Aica, basta propaganda social: Agrigento ha bisogno di amministratori, non di influencer, La Vardera e Sodano “studiate”!. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Ancora una volta l’emergenza idrica di Agrigento diventa terreno di scontro politico sui social. Da una parte il sindaco Michele Sodano, dall’altra il deputato regionale Ismaele La Vardera. In mezzo, come sempre, cittadini e attività commerciali che continuano a rimanere senz’acqua.
Ma prima di affidare ai social ricostruzioni e accuse, sarebbe opportuno che entrambi studiassero come funziona realmente AICA e quale sia il ruolo del Comune di Agrigento.
Il Comune di Agrigento, infatti, non è un soggetto estraneo alla società che gestisce il servizio idrico. È socio di AICA con una quota pari al 20% del capitale, cioè un quinto dell’intera società. Questo significa che è proprietario di una parte rilevante della società consortile e, di conseguenza, partecipa anche ai rischi economici e patrimoniali della stessa. Se AICA accumula debiti, questi ricadono indirettamente anche sui Comuni soci, Agrigento compresa.
Per questo motivo appare quantomeno riduttivo continuare a scaricare ogni responsabilità esclusivamente su altri. Chi governa Agrigento non può limitarsi a denunciare i disservizi sui social: deve utilizzare gli strumenti che la legge e lo statuto della società mettono a disposizione dei soci.
La presidente di AICA è stata eletta appena un anno fa dall’Assemblea dei Sindaci, al termine della procedura prevista. Il suo mandato durerà tre anni e scadrà nel luglio 2028. Se l’operato della governance viene ritenuto insufficiente, esistono sedi istituzionali nelle quali affrontare la questione: l’Assemblea dei soci, l’ATI Idrico e tutti gli organismi previsti dallo statuto.
Il Comune di Agrigento può promuovere iniziative politiche e amministrative, chiedere un cambio di governance, avanzare proposte di modifica della forma societaria, incidere all’interno dell’ATI sui regolamenti e sulle modalità di gestione del servizio. Questi sono gli strumenti della politica, non i post su Facebook.
L’impressione, invece, è che il confronto stia assumendo sempre più i contorni di una campagna mediatica permanente, nella quale ogni occasione diventa utile per raccogliere consenso o attaccare l’avversario politico. Ma mentre i protagonisti della politica si confrontano a colpi di post, le attività economiche sono costrette a riempire le cisterne con bottigliette d’acqua e migliaia di cittadini continuano a convivere con un servizio che non garantisce un diritto fondamentale.
Agrigento oggi non ha bisogno di influencer della politica. Ha bisogno di amministratori capaci di conoscere le norme, assumersi le proprie responsabilità e utilizzare il peso istituzionale che deriva dall’essere il principale Comune della provincia e socio al 20% della società che gestisce il servizio idrico.
Le polemiche possono riempire i social. L’acqua, invece, dovrebbe riempire le case e le attività degli agrigentini.
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Fonte: Report Sicilia
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