Agrigento – San Leone, rissa sfociata in un accoltellamento: la Procura analizza i telefoni degli indagati. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
L’inchiesta sulla violenta rissa avvenuta a San Leone, culminata con l’accoltellamento di un 17enne, entra in una nuova fase. La Procura di Agrigento vuole infatti ricostruire con maggiore precisione cosa sia accaduto prima dello scontro e, soprattutto, quali rapporti ci fossero tra le persone coinvolte.
Per questo motivo, il pubblico ministero Luisa Piccolo ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile sui dispositivi elettronici sequestrati nel corso delle indagini. L’obiettivo è verificare contatti, conversazioni, spostamenti e altri eventuali elementi che possano aiutare gli investigatori a ricostruire l’origine della lite e la sua successiva degenerazione.
L’incarico verrà affidato all’ingegnere Antonino D’Amico. L’esame, fissato negli uffici della Procura di Agrigento, riguarderà telefoni cellulari, schede Sim e altri supporti informatici.
Dei quattro cellulari sequestrati dagli investigatori, soltanto due potranno essere sottoposti agli accertamenti. Non sono stati infatti rintracciati i dispositivi appartenenti a Lamin Danso, 26enne di origine gambiana arrestato e trasferito in carcere con le accuse di tentato omicidio, rissa e porto illegale di arma bianca, e a uno degli altri indagati.
Gli investigatori concentreranno quindi l’attenzione sugli altri due telefoni, dai quali potrebbero emergere informazioni importanti per ricostruire la serata tra l’1 e il 2 agosto.
In particolare, gli accertamenti potrebbero consentire di individuare eventuali contatti tra i protagonisti, stabilire gli spostamenti effettuati prima della rissa e verificare se ci siano state comunicazioni o tensioni precedenti all’incontro sfociato nella violenza.
La vicenda si è consumata nella zona di viale dei Giardini, a San Leone, dove la notte si sono verificati due distinti momenti di tensione. Nel corso della seconda fase dello scontro, un ragazzo di 17 anni è stato colpito con diversi fendenti, riportando gravi ferite. Un secondo giovane sarebbe rimasto ferito nella concitazione.
La posizione di Lamin Danso resta al centro dell’inchiesta. Il 26enne, assistito dall’avvocato Salvatore Pennica, davanti al gip Nicoletta Sciarratta ha sostenuto di essere stato aggredito e di aver reagito per difendersi, riferendo anche di aver temuto per la propria incolumità.
Una ricostruzione che, secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare, non sarebbe stata ritenuta compatibile con le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
Gli occhi degli investigatori restano dunque puntati sia sui filmati sia sui contenuti dei telefoni. Proprio dall’incrocio tra immagini, comunicazioni e spostamenti potrebbe arrivare una risposta alla domanda principale dell’inchiesta: perché quella notte a San Leone si è arrivati a una violenza così brutale e cosa è realmente accaduto nei momenti precedenti all’accoltellamento?
L’accertamento sui dispositivi potrebbe fornire nuovi elementi per delineare il quadro della vicenda e stabilire con maggiore precisione responsabilità e dinamica dello scontro.
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Fonte: Sicilia24h
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