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Maddalusa senza acqua, Codacons diffida istituzioni: “Subito il minimo vitale

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Maddalusa senza acqua, Codacons diffida istituzioni: “Subito il minimo vitale. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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La vicenda di Maddalusa compie un ulteriore passo sul piano istituzionale.

Dopo mesi di proteste dei residenti, appelli pubblici e interrogativi rimasti senza risposta, il Codacons provinciale di Agrigento passa all’azione e, attraverso il presidente provinciale avvocato Pier Luigi Cappello, ha notificato una formale diffida ad AICA, al Comune di Agrigento, all’ATI Idrico AG9, all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, al Genio Civile e, per conoscenza, al Prefetto di Agrigento e al Presidente della Regione Siciliana.

Una diffida di cinque pagine che affronta il problema non soltanto dal punto di vista amministrativo, ma soprattutto sotto il profilo dei diritti fondamentali della persona.

“L’acqua non può diventare uno strumento contro l’abusivismo”

Il cuore della diffida è racchiuso in un principio preciso.

Secondo il Codacons, il servizio idrico non può essere utilizzato come strumento indiretto per affrontare problematiche urbanistiche.

L’associazione evidenzia come numerosi residenti della zona Maddalusa, pur vivendo in immobili accatastati, pagando tributi comunali e avendo in molti casi pratiche di sanatoria pendenti da decenni, si trovino oggi impossibilitati perfino ad acquistare acqua tramite autobotte, poiché il sistema vigente impedisce la stipula del contratto con AICA e, di conseguenza, qualsiasi approvvigionamento regolare.

Una situazione che, secondo il Codacons, finisce per comprimere diritti costituzionalmente garantiti quali la salute, la dignità della persona e la vita familiare.

Famiglie fragili e diritto alla salute

La diffida richiama anche gli aspetti sanitari della vicenda.

Tra i residenti della borgata vi sono infatti nuclei familiari con persone particolarmente fragili, disabili, anziani e soggetti affetti da gravi patologie che necessitano quotidianamente di acqua per le cure, l’igiene personale e l’assistenza.

Per il Codacons, in queste condizioni il mancato accesso all’acqua non rappresenta soltanto un disagio, ma un problema di salute pubblica e di sicurezza sociale che impone un intervento immediato delle istituzioni.

Le richieste contenute nella diffida

L’associazione dei consumatori chiede che venga immediatamente garantito almeno un rifornimento minimo vitale di acqua potabile ai residenti di Maddalusa.

Domanda inoltre la riorganizzazione del servizio delle autobotti, criteri di priorità per famiglie con minori, anziani, disabili e persone malate, la revisione delle disposizioni che impediscono il rifornimento nelle aree non servite dalla rete e un piano straordinario condiviso tra Comune, Regione e Prefettura per risolvere definitivamente il problema.

Nella diffida viene inoltre richiesto l’accesso agli atti relativi ai provvedimenti che disciplinano il divieto di approvvigionamento, alle delibere adottate da AICA e dall’ATI e agli eventuali provvedimenti prefettizi richiamati per giustificare l’attuale sistema.

Il Comune non può restare spettatore

La diffida è indirizzata anche al Comune di Agrigento.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più rilevanti.

Il sindaco Michele Sodano, quale autorità sanitaria locale, dispone degli strumenti previsti dall’ordinamento per intervenire in presenza di comprovate esigenze sanitarie, igieniche o di ordine pubblico.

Parallelamente, il Comune di Agrigento partecipa all’Assemblea Territoriale Idrica, l’organismo che ha approvato il regolamento oggi applicato da AICA.

Per questo motivo il Comune non può limitarsi ad assistere al confronto tra cittadini e gestore del servizio idrico.

È chiamato ad assumere una posizione.

Adesso servono risposte

Il Codacons ha assegnato agli enti destinatari quindici giorni per fornire un riscontro scritto, indicando le misure adottate per garantire il minimo vitale di acqua ai residenti di Maddalusa e le eventuali iniziative per superare le criticità denunciate. In mancanza di risposte, l’associazione preannuncia ricorsi al TAR, azioni d’urgenza davanti al giudice ordinario, segnalazioni ad ARERA e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, oltre ad ogni altra iniziativa prevista dall’ordinamento a tutela dei consumatori.

Dopo mesi di polemiche, il caso Maddalusa entra così in una nuova fase.

Non più soltanto quella delle proteste dei cittadini.

Ma quella delle responsabilità istituzionali.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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