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Ritorno degli emigrati: come garantire rifornimenti d’acqua durante le ferie?

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Ritorno degli emigrati: come garantire rifornimenti d’acqua durante le ferie?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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E’ un problema di estrema importanza ed urgenza quello degli emigrati che rientrano per godersi una o due settimane di meritate ferie nel luogo natìo, insieme ai propri familiari o comunque nel paese dove sono cresciuti o comunque hanno le radici.

Succede un po’ in tutti e ciascuno dei Comuni della provincia di Agrigento, dove il tasso migratorio è molto elevato, tanto che spesso gli aventi diritti al voto sono in numero superiore rispetto agli abitanti residenti, dal momento che c’è l’obbligo di iscrizione nelle liste elettorali comunali di tutti coloro che risultano emigrati e quindi registrati all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Il problema dell’utenza cessata

Ebbene, gli emigrati che hanno ancora un’abitazione nel Comune di origine (per averla ereditata dai genitori o comunque per averne la disponibilità a cagione di un qualunque motivo) hanno spesso disdetto il relativo contratto d’utenza idrica, in modo da non essere costretti a pagare canoni per l’intero anno, pur soggiornandovi solo per pochi giorni.
Stando così le cose, gli emigrati che rientrano per pochi giorni non potrebbero avvalersi del servizio sostitutivo mediante autobotte né avrebbero la possibilità di stipulare un contratto a termine limitatamente al periodo in cui abiteranno la casa in disponibilità.

Le ragioni della sindaca di Raffadali

Il problema è stato sollevato da Ida Cuffaro, sindaca di Raffadali, per gli emigrati raffadalesi, ma interessa tutti gli emigrati dei Comuni agrigentini che rientrano per le ferie estive qualche settimana e non hanno il contratto d’utenza idrica per la casa che li ospiterà.

Nelle prossime settimane si prevede infatti il consueto rientro di cittadini che, pur vivendo e lavorando altrove, mantengono un legame profondo con il proprio Comune d’origine, nel quale vorrebbero trovare l’abituale accoglienza ed invece potrebbero essere respinti respinti da quelli che la sindaca di Raffadali chiama “servizi burocratici e costi sproporzionati”.

È un dovere morale e civile accogliere a braccia aperte i nostri emigrati, che tornano per riabbracciare le proprie radici e le proprie famiglie” -commenta Ida Cuffaro Trovo inaccettabile che per l’utilizzo dell’abitazione solo per pochi giorni all’anno, si pretenda la sottoscrizione di un contratto standard che impone il pagamento di spese mensili e annuali. Questa non è accoglienza, è un respingimento economico” -continua.

Le proposte della sindaca all’ATI

Quindi annuncia che chiederà ufficialmente la convocazione dell’Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento per modificare l’attuale regolamento d’utenza, coinvolgerà direttamente anche l’AICA e punterà all’introduzione di due strumenti specifici di flessibilità: 1) quello di formule contrattuali light di carattere temporaneo dedicate esclusivamente a chi abita l’immobile per brevi periodi in zone servite dalla rete idrica; 2) quello del pagamento a chiamata a costo stabilito, ovvero con la possibilità di pagare solo l’effettivo servizio richiesto fruito, sulla base di una tariffa fissa e trasparente concordata preventivamente, per coloro i quali vivono in zone non servite.

L’Amministrazione Comunale di Raffadali ribadisce così il proprio ruolo di front office e di scudo per i diritti dei residenti e dei figli di questa terra che tornano a casa, affinché l’emergenza idrica non diventi un pretesto per penalizzare chi ama e sostiene il nostro territorio” -sottolinea Ida Cuffaro, nella certezza (o nella speranza) che anche gli altri sindaci dei Comuni Agrigentini dell’Azienda Idrica siano d’accordo o anzi possano trovare proposte magari migliorative di quelle prontamente trovate dalla sindaca di Raffadali.

L’articolo Emigrati che tornano per brevi ferie: come rifornirsi d’acqua ? proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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