Agrigento – Gasolio, sconto di 17 centesimi al litro fino al 6 agosto. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Chi fa rifornimento di gasolio da oggi al 6 agosto pagherà 17 centesimi in meno al litro. È l’effetto del taglio delle accise approvato dal Consiglio dei ministri per contenere gli aumenti legati alla nuova crisi dei mercati internazionali. La benzina resta esclusa dall’intervento, così come i tabacchi.
Quanto costa la misura
Il costo per le finanze pubbliche è stato quantificato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella conferenza stampa successiva alla riunione: “Complessivamente il costo dell’operazione si aggira attorno ai 125 milioni di euro per quanto riguarda lo sconto sulle accise”.
La somma copre il mancato gettito derivante dalla riduzione applicata al gasolio nel periodo previsto. Sul fronte delle coperture, il governo ha escluso una delle ipotesi circolate nei giorni scorsi: “Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi”.
Sul futuro della misura, il ministro ha annunciato un monitoraggio ravvicinato: “Monitoreremo giornalmente l’andamento dei prezzi che evolvono in base alle situazioni di conflitto”.
Perché solo il gasolio
La scelta di concentrare le risorse su un solo carburante ha una ragione precisa, spiegata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Le tensioni internazionali stanno facendo salire di nuovo il prezzo dei carburanti e, con esso, il costo di tutto quello che viaggia su strada. Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito: oggi il CdM ha approvato, con decreto, un taglio immediato sul gasolio, il carburante che pesa di più su trasporti, agricoltura e sui prezzi che ogni famiglia paga. Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione”.
Il gasolio è infatti il carburante utilizzato dal trasporto merci, da una parte rilevante delle attività agricole e da numerosi veicoli privati. Il suo prezzo si riflette sui costi delle imprese che movimentano merci su strada e, a catena, sui prezzi dei prodotti nei negozi.
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento è contenuto nel decreto legge intitolato “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria”. Oltre alla riduzione delle accise, il testo comprende quindi anche disposizioni dedicate all’Ilva in amministrazione straordinaria.
Le critiche dell’opposizione
Sul provvedimento è intervenuto Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, che ne ha contestato durata e perimetro: “La montagna del Consiglio dei ministri ha partorito un nuovo topolino: nonostante si tratti del terzo intervento nel giro di pochi mesi, il governo non è riuscito ad andare oltre il solito provvedimento tampone. Ancora una volta ci si è tenuti bel lontani dalle radici strutturali del caro-energia”.
Faraone ha poi messo in discussione l’efficacia dello sconto per le categorie più esposte: “Meloni e i suoi ministri pensano davvero che uno sconto di centesimi di sconto – e solo su quello – fino al 6 agosto sia sufficiente ad aiutare famiglie, imprenditori, autotrasportatori ad affrontare i costi sempre più insostenibili dell’energia? Si rasenta la provocazione. Questo risultato ridicolo è anche frutto delle divisioni sempre più profonde della maggioranza. Ci mancava solo la lite sulle sigarette, una vecchia tassa di sempre. Ancora una volta il governo ha dimostrato di anteporre, ai problemi degli italiani, i giochetti di partito”.
L’appuntamento del 4 agosto
Il prossimo passaggio è già fissato: il 4 agosto, due giorni prima della scadenza dello sconto, il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi per esaminare l’andamento dei prezzi registrato dopo l’entrata in vigore del decreto e decidere se prorogare, modificare o lasciare scadere la misura.
La scelta dipenderà dalle quotazioni dei prodotti petroliferi, dall’evoluzione delle tensioni internazionali e dalle risorse disponibili. Un’estensione alle stesse condizioni richiederebbe infatti nuove coperture finanziarie.
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Fonte: feeds2.feedburner.com
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