Agrigento – Maddalusa, il nodo politico che nessuno affronta: Può la giunta Sodano scegliere una strada diversa da quella sostenuta per anni?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Da giorni il dibattito sulla vicenda di Maddalusa si concentra quasi esclusivamente su un tema: garantire o meno l’acqua ai residenti della borgata.
Un diritto fondamentale che nessuno mette in discussione.
Ma c’è un altro aspetto, profondamente politico, che finora è rimasto ai margini del confronto e che, invece, potrebbe rappresentare la vera chiave di lettura dell’intera vicenda.
È una domanda semplice.
Il sindaco Michele Sodano è realmente libero di adottare una soluzione amministrativa immediata, come un’ordinanza contingibile e urgente, oppure è condizionato dall’impostazione politica e culturale delle forze che compongono la sua maggioranza?
Le parole di Giuseppe Riccobene nel 2023
Per comprendere il problema occorre tornare indietro di quasi tre anni.
Nel novembre del 2023, durante l’Assemblea Congressuale di Legambiente Sicilia, Giuseppe Riccobene — oggi assessore comunale con delega all’Acqua e ai Rifiuti nella giunta Sodano — pronunciò un intervento molto netto sui temi dell’abusivismo edilizio e della pianificazione urbanistica.
Nel suo intervento Riccobene affermò, tra l’altro, che:
“La mancata pianificazione urbanistica è un favore alla criminalità e all’affarismo.”
Ma soprattutto pronunciò parole ancora più significative riferendosi al territorio agrigentino.
Criticando l’utilizzo delle risorse pubbliche dichiarò infatti:
“Non si può con i fondi del PNRR fare la fogna alle case abusive di Agrigento. Non si può. E questo noi lo dobbiamo dire.”
Una posizione politica chiarissima.
Non un’opinione isolata.
Ma una linea che per anni ha caratterizzato il mondo ambientalista agrigentino.
Una posizione coerente… fino ad oggi
Legambiente, così come altre associazioni ambientaliste, ha sempre sostenuto una linea di assoluto rigore nei confronti dell’abusivismo edilizio.
Una posizione legittima.
Una posizione che negli anni ha trovato espressione anche attraverso esposti, iniziative pubbliche e richieste di ripristino della legalità.
È la stessa cultura politica e amministrativa che oggi siede nella giunta comunale di Agrigento.
Ed è proprio qui che nasce la questione politica.
Il sindaco può davvero scegliere?
Da giorni Giuseppe Di Rosa sostiene una tesi molto precisa.
L’emergenza umanitaria di Maddalusa dovrebbe essere affrontata immediatamente con tutti gli strumenti amministrativi consentiti dall’ordinamento, senza attendere esclusivamente l’intervento della Regione Siciliana.
Una posizione che distingue nettamente il problema dell’abusivismo da quello dell’accesso all’acqua come bene essenziale.
Ma se il sindaco decidesse davvero di adottare un’ordinanza contingibile e urgente, assumendosi la responsabilità di garantire immediatamente l’approvvigionamento idrico ai residenti più fragili, come verrebbe accolta una simile scelta dalle stesse forze politiche e associative che, fino a ieri, sostenevano la necessità di non realizzare nemmeno reti fognarie al servizio di immobili abusivi?
È questa la domanda che oggi merita una risposta.
Il possibile disagio politico della giunta
Lo stesso Giuseppe Di Rosa, nelle sue recenti note stampa, ha riconosciuto un elemento che spesso viene dimenticato.
L’attuale amministrazione comunale non ha creato il problema Maddalusa.
Lo ha ereditato.
Così come ha ereditato decenni di abusivismo, di mancata pianificazione urbanistica e di scelte amministrative mai affrontate.
Proprio per questo Di Rosa ha parlato del possibile disagio politico nel quale oggi si troverebbe il sindaco Michele Sodano.
Una giunta composta anche da esponenti e sensibilità politiche che, negli anni, hanno sostenuto una linea di rigorosa contrarietà verso qualsiasi intervento che potesse apparire come un riconoscimento, anche indiretto, di situazioni abusive.
Governare, però, significa confrontarsi con la realtà.
E la realtà dice che oggi a Maddalusa vivono famiglie, anziani, persone con disabilità e malati cronici.
Persone che chiedono acqua.
Non una sanatoria.
L’equilibrio tra legalità e diritti fondamentali
La questione, quindi, non è scegliere tra legalità e illegalità.
La questione è capire se sia possibile garantire un diritto essenziale senza rinunciare al rispetto delle norme urbanistiche.
È un equilibrio difficile.
Ma è proprio questo il compito della politica.
Per questo motivo continua ad assumere particolare rilievo l’esempio richiamato da Giuseppe Di Rosa sul Comune di Palma di Montechiaro, dove l’amministrazione e il Consiglio comunale hanno affrontato situazioni complesse attraverso atti amministrativi e valutazioni caso per caso, distinguendo le situazioni di necessità da quelle speculative.
Il nodo resta tutto politico
Al di là degli aspetti tecnici e giuridici, la vicenda Maddalusa sembra oggi porre soprattutto una questione politica.
Può una maggioranza che, fino a pochi anni fa, sosteneva pubblicamente la necessità di un rigoroso contrasto a qualsiasi intervento a favore di immobili abusivi, assumere oggi una decisione amministrativa che distingua il piano della legalità da quello dell’emergenza umanitaria?
È una domanda che non riguarda soltanto il sindaco Michele Sodano.
Riguarda l’intera maggioranza che lo sostiene.
E riguarda anche la capacità della politica di adattare i propri principi alla complessità della realtà amministrativa, senza rinunciare né alla legalità né alla tutela dei diritti fondamentali delle persone più fragili.
Su questo punto, più che sugli slogan, si misurerà la credibilità delle scelte che saranno adottate nelle prossime settimane.
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Fonte: Report Sicilia
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