Antidroga nell’Agrigentino: Procura richiede 28 misure cautelari. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
L’indagine, avviata dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Agrigento, ha portato la Procura a richiedere 28 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti coinvolti, a vario titolo, in un presunto traffico di sostanze stupefacenti tra Agrigento, Aragona, Canicattì, Favara e Santa Elisabetta.
Le indagini hanno preso il via dalla denuncia di una madre esasperata dalla situazione del figlio, affetto da problemi di tossicodipendenza. Le continue richieste di denaro, accompagnate da minacce e comportamenti sempre più aggressivi, hanno spinto la donna a rivolgersi ai carabinieri, dando così impulso all’attività investigativa.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il bisogno costante di denaro per acquistare droga avrebbe portato alcuni consumatori a commettere ulteriori reati, tra cui episodi di estorsione ai danni di un anziano e furti di generi alimentari, successivamente scambiati con dosi di stupefacente.
Attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre all’impiego di sistemi di videosorveglianza, i militari sono riusciti a ricostruire una presunta rete di spaccio attiva in diversi centri della provincia di Agrigento. L’inchiesta, che riguarda il periodo compreso tra gennaio e maggio 2025, avrebbe documentato centinaia di cessioni di cocaina, crack ed eroina destinate ai consumatori locali.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che parte dello stupefacente veniva reperita anche fuori provincia, in particolare nelle aree di Palermo e Catania, per poi essere distribuita al dettaglio nei comuni interessati dall’indagine.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Agrigento ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di 28 misure cautelari. Una parte degli indagati era già stata raggiunta da provvedimenti nel corso dell’attività investigativa, mentre gli altri compariranno davanti al gip per gli interrogatori preventivi, al termine dei quali sarà il giudice a decidere se accogliere o meno le richieste formulate dall’accusa.
Le persone coinvolte nell’inchiesta sono attualmente indagate e, come previsto dall’ordinamento, beneficiano della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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Fonte: Sicilia24h
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