Agrigento – Ambiente, Riccobene convoca le associazioni. Ma perché molte delle più attive sono rimaste fuori?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

“L’ambiente è il nostro faro e le associazioni sono i nostri compagni di viaggio ideali. Oggi un primo incontro per discutere insieme delle tante criticità, ma anche per intraprendere i percorsi sui quali lavorare fin da subito. Sui nostri temi comuni, la parola d’ordine è: “Se non ora, quando”.”
Con questo messaggio pubblicato sui propri canali social, l’assessore comunale Giuseppe Riccobene ha raccontato il primo incontro con alcune associazioni cittadine sui temi dell’ambiente.
Un’iniziativa che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare l’avvio di un percorso partecipato su questioni fondamentali per Agrigento. Eppure, osservando la fotografia diffusa dallo stesso assessore, emerge un particolare che non passa inosservato.
Tra i presenti non figurano alcune delle associazioni che negli ultimi anni hanno avuto un ruolo da protagoniste nelle principali battaglie ambientali della città.
Mancano infatti Codacons, Agrigento Punto e a Capo, Mani Libere, MareAmico e Marevivo, realtà che, con modalità e sensibilità diverse, hanno promosso esposti, campagne di sensibilizzazione, iniziative pubbliche, ricorsi e denunce su temi come tutela del mare, rifiuti, abusivismo, consumo del territorio, decoro urbano e difesa dell’ambiente.
Secondo quanto appreso da Report Sicilia, almeno tre di queste cinque associazioni non sarebbero state neppure invitate all’incontro. Una circostanza che, se confermata, apre inevitabilmente una serie di interrogativi.
Quali criteri sono stati utilizzati per scegliere le associazioni partecipanti?
Esisteva un elenco ufficiale?
Gli inviti sono stati trasmessi con una comunicazione pubblica o attraverso contatti diretti?
Sono state utilizzate PEC, e-mail istituzionali o altre modalità?
Oppure si è proceduto semplicemente attraverso conoscenze personali?
Domande tutt’altro che marginali, soprattutto perché il messaggio dell’assessore richiama il concetto di condivisione e partecipazione.
Osservando inoltre i partecipanti, appare evidente come molti appartengano ad associazioni o realtà che, direttamente o indirettamente, risultano vicine ai movimenti politici oggi rappresentati nella maggioranza che sostiene il sindaco Michele Sodano o comunque riconducibili ad aree culturali che condividono il percorso dell’attuale amministrazione.
Una coincidenza?
Oppure si è scelto di convocare soltanto una parte del mondo associativo?
Il dubbio nasce proprio dall’assenza di associazioni che, negli anni, hanno espresso posizioni critiche nei confronti delle amministrazioni comunali, indipendentemente dal colore politico, o che hanno mantenuto una posizione autonoma rispetto ai partiti.
Eppure proprio le deleghe affidate a Giuseppe Riccobene – acqua e rifiuti, oltre alle tematiche ambientali – richiederebbero il massimo coinvolgimento possibile delle realtà associative. Agrigento vive ancora una pesante emergenza idrica, mentre le questioni ambientali continuano ad occupare quotidianamente il dibattito cittadino.
Se davvero l’obiettivo è costruire un percorso condiviso, sarebbe opportuno che Palazzo dei Giganti chiarisse pubblicamente:
- con quale atto o procedura sono stati individuati gli invitati;
- attraverso quale mezzo sono stati trasmessi gli inviti;
- se esiste un elenco ufficiale delle associazioni coinvolgibili;
- e se siano previsti futuri incontri aperti a tutte le realtà del territorio, senza alcuna distinzione.
Perché il confronto istituzionale acquista valore solo quando è realmente inclusivo.
Diversamente, il rischio è che un tavolo nato per parlare di ambiente finisca per apparire come un incontro riservato ad una parte del mondo associativo, lasciando fuori proprio alcune delle realtà che, negli ultimi anni, hanno dedicato tempo, competenze e iniziative alla tutela del territorio agrigentino.
Se, come scrive l’assessore Riccobene, “l’ambiente è il nostro faro”, allora quel faro dovrebbe illuminare tutte le associazioni, senza esclusioni e senza filtri, perché la tutela dell’ambiente non ha colore politico e appartiene all’intera comunità.
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Fonte: Report Sicilia
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