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Promesse liquide, rubinetti a secco: il caso Agrigento secondo Confcommercio

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Promesse liquide, rubinetti a secco: il caso Agrigento secondo Confcommercio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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confcommercio foto da facebook

Un’ouverture shakespeariana per una stagione a secco

In Timone d’Atene — la più corrosiva delle commedie amare di Shakespeare — un Poeta e un Pittore si accingono ad adulare il ricco protagonista con opere che non gli consegneranno mai, e si consolano con una massima che pare scritta per la nostra provincia: «Promettere è l’aria stessa dei tempi: apre gli occhi dell’attesa; l’adempimento è ormai fuori moda». Ad Agrigento, dove l’acqua manca da così tanto tempo da essersi quasi trasformata in un genere letterario, la battuta suona meno come teatro elisabettiano e più come cronaca amministrativa.

L’appello di Confcommercio ad AICA

A riportare la questione dal palcoscenico alla rete idrica ci ha pensato la delegazione comunale di Confcommercio Agrigento, che ha rivolto ad AICA una sollecitazione formale: un piano straordinario per potenziare i flussi immessi nella rete urbana nei mesi di agosto e settembre, il bimestre che decide la stagione turistica e, con essa, la tenuta economica della città. Il presidente Francesco Picarella parla della risorsa idrica come di un «asset strategico di competitività» e avverte che «ogni disservizio si traduce in un danno reputazionale immediato per Agrigento». L’appello arriva dopo una prima parte d’estate con presenze inferiori alle aspettative: restano sessanta giorni per agganciare la ripresa, e senza la garanzia di un servizio primario come l’acqua — è il ragionamento dell’associazione — ogni sforzo rischia di essere vano.

Il contesto: ticket, autobotti e un prestito ponte

La richiesta non nasce nel vuoto. Nei mesi scorsi molte attività hanno sopperito alla distribuzione irregolare con approvvigionamenti integrativi affidati a terzi — le autobotti private — con costi aggiuntivi a carico delle aziende; e AICA ha introdotto un sistema di ticket per regolamentare le forniture ai pubblici esercizi. Sullo sfondo, il gestore pubblico ha chiesto a Siciliacque altri trenta litri al secondo, mentre la Regione avrebbe annunciato un prestito ponte per coprire il debito verso la stessa Siciliacque ed evitare interruzioni della fornitura. Tre criticità che si sovrappongono: la disponibilità della risorsa, una rete segnata da perdite elevate, la sostenibilità economica del servizio.

Le promesse e l’adempimento

È qui che la massima del Pittore torna utile. L’acqua è stata «l’aria stessa» anche della recente campagna elettorale. Insediandosi l’11 giugno, il sindaco Michele Sodano aveva promesso di «lasciarsi alle spalle problemi atavici ed emergenziali», riferendosi «prima di tutto all’acqua». Due mesi dopo, il 29 luglio, l’amministrazione ha diffidato AICA denunciando «perdite mai riparate, cantieri lasciati a metà, disagi che si ripetono». E sull’emergenza di Maddalusa lo stesso primo cittadino ha ammonito che chi sosteneva di poter trovare una soluzione immediata «ha mentito», rivendicando un percorso «tecnico e giuridico» contro le «promesse irrealizzabili». Tradotto in linguaggio shakespeariano: promettere resta «cortese e alla moda»; l’adempimento, come nota il Pittore, «è sempre più opaco del suo annuncio». Il che — va detto con la precisione che il tema impone — non è addebito di questa o quella giunta: è l’eredità dichiarata di «sessant’anni» di rinvii, di cui il rubinetto a intermittenza di questi ultimi mesi  è soltanto l’ultimo atto.

Le domande che restano senza risposta

Restano gli interrogativi di interesse pubblico che il comunicato, giustamente, solleva ma non scioglie. Quante strutture ricettive hanno dovuto ricorrere ad autobotti private nelle ultime settimane, e con quali costi? Esiste una mappatura delle aree economicamente più esposte? Qual è la capacità effettiva dei serbatoi che alimentano San Leone e le altre località costiere? E, soprattutto, AICA dispone oggi delle risorse tecniche per garantire un servizio più stabile nel picco della domanda? Domande che meritano risposte documentate, non l’ennesimo annuncio.

Un banco di prova, non un sipario

Agosto e settembre saranno il banco di prova della credibilità del servizio pubblico e, indirettamente, della catena di promesse che sull’acqua si è accumulata negli anni. Se il piano straordinario verrà predisposto e funzionerà, limiterà i disagi e rafforzerà la fiducia delle imprese; in caso contrario, l’emergenza inciderà sull’immagine turistica della provincia e sulla tenuta di uno dei comparti decisivi del territorio. Ad Agrigento, per una volta, si tratterebbe di far tornare di moda proprio quella cosa che Shakespeare dava per desueta: l’adempimento.

il comunicato di confcommercio:

Confcommercio Delegazione di Agrigento: Picarella “Ad agosto e settembre serve uno sforzo straordinario sulla fornitura idrica per tutelare l’economia cittadina e sostenere il turismo”
Un piano di emergenza idrica per blindare il bimestre cruciale della stagione turistica e, con esso, la tenuta socio-economica della città. È la sollecitazione formale che la delegazione comunale di Confcommercio di Agrigento rivolge ad AICA, chiedendo un potenziamento immediato dei flussi immessi nella rete urbana nei mesi di agosto e settembre.

L’appello giunge dopo una prima parte di stagione che, sotto il profilo delle presenze, si è rivelata inferiore alle aspettative degli operatori. In questo scenario, i prossimi mesi rappresentano l’ultima e decisiva finestra utile per mitigare le perdite estive e sperare di agganciare la ripresa. Si tratta di un traguardo impossibile da raggiungere senza la garanzia dei servizi primari, la cui efficienza definisce la linea di confine tra il collasso operativo e la competitività del territorio.
In questa dinamica, le aziende del commercio, del turismo e dei servizi non costituiscono semplicemente un comparto produttivo, ma rappresentano il vero motore della stabilità sociale di Agrigento. Garantire la continuità aziendale significa, prima di tutto, proteggere i livelli occupazionali, assicurando il reddito a centinaia di lavoratori dipendenti e salvaguardando l’intera filiera locale dell’indotto. La sopravvivenza economica delle imprese è l’unico argine reale contro lo spopolamento e la desertificazione sociale, elementi cardine per la tenuta e la coesione di una città che deve fare della vivibilità il suo primo biglietto da visita.
In questo perimetro, il centro storico assume una rilevanza strategica. Negli ultimi anni il cuore antico della città è stato oggetto di una faticosa ma straordinaria rigenerazione, guidata dalla nascita di un fitto e vitale reticolo di b&b, attività commerciali e ristoranti. Questo sistema urbano oggi non è solo un attrattore per i visitatori, ma funge da vero e proprio hub economico cittadino. Costringere gli operatori del centro storico a gestire quotidiane emergenze logistiche legate alla carenza d’acqua significa sottrarre preziose risorse ed energie all’innalzamento degli standard di accoglienza. Preservare l’approvvigionamento nel cuore antico della città vuol dire, dunque, tutelarne l’immagine.
Per questo motivo la delegazione cittadina di Confcommercio chiede ad AICA di valutare ogni soluzione tecnica possibile per assicurare una fornitura supplementare da immettere nella rete nei mesi di agosto e settembre, offrendo così maggiori certezze ai pubblici esercizi, alle strutture ricettive e a tutto il terziario cittadino.
« Siamo perfettamente consapevoli – dichiara Francesco Picarella, Presidente della delegazione comunale di Confcommercio Agrigento – degli sforzi finanziari e strutturali in atto per il potenziamento e l’ammodernamento della rete idrica. Si tratta di cantieri fondamentali che tracciano la strada verso il superamento di un gap storico. Proprio in virtù di questa prospettiva di rilancio, confidiamo che nell’immediato si possa compiere uno sforzo straordinario per gestire il picco della stagione. »
« La risorsa idrica – conclude Picarella – non è un semplice servizio a rete, ma un asset strategico di competitività. Ogni disservizio si traduce in un danno reputazionale immediato per Agrigento. È urgente un’azione sinergica e coordinata tra istituzioni e gestori, affinché le imprese possano operare e i visitatori soggiornare con la necessaria serenità .»
La delegazione cittadina ribadisce infine la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni del territorio, nella certezza che la cooperazione istituzionale resti l’unico strumento efficace per salvaguardare il futuro della comunita’.

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Fonte: Report Sicilia

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