Ravanusa indica la strada, Di Rosa attacca: «La Vardera applaude Pitrola ma ad Agrigento tace su 2.000 cittadini senz’acqua». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – «Se l’ordinanza firmata dal sindaco di Ravanusa è un esempio di buona amministrazione, perché ad Agrigento non si percorre la stessa strada per affrontare l’emergenza di Maddalusa?». È questa la domanda che Giuseppe Di Rosa, presidente del movimento civico Mani Libere ed ex candidato sindaco di Agrigento, rivolge al sindaco Michele Sodano e al deputato regionale Ismaele La Vardera in una nota stampa diffusa oggi.
Il riferimento è alla decisione assunta dal sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola, che nei giorni scorsi ha dichiarato lo stato di emergenza idrica e ha disposto, attraverso un’ordinanza, l’utilizzo del pozzo comunale per garantire la distribuzione dell’acqua ai cittadini rimasti per giorni senza approvvigionamento.
Una scelta che Di Rosa definisce «coraggiosa», ma che diventa anche l’occasione per aprire un duro confronto politico con chi, a suo giudizio, utilizza due pesi e due misure.
La precisazione su AICA e Siciliacque
Il primo punto affrontato dall’ex candidato sindaco riguarda la gestione del servizio idrico.
Secondo Di Rosa, nel dibattito pubblico continua a permanere una confusione tra il ruolo di Siciliacque e quello di AICA.
«I pozzi del territorio non sono gestiti da Siciliacque, bensì da AICA», afferma, ricordando che Siciliacque svolge il ruolo di grossista che fornisce acqua ai gestori del servizio, mentre è AICA ad amministrare reti, pozzi, distribuzione e riscossione delle bollette nella provincia di Agrigento.
Da qui la richiesta, ribadita ancora una volta, di commissariare immediatamente l’azienda.
Per Di Rosa, infatti, AICA continua ad accumulare perdite economiche e debiti senza riuscire a garantire un servizio efficiente ai cittadini.
«Agrigento valuti l’uscita da AICA»
Nella nota, Di Rosa rilancia anche una proposta già avanzata in passato.
Secondo il presidente di Mani Libere, il Comune di Agrigento dovrebbe avviare una riflessione sulla permanenza all’interno di AICA, richiamando l’esempio del Comune di Maletto che ha già deciso di uscire dalla società.
Un richiamo che assume anche un significato politico.
«Il Comune di Agrigento è uno dei principali soci di AICA e detiene circa il 20 per cento delle quote. Non può limitarsi a criticare il sistema, ma deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità nelle scelte che riguardano la gestione del servizio idrico», sostiene Di Rosa.
L’affondo contro La Vardera
La parte più critica del comunicato è rivolta al deputato regionale Ismaele La Vardera.
Secondo Di Rosa, il parlamentare regionale ha espresso apprezzamento per il provvedimento adottato dal sindaco Pitrola, indicandolo come modello di buona amministrazione.
Una posizione che, secondo l’ex candidato sindaco, dovrebbe però tradursi nella richiesta di analoghi interventi anche per Agrigento.
«Mi chiedo perché lo stesso entusiasmo non venga manifestato per Agrigento e perché non si chieda con la stessa forza al sindaco Michele Sodano di adottare un’ordinanza analoga per affrontare l’emergenza idrica che interessa Maddalusa», afferma.
«Due autobotti fisse, nessun condono»
Di Rosa torna quindi sulla proposta che da settimane sostiene pubblicamente.
L’idea è quella di installare due autobotti fisse, una nella parte alta e una nella parte bassa di Maddalusa, destinate esclusivamente ai residenti.
Una misura che, secondo il presidente di Mani Libere, non rappresenterebbe alcun condono edilizio, non sanerebbe gli eventuali abusi e non inciderebbe sui vincoli della Valle dei Templi o su eventuali future demolizioni.
«Garantirebbe soltanto il diritto all’acqua», ribadisce nella nota.
«L’acqua è un diritto anche ad Agrigento»
Il comunicato si conclude con un appello rivolto direttamente al sindaco Michele Sodano.
Secondo Di Rosa, mentre a Ravanusa è stata scelta la strada dell’ordinanza per affrontare un’emergenza, ad Agrigento circa duemila cittadini, tra cui bambini, anziani, persone con disabilità e soggetti fragili, attendono ancora una risposta concreta.
Da qui la domanda conclusiva: se il provvedimento adottato a Ravanusa viene oggi considerato un esempio di buon governo, perché gli stessi strumenti non vengono utilizzati anche ad Agrigento per garantire almeno il diritto all’acqua ai residenti di Maddalusa?
«L’acqua è un diritto fondamentale. Lo è a Ravanusa. E deve esserlo anche ad Agrigento», conclude Di Rosa.
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Fonte: Report Sicilia
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