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Agrigento – Maddalusa, arriva l’ordinanza del sindaco: era la strada indicata da Giuseppe Di Rosa fin dal primo giorno

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Agrigento – Maddalusa, arriva l’ordinanza del sindaco: era la strada indicata da Giuseppe Di Rosa fin dal primo giorno. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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La nota diffusa dal dirigente generale della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, mette finalmente nero su bianco ciò che per settimane è stato al centro del dibattito politico sulla vicenda Maddalusa.

La soluzione individuata dal tavolo tecnico convocato in Prefettura passa infatti attraverso uno strumento ben preciso:

l’ordinanza contingibile e urgente del sindaco ai sensi dell’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali.

Esattamente ciò che Giuseppe Di Rosa sostiene pubblicamente sin dai primi giorni dell’emergenza, attraverso una lunga serie di note stampa nelle quali ha sempre affermato che il sindaco di Agrigento, quale autorità sanitaria locale e responsabile della protezione civile sul territorio comunale, fosse l’unico soggetto in grado di assumersi la responsabilità di intervenire nell’immediato.

La conferma arriva dalla Protezione Civile

La nota di Cocina non lascia spazio ad interpretazioni.

Viene chiarito che il sindaco emanerà un’ordinanza contingibile e urgente per motivi di igiene e sanità pubblica.

Successivamente verrà attivato il Centro Operativo Comunale, composto da rappresentanti del Comune, dell’ASP e della Protezione Civile regionale.

Saranno quindi raccolte le domande dei cittadini e verranno autorizzati i rifornimenti idrici esclusivamente per le categorie considerate maggiormente fragili.

Una procedura straordinaria, temporanea e limitata al periodo dell’emergenza estiva.

Era davvero impossibile fare l’ordinanza?

Per giorni il dibattito cittadino si è concentrato su un interrogativo.

Il sindaco poteva o non poteva firmare un’ordinanza?

La risposta arriva oggi proprio dal tavolo istituzionale.

L’ordinanza non solo è possibile.

Diventa lo strumento scelto dalle istituzioni.

Naturalmente si tratta di un provvedimento emergenziale, circoscritto nel tempo e destinato esclusivamente alla tutela della salute pubblica.

Ma resta il fatto che proprio questo era il percorso indicato da Giuseppe Di Rosa fin dall’inizio della vicenda.

Di Rosa rimasto solo per giorni

Nelle settimane trascorse Giuseppe Di Rosa ha sostenuto praticamente in solitudine questa impostazione.

Ha chiesto che il sindaco esercitasse i poteri attribuitigli dalla legge.

Ha distinto costantemente il problema urbanistico da quello sanitario.

Ha ricordato la presenza di persone con gravissime disabilità, malati terminali, cittadini allettati e famiglie impossibilitate perfino a garantire le più elementari condizioni igieniche.

Ed ha sempre ribadito che l’emergenza andava affrontata con gli strumenti straordinari previsti dall’ordinamento.

Solo successivamente questa posizione è stata condivisa anche dal consigliere comunale Simone Gramaglia, che durante il Consiglio comunale ha invitato il sindaco ad utilizzare i poteri straordinari per garantire l’acqua ai residenti.

Le riunioni a Maddalusa e le promesse

Nel frattempo il sindaco Michele Sodano, accompagnato anche dal deputato regionale Ismaele La Vardera, aveva incontrato i residenti di Maddalusa spiegando le difficoltà normative e prospettando la necessità di modifiche legislative e di interventi regionali.

Oggi, invece, il percorso individuato dalle istituzioni porta proprio all’emanazione dell’ordinanza sindacale.

Un passaggio che inevitabilmente riporta al centro del dibattito le numerose note stampa con cui Giuseppe Di Rosa aveva sostenuto che il primo cittadino disponesse già degli strumenti per affrontare l’emergenza, pur nel rispetto della normativa vigente.

L’ordinanza tutela anche il sindaco

La scelta individuata dal tavolo tecnico produce anche un ulteriore effetto.

Con un’ordinanza motivata, fondata sulle esigenze di tutela della salute pubblica, dell’igiene e dell’assistenza alle persone fragili, il sindaco esercita un potere espressamente previsto dalla legge.

In questo modo ogni decisione viene formalizzata all’interno di un procedimento amministrativo straordinario, delimitato nel tempo e fondato su presupposti di emergenza.

Resta aperta la questione politica

La nota della Protezione Civile chiarisce anche un altro aspetto.

Le case abusive non diventano regolari.

Non viene riconosciuta alcuna sanatoria.

L’intervento resta esclusivamente umanitario e temporaneo.

Ma la decisione adottata dimostra che, quando l’emergenza riguarda la salute pubblica, gli strumenti amministrativi per intervenire esistono.

Ed è proprio su questo punto che Giuseppe Di Rosa aveva costruito, fin dal primo giorno, la propria posizione politica: distinguere la questione dell’abusivismo edilizio dalla necessità di garantire un diritto fondamentale alle persone più fragili.

Oggi quella linea trova un riscontro concreto nella soluzione individuata dal tavolo tecnico istituzionale, che individua proprio nell’ordinanza del sindaco il perno dell’intervento emergenziale.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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