Agrigento – Armao e il denaro nascosto nell’orologio a pendolo: per gli inquirenti sarebbero le mazzette. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Il denaro sarebbe stato nascosto dentro un cilindro collocato all’interno di un vecchio orologio a pendolo. È uno degli elementi finiti al centro dell’inchiesta che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, indagato per corruzione, e l’avvocato Pierluigi Matta, ritenuto dagli investigatori il suo collegamento con alcune delle società coinvolte nell’indagine.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 9 febbraio 2026 le intercettazioni e le immagini registrate dalla polizia avrebbero documentato una presunta consegna di denaro.
Armao, rivolgendosi a Matta, gli avrebbe chiesto di lasciargli il cappotto in automobile. Il legale avrebbe quindi raggiunto la vettura e sistemato sul sedile posteriore il soprabito, insieme a una busta di carta marrone e verde che aveva con sé dopo essere uscito da una filiale bancaria.
Per l’accusa, quella somma di denaro sarebbe stata messa a disposizione di Armao come corrispettivo occulto per favori, formalmente ricondotti al pagamento di una consulenza.
Gli investigatori della Squadra Mobile avrebbero poi osservato Armao, una volta indossato il cappotto, controllare le tasche. Matta avrebbe indicato una delle tasche e, dopo aver trovato l’oggetto che vi era stato inserito, Armao gli avrebbe detto: «Grazie di tutto».
Ma è nel pomeriggio che si sarebbe consumato il passaggio più significativo per gli investigatori.
Le telecamere installate nello studio avrebbero ripreso Armao mentre estraeva dalle tasche del cappotto un involucro di carta. Poco dopo, secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’inchiesta, quell’involucro sarebbe stato nascosto all’interno di un contenitore cilindrico sistemato dentro un orologio a pendolo.
È proprio quel nascondiglio ad aver attirato l’attenzione degli investigatori, che ritengono che il denaro occultato possa essere riconducibile alle somme illecitamente percepite dall’ex vicepresidente in relazione ai presunti episodi di corruzione.
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Fonte: Sicilia24h
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