Al momento stai visualizzando Agrigento, bagnini in servizio, ma ancora troppe postazioni restano scoperte

Agrigento, bagnini in servizio, ma ancora troppe postazioni restano scoperte

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Sport
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento, bagnini in servizio, ma ancora troppe postazioni restano scoperte. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 4 min

Nel quinto libro dell’Odissea, quando Poseidone gli sfascia la zattera, Ulisse naufrago non è salvato da un piano di sorveglianza: dai flutti emerge Ino Leucotea, la donna fatta dea del mare, che gli porge il velo perché si leghi sotto il petto e non affoghi. Un soccorso provvidenziale, affidato al caso e alla pietà di chi passava di lì. Tremila anni dopo, sulle spiagge di Agrigento, i due nomi di quel mito si sono spartiti i turni. Ulisse — la cooperativa che dell’eroe porta il nome — è finalmente in servizio e fa il suo mestiere. Leucotea, cioè la sorte, è rimasta di guardia dove Ulisse non arriva.

La stessa mareggiata, due soccorsi diversi

Il 29 luglio, con un maestrale fortissimo e il mare in tempesta, il litorale agrigentino ha messo in scena la differenza in tempo reale. Sulla spiaggia libera del Caos, un assistente bagnante,   in servizio per la cooperativa Ulisse e per conto del Comune,  ha visto un padre gettarsi in acqua per raggiungere la figlia sedicenne, turisti del Beneventano, trascinata al largo dalla corrente. Li ha riportati a riva entrambi. Lì il presidio c’era, ed è bastato.

Nello stesso giorno, a poche centinaia di metri, sulla spiaggia lungo il viale delle Dune di San Leone, un uomo di settant’anni ha rischiato di annegare. A tirarlo fuori sono stati due carabinieri liberi dal servizio, tuffatisi tra gli scogli fino a rimediare qualche escoriazione. Lì il bagnino non c’era. Lì è toccato di nuovo a Leucotea.

Il servizio c’è. Ma non dappertutto

Da zona Caos a Cannatello opera una decina di assistenti bagnanti della cooperativa Ulisse, distribuiti nelle postazioni previste dal capitolato. Il punto non è più l’assenza, ma il perimetro. Perché una decina di bagnini, disposti a coppie ogni 150 metri come vuole la norma, presidia in tutto poche centinaia di metri: un tratto necessariamente discontinuo, spalmato su un arco costiero lungo chilometri. Tra le maglie di quella copertura restano i tratti liberi e affollatissimi in postazione di pertinenza del Comune e non di privati.

Un obbligo del 1998 e un contributo che copre 600 metri

Conviene ricordare da dove nasce l’obbligo, per non confonderlo con una cortesia estiva. La legge regionale 17 del 1998 impone ai Comuni costieri il servizio di vigilanza e salvataggio sulle spiagge individuate per la balneazione: almeno due bagnini brevettati ogni 150 metri, tutti i giorni dalle 9 alle 19, per un minimo di 60 e un massimo di 120 giorni tra il 1° maggio e il 30 settembre. Ad Agrigento le spiagge idonee sono state individuate da tempo, e vanno da zona Caos a contrada Zingarello. Il contributo straordinario della Regione per il 2026 — 800 mila euro per tutta l’isola, fino al 50% della spesa — cofinanzia però al massimo 600 metri lineari per Comune. Seicento metri: la legge, invece, si spinge fino a due chilometri. Il finanziamento è un aiuto, non il tetto dell’obbligo. E la copertura non può fermarsi dove finiscono i soldi della Regione.

La cronologia di un ritardo

Che il servizio andasse attivato, in Comune lo sapevano da mesi. La circolare assessoriale è del 1° aprile, le istanze scadevano il 15 maggio «a pena di esclusione». La Giunta ha deliberato la richiesta il 14 maggio; la domanda è partita il 15, ultimo giorno utile. La prenotazione di spesa è stata firmata il 20 giugno, a stagione ormai aperta. E i bagnini, di fatto, sono entrati in postazione a estate inoltrata e precisamente dal 16 luglio — quando la finestra di legge era aperta dal 1° maggio. Il servizio è arrivato: ma con il fiato corto, e più tardi di quanto la legge consenta di considerare fisiologico.

L’appello

Non si tratta di distribuire torti a un’amministrazione che eredita ritardi antichi, né di negare ciò che di buono c’è.

Si tratta di completare l’opera. La sicurezza in mare non può reggersi sulla speranza che, dove la postazione manca, passi  qualcuno.

Il Comune estenda la copertura all’intero tratto individuato per la balneazione: perché una spiaggia libera, accessibile e affollata non può restare l’eccezione a carico della sorte.  Non lasci indietro nessun pezzo di costa.

 

Leggi anche: Altre notizie su Sport

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento