segnalatori luminosi per le ore notturne, rendendo più visibile quella che è a tutti gli effetti una trappola. La gente che abita nei dintorni teme che qualche altro morto possa essere raccolto dalle onoranze funebri, senza che si intervenga per ripristinare la sicurezza nella zona. A quasi un anno dalla tragedia che ha colpito la famiglia Chiaramonti, sul luogo dell’incidente nulla è cambiato. Immagine plastica di una città immobile, ferma, silente, indegnamente piegata su se stessa, incapace di alzare la testa perfino dopo la morte di uno dei suoi figli migliori.
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Fonte: Report Sicilia
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